PESCARA IN SERIE A

Zemanlandia, il Pescara vince perchè impara dai propri errori

Il portiere alla Zeman e la difesa alta: schemi vincenti e gioco entusiasmante

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Zemanlandia, il Pescara vince perchè impara dai propri errori
PESCARA. Davvero difficile trovare errori in una stagione tanto positiva ed esaltante, che ha portato il Delfino così in alto a vent'anni da Galeone.

E’ molto più facile del previsto se, invece, consideriamo gli infiniti orrori arbitrali, più che errori, che hanno tarpato le ali del Delfino sin dalla terza giornata del campionato. Errori che davvero per poco non sono risultati decisivi in questa magica cavalcata verso la serie A. Si parte dall'incredibile Modena-Pescara, con 2 espulsioni inesistenti ai danni di giocatori biancazzurri ed un rigore solare negato per fallo su Immobile. Poi ancora il 3-2 subito a Castellammare di Stabia, con il rigore decisivo a tempo quasi scaduto concesso per atterramento palese fuori area di Bocchetti ai danni di Raimondi.
Si prosegue il 3 dicembre con l'incredibile gol fantasma non dato ad Immobile sul risultato di 1-1, con i biancazzurri che poi perderanno l'incontro 2-1 all'Adriatico contro il Grosseto.
Poi ancora la settimana successiva la sconfitta 4-2 all'Olimpico con il Torino, con i granata in rete più e più volte in chiara posizione di fuorigioco.
L'apoteosi di tutto però viene raggiunta un pomeriggio di marzo, quando in Ascoli-Pescara 3-0 tutti i gol dei padroni di casa erano viziati da infrazioni gravi e nette.
Gli orrori descritti fin qui sono soltanto i più nitidi, ma nel corso della stagione sono stati decine i torti verso l'undici di Zeman.
Tanti errori arbitrali che hanno innervosito nel corso dell'anno proprio mister Zeman e soprattutto i giocatori, che in campo spesse volte si sono sentiti poco tutelati. Lo stesso patron Sebastiani in un'intervista dichiarò che la misura era ormai colma e che era al lavoro un dossier della società per indicare tutti i torti arbitrali subiti nel corso della stagione. Lo stesso Zeman addirittura richiamò l'attenzione con un giustificato silenzio stampa l'indomani del ‘furto’ di Ascoli Piceno.


IL LIBERO AGGIUNTO: ANANIA, IL PORTIERE “ZEMANIANO”

Tra le note più positive del Pescara targato 2011/2012 c'è sicuramente Luca Anania, giunto a Pescara in estate dalla Pro Patria per fare da chioccia a Pinsoglio, poi partito a gennaio dopo aver perso i gradi della titolarità.
Ottimo tra i pali e nelle uscite, Anania ha incarnato la filosofia perfetta del portiere “zemaniano”, una sorta di libero aggiunto sempre pronto e scattante ad uscire anche in maniera avventata per chiudere le ripartenze degli avversari. Con la difesa di Zeman altissima, l'ex portiere di Pro Patria e Ravenna ha spesse volte tolto le castagne dal fuoco risultando al contempo decisivo non solo nelle uscite con i piedi ma anche negli interventi tra i pali.
Il suo giocare spesso e volentieri al limite dell'area di rigore, lo ha costretto a prendersi parecchie ammonizioni. Per una di queste, 2 settimane fa col Grosseto, in diffida è stato costretto per squalifica a saltare Pescara-Torino. Con i granata però gli abruzzesi hanno scoperto di avere a disposizione un numero 12 assolutamente all'altezza: l'ex portiere dell'Andria, Riccardo Ragni autori di interventi prodigiosi e salva risultato. Nel corso della stagione ha esordito in serie B anche Francesco Cattenari nella sfortunata trasferta di Modena.


GIOCO ALL'ATTACCO E DIFESA ALTA... MA DAVVERO LE SQUADRE DI ZEMAN NON SANNO DIFENDERSI?
Tra i luoghi comuni del gioco zemaniano c'è sicuramente quello che le sue squadre sappiano attaccare e divertire ma che non sappiano affatto difendersi. Osservando il campionato del Pescara questa definizione sommaria in parte è vera come testimoniano i 57 gol presi prima delle ultime 2 giornate. Ma i freddi numeri non spiegano tutto. Negli ultimi 2 mesi infatti, complice l'inserimento nell'undici base di Bocchetti in luogo a turno di uno tra Zanon e Balzano, la difesa è apparsa sicura ed anche i numeri sono stati tutti dalla parte del Pescara dell'ultimo periodo. Non che Bocchetti sia superiore tecnicamente o più utile di Balzano e Zanon, ma l'ex terzino del Frosinone, Napoli e Piacenza ha inaugurato un nuovo modo di difendere nel verbo zemaniano, con i 2 terzini mai più in attacco contemporaneamente. Con la difesa a 3, sicuramente è stato più facile gestire le azioni di ripartenza degli avversari. Il modo di difendersi più accorto è l'ennesima conferma di un allenatore sempre pronto a innovazioni nel suo modo di giocare e di intendere il calcio.
Stagione sopra le righe di Romagnoli, che dopo un momento di appannaggio nel mezzo del campionato è risultato essere un punto fermo nella retroguardia abruzzese. Indispensabile è stato l'apporto di Capuano, prodotto del vivaio biancazzurro ed inamovibile nel mezzo della difesa. L'ex terzino della primavera abruzzese, scoperto centrale da Cetteo Di Mascio ai tempi delle giovanili, è anche inserito in pianta stabile nell'under 21 del ct Ciro Ferrara. Utile nel corso della stagione anche Brosco, che si è alternato soprattutto con Romagnoli. Sfortunata invece la stagione di Perrotta, forte centrale delle giovanili biancazzurre, frenato quest'anno da un grave infortunio.
Sull'esterno fantastiche le stagioni di Balzano, Zanon e nell'ultima parte d'anno di Bocchetti, che hanno saputo coadiuvare scorribande offensive con attento lavoro di copertura. Poche apparizioni in prima squadra invece per Bacchetti, Martin e Petterini. L'ultimo andato via a Gennaio ed il secondo arrivato nel mercato di riparazione.


QUALITA' E SOSTANZA A CENTROCAMPO: NIELSEN, CASCIONE E... LA CLASSE E L'ELEGANZA DI VERRATTI IN CABINA DI REGIA
Uno dei punti di forza del Pescara di Zeman è stato soprattutto il centrocampo. Cascione, grande esperienza in serie B e diverse apparizioni in serie A con la maglia della Reggina, è risultato essere importantissimo nel corso della stagione. Qualità palla al piede, diga davanti la difesa e tanti decisivi inserimenti senza palla che lo hanno portato a realizzare 6 reti. Decisivo a gennaio poi l'innesto in squadra di Nielsen, giunto a titolo definitivo dal Nordsjaeland. Il giocatore danese ha esordito dal primo minuto in Empoli-Pescara alla 23esima giornata e da allora, dopo aver convinto Zeman partita dopo partita, non è più uscito dai titolari fornendo prestazioni sempre più positive.
Ultimo, certo non per importanza, Marco Verratti, che con la sua classe infinita è prepotentemente entrato nella stretta cerchia dei giovani più interessanti in ottica Italia, guadagnandosi addirittura la pre-convocazione nella nazionale A di Prandelli in vista degli Europei di Polonia e Ucraina. Verratti, inseguito dai club più prestigiosi d'Europa, da molti a buon ragione è stato definito l'erede di Pirlo o Pizarro e quest'anno l'Adriatico ha ammirato un regista vero dalle qualità tecniche infinite. Un giocatore il quale dovrebbe essere utilizzato da perno sul quale costruire il Pescara 2012/2013 che cercherà la salvezza in serie A.
Dietro i 3 inamovibili Cascione-Nielsen-Verratti, tanti centrocampisti che hanno comunque dato il loro contributo importante. Su tutti, in termini di minutaggio, Kone e Togni. Il nazionale della Costa d'Avorio è risultato decisivo addirittura in più occasioni, come i gol con Varese, Juve Stabia e Verona. Anche Gessa, per impegno nonostante i pochi minuti giocati soprattutto nella seconda metà del torneo, è risultato importante.


IMMOBILE COME REBONATO... ANZI MEGLIO

Il giorno del suo ingaggio in pochi avrebbero scommesso che questo ragazzone dalla camminata e corsa goffa potesse diventare uno dei protagonisti assoluti della stagione biancazzurra. Ed invece, favorito anche dal gioco offensivo di Zeman che ne ha esaltato le qualità tecniche e caratteriali, è diventato punto fermo di questo Pescara realizzando la bellezza di 27 reti prima della trasferta di Genova e della gara in casa con la Nocerina. Come Rebonato ai tempi della promozione in serie A del Pescara di Galeone, anzi di più perché il vecchio bomber aveva timbrato il tabellino per “sole” 21 volte.
Ex primavera della Juventus, in serie B con le maglie di Grosseto e Siena aveva totalizzato in 2 stagioni la miseria di 20 presenze con 2 gol soltanto. L'attuale stagione del Pescara è anche stata la sua stagione di grazia, che lo ha lanciato nel calcio che conta. Attualmente in comproprietà tra Juventus e Genoa, potrebbe rimanere l'anno prossimo in A con il club adriatico.
Giocatore di buona tecnica e dal gol facile, Immobile si è fatto apprezzare dal pubblico dell'Adriatico anche per la sua grande generosità sotto porta e nelle azioni senza palla.


OH MAMMA SAI PERCHE' MI BATTE IL CORAZON? HO VISTO INSIGNE...

Proprio come cantavano i tifosi napoletani a Maradona... Eh sì perché lui, Lorenzo Insigne, è napoletano e proprio come Maradona ha incantato il San Paolo negli anni 80', Insigne ha illuminato il cielo dell'Adriatico più e più volte in questa stagione. Un campionato fantastico che ha innalzato il folletto napoletano tra i 2-3 giocatori più decisivi del Pescara. Le sue giocate, i suoi gol meravigliosi e gli assist per i compagni hanno spesso e volentieri hanno sbloccato o risolto partite, a volte rese molto difficili dal difendersi esasperato di tante squadre. L'imminente cessione di Lavezzi al Psg o all'Inter con ogni probabilità libererà un posto nell'attacco napoletano. Posto vacante che il popolo partenopeo spera possa essere preso proprio da Lorenzo Insigne, che però ha già fatto sapere di volersi cimentare con la realtà della serie A insieme a Zeman per almeno un'altra stagione.
Nel campionato in corso Insigne ha realizzato 18 gol e soprattutto ha incantato con le sue giocate Pescara ma non solo...


LA STAFFETTA SANSOVINI-CAPRARI... A COMPLETARE IL TRIDENTE DELLE MERAVIGLIE

Immobile ed Insigne sono stati i veri protagonisti nell'attacco pescarese, ma il gioco di Zeman è fatto di 3 punte... proprio per questo sono risultati essere decisivi anche Sansovini e Caprari (che con la Samp ha messo a segno due gol). I due nel corso della seconda metà del campionato si sono alternati nel tridente offensivo. Sansovini, punto fermo fino a gennaio, ha totalizzato 16 gol, record personale di marcature in serie B. Il capitano del Pescara si è fatto sempre apprezzare nel corso della stagione per le sue grandi qualità umane e per lo spirito di sacrificio. Tanta corsa sull'esterno e sempre pronto a dare una mano in fase di non possesso del pallone. Utilissimo anche nelle ultime partite da subentrante, quando col passare del tempo Caprari si è ritagliato un ruolo chiave nell'undici base di Zeman. L'ex primavera della Roma, alla prima esperienza da professionista lontano dalla capitale, dopo un inizio difficile è entrato col tempo nei meccanismi del gioco zemaniano, fornendo una lunga serie di buone prestazioni.
Utili nel turnover Soddimo e Maniero, utilizzati non moltissimo per il semplice fatto di avere davanti giocatori insostituibili del calibro di Insigne e Immobile in prima battuta e Sansovini-Caprari in seconda.
Andrea Sacchini