PESCARA IN SERIE A

Il Pescara di Zeman e le polemiche di Peppe De Cecco

Tra record infranti, futuro e mercato in fermento

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Foto Fabio Urbini

Foto: Fabio Urbini

PESCARA. Il Pescara è tornato in serie A e la festa è esplosa allo stadio Adriatico ed è durata tutta una notte. Una notte bella e lunghissima che ha lasciato negli occhi e nel cuore ricordi positivi ed anche momenti di commozione per i tragici lutti che hanno colpito il Delfino in questa irripetibile stagione, sotto tutti i punti di vista.

 È stato un anno particolare in casa Pescara non soltanto per il ritorno in serie A in se e per se, ma per l'incredibile numero di record raggiunti e superati dal gruppo di Zdenek Zeman. Record polverizzati che hanno decretato questo Pescara, con molta probabilità, come il più forte di sempre in serie B. Un Pescara capace di conquistare sul campo 80 punti, frutto di ben 25 vittorie su 41 giornate (e ne manca ancora una, ndr).
I biancazzurri hanno ottenuto, nel 6-0 di Padova, la più larga affermazione nei 75 anni di storia del Delfino in serie A e B.
Il Pescara, ma questo era facile prevederlo dopo l'insediamento di Zeman sulla panchina degli adriatici, è anche la squadra professionistica in Italia ad aver realizzato più gol. Ben 89 realizzazioni, garanzia di spettacolo e divertimento, che hanno proiettato questa squadra come la seconda che ha realizzato più reti nella storia della cadetteria.
Record anche per quanto riguarda i giocatori. Sugli scudi Ciro Immobile, arrivato ad un passo dal record assoluto di un bomber in serie B con 28 reti, a soli 2 gol da un campione del mondo come Luca Toni. 28 gol che hanno permesso all'attaccante biancazzurro di staccare nella classifica dei bomber stagionali del Pescara sia Emanuele Calaiò e sia soprattutto Rebonato, fermatosi a “sole” 21 reti l'anno della promozione in serie A con il profeta Giovanni Galeone.
Sempre per quanto riguarda i numeri, da sottolineare l'infinita passione dei sostenitori del Delfino, che hanno sempre affollato l'Adriatico sin dalle prime giornate di campionato. Segno tangibile che questa squadra, al di là dei risultati e della promozione che è arrivata a maggio, è sinonimo di gioia e spettacolo anche nei momenti peggiori della stagione. Sfogliando le classifiche sulle presenze sugli spalti, il Pescara si colloca al quarto posto con 12.942 spettatori di media a partita. 


INCOGNITA ZEMAN
A campionato finito l'entourage di mercato biancazzurro getterà le prime importanti basi per la serie A che verrà. Un campionato durissimo, non a caso l'elite del calcio italiano, che rischia di tramutarsi in un incubo sportivo qualora non venisse affrontato con impegno massimo ed organizzazione sotto tutti i punti di vista. Per prima cosa, bisognerà mettere nero su bianco sul contratto futuro di Zdenek Zeman, che firmerebbe per un solo anno da tradizione consolidata del tecnico boemo.
Le possibilità che Zeman resti sulla panchina biancazzurra sono piuttosto alte, anche se il tecnico della promozione non ha ancora espresso il suo pensiero chiaramente. Naturalmente vorrà vedere i programmi futuri della società. In questa settimana e nelle prossime sono previsti incontri tra le parti, con i procuratori di Zeman pronti insieme al boemo a prolungare l'accordo. Da valutare anche altre offerte sul piatto, come quelle di Genoa e Fiorentina, che non hanno fatto mistero di gradire Zeman sulla propria panchina dopo un anno disastroso appena trascorso in fatto di gioco e risultati sul campo. 


ASSI INPARTENZA PER FARE CASSA
Per quanto riguarda i giocatori, sarebbe un vero peccato rivoluzionare un gruppo di uomini prima che di calciatori che tanto ha fatto bene in campionato. Bisogna però ricordarsi del fatto che molti giocatori, Immobile ed Insigne in primis, non risultano essere di proprietà del Delfino che in estate li ha solo prelevati in prestito. Il bomber che ha realizzato 28 centri nel torneo cadetto, ad ogni modo, ha fatto sapere di voler restare l'anno prossimo in serie A. Molto dipenderà dalle società proprietarie del cartellino (Genoa e Juventus, ndr) ed anche ovviamente dalla volontà del giocatore.
Stesso discorso per Insigne, in prestito secco dal Napoli, che potrebbe rientrare alla base soprattutto qualora Lavezzi dovesse essere ceduto al Paris Saint Germain o all'Inter.
Incerto è il futuro di Verratti, inseguito ma mezza Europa, il cui valore si aggirerebbe sui 10-15 milioni di euro e che potrebbe essere ceduto per far “cassa”. La volontà del giocatore però, chiarissima anche prima del match con la Sampdoria, è stata ribadita durante la festa di domenica notte: vuole rimanere a Pescara almeno per un altro anno. Da valutare caso per caso Anania, Ragni, Balzano, Zanon, Romagnoli (in prestito dal Milan, ndr), Brosco, Gessa, Maniero, Soddimo, Caprari (in prestito dalla Roma, ndr), Kone (in prestito dall'Atalanta, ndr) e Nielsen, quest'ultimo legato al Pescara da un contratto pluriennale. Da discutere infine il rinnovo del contratto di Cascione, che molto difficilmente lascerà la città adriatica proprio ora che è approdata nella massima divisione. 


PEPPE DE CECCO E LE PRIME POLEMICHE “DA SERIE A”
Non sono passati neanche 2 giorni dalla conclusione di una magnifica cavalcata che ha portato i biancazzurri dopo 9 mesi in serie A, che subito scattano le prime polemiche... A parlare è stato l'ex patron della Delfino Pescara 1936, Peppe De Cecco, che tra le righe non ha nascosto tutta la sua amarezza per l'assenza ai festeggiamenti del club adriatico: «non ho nessun rimpianto per quella che è stata questa stagione. Potevo essere ricordato come il presidente del Pescara che è tornato in serie A dopo vent'anni, ma va bene così».
Sul futuro e sul possibile suo rientro nella variegata compagine dirigenziale del Delfino: «escludo un mio ritorno adesso. Impossibile non andarsene allora ed altrettanto un mio ritorno. O rilevo l'intero pacchetto azionario del club o niente. Visto che la cosa è alquanto difficile resto dove sono ora».
Due parole anche sulla partecipazione del Delfino alla prossima massima divisione del campionato italiano: «per giocare in serie A servono tantissimi soldi ed investimenti mirati e giusti. Dai diritti televisivi arriveranno 20 milioni di euro, ma per fare una squadra vera ne serviranno altrettanti».
«In ogni caso se fossi rimasto io» – conclude l'ex presidente del Pescara – «sicuramente Zdenek Zeman sarebbe rimasto al 100%».
Senza ombra di dubbio l'intervento a gamba tesa di De Cecco lascia un po' l'amaro in bocca. Non tanto per le ragioni, giuste o sbagliate che siano poco importa, ma per la tempistica visto che la Pescara calcistica, finalmente dopo infiniti anni di delusioni tra campionati anonimi, retrocessioni e fallimenti (sportivi ed aziendali, ndr), può godersi il suo momento di infinita e meritata gioia. 


SEBASTIANI PUNGE
Il presidente Daniele Sebastiani ha risposto a ruota provando a chiarire «gli insanabili contrasti» con De Cecco.
«Vorrei chiarire che c’erano due correnti di pensiero», ha detto Sebastiani, «una, che apparteneva ai più, voleva ricapitalizzare la società immettendo capitale necessario per il proseguimento del campionato; l'altra che voleva cedere al Pescara la struttura del Poggio degli Ulivi (centro sportivo di proprietà di De Cecco ndr) addossando alla stessa società un investimento molto corposo in una fase molto delicata della stagione: prevalse la prima ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti».
«Nessuno e sottolineo nessuno ha mai voluto l'uscita di scena dell'ex presidente, è stata una scelta dello stesso, conseguente alla mancata acquisizione del Poggio». Quanto ai debiti presunti Sebastiani ribatte: «Mi preme rassicurare De Cecco e i tifosi che la società ha debiti relativi alle passate stagioni nelle quali il presidente era appunto De Cecco ed i soci erano anche diversi da quelli di oggi». Non solo «dall'uscita di scena dell'ex presidente ad oggi questa società è stata ricapitalizzata per circa 5.8 mln di euro, che sono serviti per pagare il corrente e per abbassare le esposizioni bancarie precedenti». Ma Sebastiani ha una ultima stoccata in serbo: «Rispetto alla volontà di De Cecco di prendere tutto, posso affermare che c'é la massima disponibilità da parte almeno del 51% dei soci a trattare. Non comprendo come poi possa parlare lui di fast food del calcio, quando nel corso degli anni ha sempre diminuito le sue quote...Per chiudere: sarebbe bastato un 'complimenti ragazzi per quello che avete fatto e per i problemi che avete risolto anche a me'».

PRANDELLI: «VERRATTI MERITAVA LA CONVOCAZIONE IN AZZURRO»

Infine Verratti prenderà parte domani alla seduta di allenamento a Coverciano agli ordini di Cesare Prandelli, che ha pre-convocato il giovane talento pescarese in vista degli Europei di Polonia e Ucraina. A giorni l'attuale numero di giocatori verrà ridotto a 23, che prenderanno parte all'Europeo. Difficile ma non impossibile l'inserimento di Verratti nella magica lista dei 23.
Prandelli, in conferenza stampa, ieri ha anche parlato del numero 10 biancazzurro: «devo fare un plauso a tutti gli allenatori di serie B che in questa stagione hanno avuto il coraggio di puntare su giovani italiani. La serie B è diventata un campionato interessante e giocatori come Verratti meritavano la convocazione».
«Devo dire la verità ho pensato anche ad Insigne» – conclude il Commissario Tecnico azzurro – «ma poi ho preferito scegliere giocatori giovani nel suo ruolo che avevano maggiore esperienza in serie A». 


NOTIZIARIO
La squadra, dopo la grande festa di domenica notte successiva alla vittoria decisiva di Genova con la Sampdoria, tornerà ad allenarsi domani in vista dell'impegno di sabato con la Nocerina. All'Adriatico la partita è confermata per le 20,45 e sarà l'ennesima occasione per il pubblico pescarese, dopo la scorpacciata di gioia ed entusiasmo di ieri, per fare ancora festa con i propri beniamini. Per Pescara-Nocerina, naturalmente, lo stadio Adriatico farà registrare il tutto esaurito in ogni ordine di posti. La vera festa promozione però è fissata per domenica in Piazza Salotto a Pescara.
Andrea Sacchini