PESCARA IN SERIE A

Il film del campionato: la magica stagione del Pescara tra successi e lutti

La squadra di Zeman corona un sogno al termina di una lunga serie di vitorie. Premiata la filosofia del boemo

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 Il film del campionato: la magica stagione del Pescara tra successi e lutti
PESCARA. Che questo campionato rappresentasse una rottura di continuità rispetto le ultime apparizioni del Pescara in serie B si era capito sin da giugno, quando le prime voci che circolavano indicavano Zdenek Zeman tra i papabili alla panchina biancazzurra 2011/2012.

Tanti i nomi, alcuni dalla grande esperienza in serie B, circolati da maggio in poi ma uno solo poteva infiammare ed incendiare all'inverosimile l'entusiasmo di una piazza reduce da una promozione in serie B e da un buon campionato cadetto ma da tanti, tantissimi anni di inferno con le scellerate gestioni Paterna, Pincione e Soglia. Il nome appunto era solo uno: Zdenek Zeman, reduce dall'esperienza in chiaroscuro di Foggia dove parecchi anni prima il tecnico boemo aveva gettato le fondamenta di “Zemanlandia”, una vera e propria università del calcio fatta di bel gioco, vittorie, promozioni e quant'altro.
Presentato davanti ad oltre 2mila tifosi in delirio alla marina di Pescara, il boemo si era subito fatto riconoscere: «Non mi sentirete mai dire “prima la salvezza poi vediamo”... l'obiettivo è quello di vincere giocando bene, perché chi gioca un buon calcio vince spesso, chi gioca male non vince mai o perlomeno la fa a caso ed io non voglio vincere in maniera casuale...».
Concetti che definiscono la caratura del personaggio ed anticipavano un po' quello che sarebbe successo nel corso della stagione. In 10 mesi il concetto è stato perfettamente messo in pratica sul campo dal tecnico boemo e dai suoi giocatori.


UNA CAVALCATA TRIONFALE INIZIATA CON LA VITTORIA AL BENTEGODI DI VERONA...
Tutto è iniziato dal successo per 2-1 ottenuto sul campo del Verona. Una vittoria prestigiosa in una partita sentitissima da parte di entrambe le tifoserie, con le 2 squadre protagoniste di un testa a testa memorabile 2 anni fa per la promozione in B ai play-off degli abruzzesi. Quei primi 3 punti diedero al Pescara la convinzione necessaria per pensare che l'obiettivo di questo campionato non poteva essere la semplice salvezza o metà classifica. Convinzione cresciuta sempre più col passare delle giornate grazie ai successi ottenuti all'Adriatico con l'Empoli (3-2, ndr) e con il Crotone 2-0 inframezzati dal furto clamoroso di Modena, il primo di una lunga serie che ha funestato il grande campionato degli abruzzesi.
Quinta e sesta giornata negative per il Pescara di Zeman, che nelle 2 trasferte consecutive di Reggio Calabria e Castellammare di Stabia inanellano 2 sconfitte consecutive. 4-2 con la Reggina e 3-2 con la Juve Stabia. Prestazioni non del tutto negative che però fecero sorgere parecchi dubbi sulla tenuta difensiva delle squadre di Zeman, spettacolari sì ma troppo fragili in difesa.
La vittoria successiva all'Adriatico per 5-3 con l'AlbinoLeffe  fece tornare il sorriso e permise ai biancazzurri di affrontare con rinnovato ottimismo la trasferta di Sassuolo che diede un punto importante per la classifica degli abruzzesi.


LE CINQUE VITTORIE CONSECUTIVE
L'1-0 con il Cittadella, probabilmente l'unica vittoria ottenuta quest'anno da un Pescara poco brillante, diede il là ad una serie di altre 4 vittorie consecutive che lanciarono i biancazzurri in zona di alta classifica. Il successo per 3-0 con un Brescia in grande forma resta una delle vittorie più belle di Zeman in questa stagione. Questa, insieme al derby stravinto 4-1 con l'Ascoli ed al 2-0 al San Nicola contro il Bari, che consacrò quasi definitivamente sul grande palcoscenico della serie B un giocatore dalla classe immensa, Lorenzo Insigne. La quinta vittoria consecutiva arrivò all'Adriatico il primo novembre 3-1 sull'ottimo Varese.

LA PRIMA VERA CRISI DEL PESCARA
Qui il Pescara arresta parzialmente la propria corsa verso la serie A diretta. Brutta sconfitta 3-1 a Livorno e pareggio 1-1 all'ultimo respiro in casa col Padova. Poi buon successo tra le mura amiche 2-1 contro la cenerentola Gubbio, pareggio 1-1 a Vicenza e sconfitta a sorpresa 2-1 all'Adriatico contro il Grosseto, partita famosa per il clamoroso gol fantasma non dato a Ciro Immobile. Errori arbitrali protagonisti anche nel capitombolo per 4-2 a Torino con i granata.
In questo momento di crisi di risultati, comunque gli uomini di Zeman restano incollati ai primi 2 posti della classifica, mai persi di vista.


PESCARA INARRESTABILE: SETTE VITTORIE DI FILA E SERIE A POSSIBILE
Nel momento peggiore fin qui della stagione degli adriatici, la prima positiva svolta dell'anno. Una serie lunghissima di sette vittorie consecutive ottenute grazie all'impegno e soprattutto al gioco. 21 punti su 21 disponibili che lanciano gli abruzzesi nei primi 2 posti della classifica. Arriva la vittoria scaccia crisi all'Adriatico contro la Sampdoria per 1-0. Poi la dolce epifania con il 4-2 sul campo della Nocerina e la notte dei sogni in casa 3-1 contro l'odiatissimo Verona di Mandorlini. Seguono la trasferta vittoriosa per 2-0 ad Empoli e la “vendetta” 3-1 contro il Modena  dopo il furto dell'andata. Chiude il filotto il 2-1 conquistato con fatica ma con merito allo Scida di Crotone.


L'ARRIVO DEL GENERALE INVERNO E L'ALTALENA DI RISULTATI

Il Pescara è inarrestabile. Gioca bene, diverte ma soprattutto vince e stacca le inseguitrici in classifica. Purtroppo però succede qualcosa di imponderabile. La settimana che precede l'importante partita all'Adriatico contro la Reggina è caratterizzata dalle forti nevicate che cadono in tutta Italia ed in particolar modo nelle regioni centrali. L'Abruzzo e la città di Pescara ovviamente non vengono risparmiate. Per impraticabilità del campo, con il manto erboso dell'Adriatico ricoperto da una spessa coltre di neve, vengono rinviate Pescara-Reggina e Pescara-Juve Stabia. Non poteva esserci notizia peggiore per una squadra in condizioni psicofisiche perfette e reduce da sette vittorie consecutive. Quasi un mese di stop forzato bagnano le polveri di un Pescara che non va oltre l'1-1 contro l'AlbinoLeffe ultima della classe. Seguono la sconfitta nel recupero 2-0 contro la Reggina e le 3 importanti vittorie consecutive contro il Sassuolo, Juve Stabia e Cittadella.
Arriva il Brescia ed il Pescara compie un mezzo passo falso interno 1-1. Altro momento di crisi per i biancazzurri di Zeman che mettono in fila 3 sconfitte e vanno quasi vicini al baratro ed alla fine del sogno. 0 punti conquistati con Ascoli, Bari  e Varese.

IL MOMENTO PEGGIORE
La stagione del Pescara, fantastica sotto il profilo del gioco e dei risultati, come abbiamo visto è stata però caratterizzata da naturali momenti di flessione. Alcuni davvero duri.
La rete dello 0-2 del Livorno è risultato essere il momento più basso della stagione del Delfino. Tralasciando per un attimo la tragedia capitata al povero Morosini, della quale si parlerà più avanti, il Pescara di quella prima mezz'ora era sembrato spento, demotivato ed ai limiti dell'arrendevolezza. Tutto il contrario della splendida squadra ammirata nel periodo pre-nevicata e prima della settimana terribile con il Bari preceduta dalla tragica scomparsa di Franco Mancini. Momenti sicuramente duri che però hanno tirato fuori il vero carattere di questa squadra giovane ma già matura per traguardi importanti. Un gruppo di uomini prima che giocatori guidati alla perfezione da un maestro di calcio e di vita, lo stesso che ha insegnato calcio un po' in tutta Italia e non solo, lasciando sempre dovunque un grande ricordo di se e delle squadre da lui allenate...


LA CHIAVE DI VOLTA DEL CAMPIONATO
Facile da individuare... il 6-0 di Padova, che è entrato di diritto nella storia del Delfino, ha sancito la vera e propria “pasqua” biancazzurra di resurrezione dopo una serie abbastanza lunga di cattivi risultati e prestazioni poco convincenti, legate a tanti fattori, dagli errori arbitrali, alla poca brillantezza degli adriatici, dalle strane condizioni atmosferiche ai gravi lutti che hanno funestato questa stagione. Il 6-0 di Padova con una diretta concorrente per i play-off, con almeno 30 occasioni da gol create, ha subito messo in chiaro le cose: il Pescara c'è e non molla per il proseguo del campionato, soprattutto in ottica promozione diretta.


LA PRIMAVERA “ZEMANIANA”

Nei mesi di settembre ottobre gli addetti ai lavori e gli statistici hanno sempre sottolineato il fatto che le squadre di Zeman, dopo un buon inizio ed un momento di crisi a metà campionato, in primavera danno il meglio di se. Questo perché, con il caldo e le piogge sempre più rare, i campi asciutti favoriscono il gioco veloce, lavorato e palla a terra degli interpreti del gioco zemaniano. Da tradizione consolidata, anche questa primavera ha innalzato la squadra di Zeman come quella migliore e più in forma del campionato. Da questo punto di vista è impressionante vedere le statistiche strettamente legate al calcio giocato: 5 vittorie su 5, 18 gol fatti e sole 2 reti subite con il raggiungimento ed il mantenimento dei primi 2 posti in classifica. Questa volta però le statistiche e la tradizione si sono aggiunte allo spirito di rivalsa ed al carattere di un gruppo di giocatori capace di trasformare le avversità in energia positiva per il riscatto. Proprio infatti nel momento peggiore del campionato, il Pescara ha saputo tirare fuori la grinta che gli ha permesso nel corso delle giornate di avvicinare prima e consolidare poi il piazzamento serie A.
Dopo il tennistico 6-0 di Padova, seconda trasferta consecutiva e successo netto e marcato 2-0 sul campo del Gubbio che ha permesso ai biancazzurri di tornare al secondo posto dopo diverse settimane di assenza. Nel “derby” tra tifoserie gemellate del 2 maggio, altro risultato da leggenda per il Pescara, che travolge con un altro 6-0 il Vicenza di Cagni. Con i biancorossi, come contro Padova e Gubbio, ad impressionare è l'incredibile mole di palle gol create e la grande sicurezza del pacchetto arretrato, unita ad una condizione psicofisica perfetta per il finale di stagione. Quasi una formalità la successiva trasferta contro un Grosseto ormai salvo e privo delle giuste motivazioni per arrestare l'undici abruzzese, superato per 4-2 senza eccessive difficoltà. Da brividi la successiva partita all'Adriatico contro la corazzata Torino. Una partita tatticamente perfetta degli uomini di Zeman che dopo aver colpito per 2 volte nel primo tempo, nella ripresa hanno dato prova di grande maturità e carattere relegando il Toro a pure comparsa da comprimario. Il 2-0 con i granata  è stata la consacrazione definitiva di questo Pescara, che laddove ce ne fosse ancora bisogno ha messo in chiaro la vera forza del proprio gruppo. Un collettivo meraviglioso incapace di brutte prestazioni, votato invece al bel gioco ed ai 3 punti con spettacolo con un occhio di riguardo al pubblico che paga il biglietto e vuole vincere ma anche divertirsi.
Il resto è storia recente, con la vittoria di ieri con la Samp e la conseguente promozione aritmetica in serie A con logica festa infinita per i sostenitori del Delfino.


ZDENEK ZEMAN, MAESTRO DI CALCIO E NON SOLO...
Di lui nel corso degli anni si è detto tutto o quasi perché da uno come Zeman c'è sempre da imparare e da conoscere nuovi aneddoti della sua vita e del suo modo di pensare... emblema del calcio pulito riconosciuto in tutta Italia, o quasi visto che a Torino sponda Juventus dopo anni ancora storcono il naso al solo sentire del boemo, è riuscito nell'impresa di riportare il Pescara nella massima serie 20 anni dopo Galeone, per la sesta volta nella storia del Delfino. Il tutto con una gestione oculata, perfetta di tutte le forze tecniche, umorali e umane a disposizione. Si è sempre detto che ciò che tocca Zeman diventa oro. E come è possibile dire il contrario se non citiamo gli esempi su tutti di Immobile ed Insigne, veri e propri trascinatori di questo Pescara che fino a quest'anno non si erano mai cimentati con buoni risultati in campionati di questo livello. Lo stesso Verratti, ora inseguito da mezza Europa, ha trovato la consacrazione definitiva proprio con Zdenek Zeman, che al contrario di altri ha riproposto il numero 10 biancazzurro nella posizione ideale davanti la difesa. Una zona del campo vista col contagocce ai tempi di Di Francesco e Cuccureddu ma che lo stesso piccolo grande giocatore pescarese aveva sempre ricoperto ai tempi della forte primavera di Cetteo Di Mascio.
Che dire di Zdenek Zeman. Servirebbero decine e decine di pagine solo per poter presentare il personaggio, ma per oggi limitiamoci al boemo visto a Pescara. Un personaggio unico che col suo parlare sempre calmo e per concetti ha stregato e convinto un'intera città. Celebre e memorabile il suo intervento alla trasmissione televisiva Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio nell'ottobre scorso.


GIOIA INFINITA, MA TANTI GRAVI LUTTI NEL CORSO DEL CAMPIONATO

Che la stagione sportiva e calcistica del Pescara a livello di risultati non abbia quasi pari nella storia del Delfino, è altrettanto vero che la stessa è stata costernata di lutti e gravi perdite. Si inizia in un pomeriggio del 30 marzo, con la prematura scomparsa di Franco Mancini, preparatore atletico dei portieri biancazzurri e grande amico di Zdenek Zeman. L'ex estremo difensore tra le tante di Bari, Napoli e Teramo, morto per un infarto, aveva accompagnato il tecnico boemo anche nell'avventura di Foggia dell'anno scorso.
Successivamente l'addio anche a Davide Fedele, vicepresidente del Pescara a inizio anni novanta. Nell'ultimo anno in biancazzurro, Davide si occupò del settore giovanile ricoprendo la carica di presidente e responsabile.
La tragica scomparsa di Domenico Rigante, vigliaccamente ucciso da un gruppo di Rom la notte del primo maggio.
E poi ancora la scomparsa di altri grandi tifosi che hanno sempre seguito col cuore e affetto la propria squadra, anche nei momenti peggiori della storia biancazzurra. A loro tutti, tifosi, tecnici e giocatori, va un pensiero particolare perché questa promozione è anche e soprattutto la loro e di chi, per ragioni che vanno oltre la vita, non ha potuto essere in prima fila per vedere l'apoteosi biancazzurra ma che, sicuramente, anche da lassù in cielo non hanno voluto mancare all'appuntamento.
Andrea Sacchini