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Zeman al Wall Street Journal: «sono drogato di calcio ma non è più il mio mondo»

Un ritratto del personaggio dal Wall Street Journal

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Zeman al Wall Street Journal: «sono drogato di calcio ma non è più il mio mondo»
PESCARA. “Il ritratto di Zdenek Zeman”. Si potrebbe titolare così il capitolo calcistico che l’allenatore Zdenek Zeman ha scritto per il Pescara.

Manca poco al suo ritorno nella Roma e Pescara è ancora imbevuta di lui, dello Zeman Pride (orgoglio zemaniano). Il ritratto che ci restituisce il Wall Street Journal di Zeman la dice lunga sul carisma di un uomo controverso e contraddittorio, enigmatico e che non finisce mai di sorprendere.
«Ti piace guardare il calcio?», gli chiede il cronista. E lui: «Non posso farne a meno ma non è più il mio mondo».
Segnare un goal più dell’avversario, puntare tutto sull’attacco. E’ questo la (Ze) mania, la tattica preferita dal tecnico boemo. Al calcio italiano, tattico e chiuso in difesa, Zeman contrappone la sua formula.
Tutto questo, riporta il Wall Street Journal, «è visibile dallo schieramento sul campo: 4 uomini in difesa, 3 al centrocampo, 3 attaccanti. Mentre gli attaccanti devono essere in area di rigore, due dei tre centrocampisti devono farsi avanti e supportare gli attaccanti. In questo modo l'avversario è braccato».
Questo richiede grande allenamento, spirito di sacrificio e capacità di coordinamento, doti che si sviluppano con un rigoroso esercizio.
«Le mie sessioni di allenamento», ha dichiarato il tecnico, «sono lunghe, ripetitive e intense, ma divertenti. E quando ci si diverte non ci si stanca mai. Avete presente i ragazzini che vanno in giro tutto il giorno e si divertono ? Non sono mai stanchi». E poi per Zeman «giocare per i risultati, non è lo stesso a giocare a calcio e le sue squadre giocano a calcio». Secondo lui le squadre oggi puntano a vincere ed investono solo nei risultati. Il gioco è tutta un’altra cosa, è attaccare, sfidare, non difendere a tutti i costi.