LA POLEMICA

Giulianova calcio, ex allenatore: «“fatto fuori” su richiesta esterna»

Il suo saluto alla squadra

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Giulianova calcio, ex allenatore: «“fatto fuori” su richiesta esterna»
GIULIANOVA. Soldi nuovi in entrata vecchio allenatore in uscita. Il mondo del business calcistico (e non solo) funziona così. Stavolta a raccontare la sua disavventura è l’ex allenatore del Giulianova calcio, Tiziano De Patre messo alla porta da poco.

Secondo la versione dell’ex coach il giovedì prima della gara Gavorrano-Giulianova che sarebbe finita con una sconfitta per 3-0, il presidente Dario D'Agostino lo avrebbe convocato per comunicargli l'esonero adducendo motivazioni tecniche per spiegare la decisione. D’Agostino poi, incalzato dall’allenatore, avrebbe ammesso il reale motivo.
«Avrebbe dovuto mandarmi via dopo la gara L'Aquila-Giulianova», ha detto De Patre, «perche' delle persone avevano portato denaro fresco e avevano pagato parte degli stipendi e le trasferte. "Persone" che volevano il cambio dell'allenatore». Prima di congedarlo, sempre secondo De Patre, il presidente gli avrebbe chiesto di scrivere un comunicato.
La società calcistica Giulianova Calcio ha passato tempi duri. Prima le difficoltà a coprire il pagamento degli stipendi ed il versamento della quota necessaria per rimettere in regola la squadra scongiurando il rischio di sanzioni e penalizzazioni. Poi, la mancanza di campi per gli allenamenti e negli ultimi tempi le vicende ormai note legate al Fadini.  Lo stadio è stato privo del certificato di prevenzione incendi ed è stato chiuso per alcune settimane così il team ha disputato i propri incontri di campionato solo grazie ad ordinanze del sindaco Mastromauro.
Nonostante i periodi bui, però l’ex allenatore c’è sempre stato e dice di non aver fatto mancare il suo apporto come ex giocatore prima e come coach fino a poco tempo fa.
«Ho dimostrato di avere dignità», ha scritto, «anche quando il presidente Quartiglia, a suo tempo, mi ha dato la possibilita' di terminare la mia lunga carriera di calciatore con la maglia giallorossa, chiudendo anticipatamente la stagione a dicembre per problemi fisici e rinunciando ad un contratto oneroso (tanti avrebbero svernato finendo la stagione). Avrei meritato e accettato l'esonero (non per motivi tecnici) cinque mesi fa, quando ho avuto grosse divergenze con il presidente attaccandolo pesantemente, sui giornali, alla radio e in tv, per il suo operato ed anche a livello personale. Qualsiasi altro presidente avrebbe mandato via l'allenatore ma lui non l'ha fatto, forse perche' avrebbe dovuto pagare un altro allenatore di tasca propria».
La sorte di De Patre per certi versi è simile a quella della mascotte di Pescara, Rolando Borgia messo alla porta, mezz’ora prima che iniziasse la partita Pescara-Reggina, qualche tempo fa, senza una spiegazione.
Anche De Patre come Borgia rivolge le ultime parole ai tifosi che «lo hanno apprezzato e sostenuto prima come calciatore poi come allenatore per la lealta', la serieta', la forza di volontà, l'onestà», valori ancora presenti nel duro mondo del calcio.