IL PALLONE BUCATO

Calcioscommesse, in manette Masiello: «leader indiscusso e capo carismatico»

Convolti altri calciatori: «individui senza scrupoli»

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Calcioscommesse, in manette Masiello: «leader indiscusso e capo carismatico»
BARI. In manette calciatore dell'Atalanta. Operazione dei carabinieri ancora in corso.

Alla fine gli arresti più annunciati della storia sono arrivati. Nell'ambito dell'indagine sul calcio scommesse condotta dalla procura della Repubblica di Bari sonos tati eseguiti questa mattina all’alba una serie di arresti.  I carabinieri del comando provinciale del capoluogo pugliese stanno eseguendo i provvedimenti restrittivi, tra i quali uno nei confronti di un calciatore di serie A.
E' contestata l'associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizioni sportive nei provvedimenti restrittivi che vengono eseguiti in queste ore dai Carabinieri del Comando provinciale di Bari, nell'ambito dell'inchiesta barese sul calcioscommesse. 

ARRESTATO MASIELLO
L’'ex difensore del Bari, Andrea Masiello, ora all'Atalanta, è stato arrestato dai carabinieri nell'ambito dell'indagine barese sul calcioscommesse.
tre a Masiello - a quanto si è appreso finora - sono stati condotti in carcere due suoi amici e scommettitori, Giovanni Carella e Fabio Giacobbe, ritenuti complici delle combine di alcune partite disputate dal Bari nello scorso campionato di serie A. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva.
Per ora non si sa quanti siano gli arresti ancora in corso. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del tribunale di Bari, su richiesta della procura. Particolari sull'operazione saranno resi noti nel corso di un incontro con i giornalisti che si svolgerà a mezzogiorno nella sede del Comando provinciale dei Carabinieri. Interverrà il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Antonio Laudati.

L'INDAGINE
Sono una ventina le persone indagate a Bari nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse. Tra loro nove ex calciatori biancorossi, coinvolti nella presunta combine di nove partite dello scorso campionato di serie A. Tra le partite truccate c'é anche il derby Bari-Lecce (finito 0-2) che permise ai giallorossi di centrare la salvezza proprio in casa dei biancorossi che erano già retrocessi in B. I provvedimenti restrittivi dovrebbero però riguardare - a quanto si sa per ora - un numero ridotto di indagati tra i quali Andrea Masiello, difensore dell'Atalanta. Le richieste di custodia cautelare sono state avanzate dal procuratore, Antonio Laudati, e dal sostituto Ciro Angelillis.
Tra gli ex calciatori biancorossi indagati a Bari, oltre ad Andrea Masiello, ci sono Daniele Portanova (difensore del Bologna), Alessandro Parisi (difensore del Torino), Simone Bentivoglio, Marco Rossi, Abdelkader Ghezzal, Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte. Nel registro degli indagati ci sono anche i nomi del factotum barese Angelo Iacovelli, tre ristoratori - Nico De Tullio, Onofrio De Benedictis e Francesco De Napoli - ritenuti complici dei calciatori, scommettitori e loro amici: Arianna Pinto, Giovanni Carella, Fabio Giacobbe, lo 'zingaro' Victor Kondic, Leonardo Picci e l'albanese Armand Caca. Le partite sotto la lente degli inquirenti sono le ultime nove del campionato di calcio 2010/2011, in particolare Bari-Lecce, Palermo-Bari, Bologna-Bari, Bari-Chievo e Bari-Sampdoria. C'é anche Udinese-Bari del maggio 2010, una delle ultime del campionato 2009/2010.

PRESUNTA COMBINE BOLOGNA-BARI
I nomi di Andrea Masiello e dei suoi amici-scommettitori, Fabio Giacobbe e Giovanni Carella, arrestati dai Carabinieri nell'ambito dell'inchiesta barese sul calcioscommesse, compaiono in particolare in alcuni verbali di interrogatorio relativi alla presunta combine di Bologna-Bari del 22 magio 2011, finita 0-4. A quanto si apprende, Giacobbe e Carella andarono in auto a Bologna per incontrare probabilmente il difensore della squadra emiliana, Daniele Portanova, per tentare con questi un accordo per truccare la partita. Questa circostanza sarebbe stata riferita da Masiello agli inquirenti baresi nell'interrogatorio del 24 febbraio scorso davanti al pm della Procura di Bari, Ciro Angelillis, e ai Carabinieri baresi del nucleo investigativo. Masiello - a quanto si seppe - aggiunse che Portanova oppose un netto rifiuto. Diversa la ricostruzione dei fatti del difensore dei due 'Masiello boy's', Mario Russo Frattasi, secondo il quale Giacobbe e Carella andarono sì a Bologna assieme al ristoratore indagato Onofrio De Benedictis, proprietario del ristorante 'Il Pescatore' di Bari, ma non certo per truccare la partita. Carella e De Benedictis - secondo il legale - perché volevano trovare un locale per aprire una pizzeria; Giacobbe perché ha i genitori che vivono a Bologna. In quella circostanza - è la ricostruzione della difesa - Masiello diede ai suoi due amici, Giacobbe e Carella, il numero di telefono di Portanova e disse loro che il difensore emiliano avrebbe dovuto dagli una risposta. I due incontrarono Portanova che - secondo l'avvocato Russo Frattasi - disse di riferire a Masiello queste parole: "Non è possibile». Inoltre, secondo il legale, in due anni Giacobbe e Carella hanno fatto complessivamente quattro scommesse. Tre le hanno perse ed una vinta: Udinese-Bari dopo un gol a grande distanza di Almiron.

PRIMO TASSELLO DI UNA INDAGINE ARTICOLATA
«Primo tassello di un'indagine molto articolata». Così il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, ha commentato in conferenza stampa gli sviluppi dell'inchiesta sul calcioscommesse. Sono tre - ha detto - i filoni d'indagine su cui si sta concentrando la Procura di Bari, coordinati da Laudati insieme ai pm Ciro Angelillis e Giuseppe Dentamaro, nati da un segnalazione sulla partita di Coppa Italia Bari-Livorno del primo dicembre 2010 finita 4-1, in cui si registrò un anomalo flusso di scommesse tra il primo e il secondo tempo. Il primo filone riguarda il ruolo di alcuni calciatori, definiti da Laudati «infedeli».
«L'infedeltà di qualcuno - ha commentato - non inficia però il sistema del calcio italiano che è sano».
Poi c'é un filone relativo alle infiltrazioni degli scommettitori esteri. Infine il terzo «per noi più rilevante» ha detto ancora Laudati, è il ruolo della criminalità organizzata nel sistema scommesse.
«La criminalità organizzata - ha proseguito il procuratore - ha scoperto da molto tempo il mondo delle scommesse, soprattutto quelle giocate all'estero» anche per una facilità nel riciclare denaro. «Il nostro filone - ha detto il procuratore - riguarda solo le partite del Bari e le pressioni e interferenze sul nostro territorio per quanto riguarda il rapporto tra scommesse e risultato sportivo».
«Questo sistema, per quanto riguarda Bari - ha sottolineato Laudati - è presente da tempo. Ricordo i sequestri di agenzie di scommesse a clan locali». Le indagini si sono basate sui flussi dei traffici telefonici, sugli accertamenti patrimoniali, sulle registrazioni dei nominativi per le scommesse che superano certi importi secondo la normativa antiriciclaggio. «Questo è il motivo per cui molte scommesse - ha concluso - vengono fatte all'estero, per aggirare il sistema delle identificazioni».

 SCOMMESSE ESTERO PER RICICLAGGIO
Scommettere all'estero consente di puntare elevate somme di denaro, aggirando così la legislazione antiriciclaggio vigente in Italia. Intanto il gip del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista ha fissato il calendario degli interrogatori di garanzia delle tre persone in carcere dalla notte scorsa. Domani mattina saranno interrogati Giovanni Carella e Fabio Giacobbe, amici di Andrea Masiello e scommettitori. Mercoledì mattina toccherà all'ex difensore del Bari. Tutti e tre sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. 

IL RUOLO DI MASIELLO
Masiello viene ritenuto dall’accusa «leader indiscusso e capo carismatico» e avrebbe dimostrato «ampiamente di essere in grado di operare in maniera indisturbata sull'intero territorio nazionale, per falsare l'esito di incontri di calcio di serie A e, quindi, l'esito dello stesso campionato italiano di calcio».
Il sistema messo in piedi funziona soltanto con il «contributo vitale di alcuni calciatori» che, partecipando alle combine, si garantiscono "vincite sicure". Lo scrive il Gip di Bari nell'ordinanza con cui dispone il carcere per il giocatore dell'Atalanta ed ex capitano del Bari e per due suoi amici scommettitori. Un sistema, afferma il Gip Giovanni Abbattista, che vede coinvolto un "nugolo di individui" senza scrupoli.
«Del mondo del calcio, peraltro, Masiello è abile nel cogliere i trucchi ed ottimizzarli - sottolinea il gip - in funzione della causa associativa: il calciatore avversario da avvicinare per manipolare l'esito delle singole partite deve essere, infatti, sempre un difensore (si vedano, ad esempio, le vicende relative ad Udinese-Bari e Bari-Bologna), perché in grado di condizionare in ogni momento il risultato finale degli incontri di calcio, magari con un'autorete; le partite che meglio si prestano alla combine sono, per lo più, quelle di fine stagione, quando l'interesse dei tifosi, l'impegno dei calciatori ed anche la pressione mediatica sono ormai allentati». «Motore ispiratore del protocollo - conclude - rimane il guadagno facile cui tutti e tre gli indagati (Masiello, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, ndr), accomunati da una passione viscerale per le scommesse sulle partite di calcio, ambiscono ossessivamente».