L'INCHIESTA

Calcioscommesse, le carte che gettano ombre sul capitano Gigi Buffon

Avrebbe puntato 1,5 milioni di euro in scommesse attraverso intermediari

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 Calcioscommesse, le carte che gettano ombre sul capitano Gigi Buffon
CREMONA. Il capitano della Nazionale, il campione del mondo nella magica notte di Berlino 2006, l'uomo simbolo della Juve che dalla serie B torna a vincere lo scudetto, avrebbe puntato un milione e mezzo di euro su scommesse vietate.

Il sospetto che cade su Gigi Buffon il giorno dopo il suo attacco ai «blitz annunciati» («un'imboscata», l'ha definita il suo legale), è di quelli che lasciano il segno: perché il portiere è l'idolo di milioni di ragazzini che sognano di diventare come lui.
Prove, è bene dirlo subito, al momento non ce ne sono: ed infatti la Procura di Torino - che ha informato a dicembre i colleghi cremonesi degli accertamenti che stava conducendo - non l'ha iscritto nel registro degli indagati. E' la procura torinese che, il 29 dicembre scorso, informa i pm di Cremona degli accertamenti in corso.
«Si prega - scrive il pm Cesare Parodi in una lettera riservata - di voler trasmettere copia delle trascrizioni nelle quali il calciatore Gianluigi Buffon sarebbe stato indicato come soggetto dedito a scommesse: ciò in quanto questo ufficio ha in corso accertamenti al riguardo, relativi ad ingenti somme di denaro che lo stesso Buffon avrebbe utilizzato per scommesse presentate avvalendosi di soggetti terzi».
 Il procuratore di Cremona Di Martino risponde il 16 gennaio di quest'anno, inviando a Torino l'intercettazione ambientale in cui Nicola Santoni (uno degli arrestati nella prima fase dell'inchiesta, ndr) fa il nome di Buffon e precisando che «allo stato questo ufficio non ha in programma iniziative investigative nei confronti di Buffon, che non risulta tra gli indagati».
 La corrispondenza si chiude qua, ma quel che conta sono le cinque pagine dell'informativa Gdf. 


«E' pervenuta a questo reparto - scrivono le Fiamme gialle - una segnalazione di operazioni sospette nei confronti di Buffon Gianluigi». Gli elementi «essenziali» della segnalazione sono i seguenti: «un conto corrente intestato a Buffon Gianluigi ha registrato un'anomala movimentazione caratterizzata dall'emissione, nel periodo gennaio 2010-settembre 2010 di 14 assegni bancari, di importi tondi compresi tra 50mila e 200mila euro, per un totale di 1.585.000 euro, tutti a favore di Massimo Alfieri (titolare di tabaccheria a Parma, abilitata, tra l'altro, alle scommesse calcistiche)». Quando Buffon è venuto a conoscenza della segnalazione, è scritto ancora nell'informativa, ha fatto contattare la banca dal suo avvocato Marco Valerio Corini che però, «a tutela della privacy del suo assistito, non ha voluto dettagliare le ragioni dell'operatività segnalata». «Lo stesso - prosegue l'informativa - si è limitato a descrivere il beneficiario degli assegni, come persona di assoluta fiducia, spiegando che i trasferimenti di liquidità sono volti a tutelare parte del patrimonio personale di Buffon. L'avvocato ha, inoltre, accennato ad una società fiduciaria ed all'acquisto di immobili a Parma, senza specificare l'esistenza o meno di scritture private o atti di compravendita-donazione».
 Lo stesso Corini oggi ha spiegato che Buffon «é amareggiato» e che «l'ipotesi avanzata da una banca in merito a scommesse ed anomala movimentazione di denaro sospetto è priva di rilievo penale» e «non è stata raccolta da nessun accertamento della Gdf nel 2010».
 Sta di fatto che la banca di Buffon ha ipotizzato, è scritto nell'informativa, «che le liquidità possano essere oggetto di scommesse vietate» dal codice della giustizia sportiva. Dunque scattano gli accertamenti e si scopre, tra l'altro, che «agli assegni citati nella segnalazione, è stato accreditato un ulteriore titolo emesso nei primi giorni del 2010 di euro 75mila; ciò porterebbe a 15 il numero degli assegni tratti da Buffon a favore di Alfieri e a 1,66 milioni l'intera quota dei trasferimenti».
 Ma non solo: «dai conti della tabaccheria emerge che, a fronte dei rilevanti fondi trasferiti da Buffon, sono puntualmente identificabili addebiti di importo abbastanza comparabile, disposti automaticamente tramite Rid bancari a favore della Lottomatica Spa e della Lis Finanziaria Spa».
 Gli accertamenti successivi condotti dall'Ufficio informazioni finanziarie della Banca d'Italia, con Banca Intesa (su cui sono appoggiati i conti di Lottomatica e Lis), non hanno però permesso di capire la destinazione dei soldi. 


«La destinazione dei fondi avviene tramite operazioni di cash-pooling e di giro-pooling - è scritto - con l'azzeramento giornaliero del conto. Tale particolarità rende assolutamente non individuabile l'utilizzo delle singole partite in entrata».
 I trasferimenti ad Alfieri (che «e in vacanza a New York», ha detto la madre, alla quale «non risulta» un'eventuale amicizia con il calciatore), «sembrerebbero cessare - scrive la Gdf - nel mese di luglio 2010, pur non potendo affermare con certezza di essere di fronte ad una definitiva interruzione dell'operatività segnalata, quanto piuttosto ad una momentanea sospensione, che sembrerebbe coincidere con la richiesta di chiarimenti avanzata dall'istituto di credito nei confronti di Buffon».
 E dunque?
«Non è possibile escludere a priori - conclude la Guardia di finanza - che il soggetto segnalato abbia posto in essere un'intensa attività finanziaria legata al mondo delle scommesse sportive».