CALCIO A 5

Calcio a 5. Questa sera AcquaeSapone Fiderma-Asti

Mister Bellarte pensa solo ai tre punti

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Calcio a 5. Questa sera AcquaeSapone Fiderma-Asti
CITTÀ SANT'ANGELO. A Putignano sfatato un doppio tabu: l'AcquaeSapone e il suo tecnico, Massimiliano Bellarte, venerdì scorso hanno portato via dal campo dei baresi un punto che vale quasi quanto una vittoria per i riflessi sulla classifica: ottavo posto intatto e una diretta rivale lasciata alle spalle e in svantaggio negli scontri diretti.

Niente male, soprattutto dopo aver chiuso il primo tempo sotto di due gol. “L'importanza del punto conquistato a Putignano viene evidenziata non solo dagli sviluppi della classifica – afferma Bellarte – , ma anche dai riverberi, assolutamente non pallidi, che ha portato al morale della squadra tutta, iniziando dall'allenatore. Uscire indenni da un campo come quello di Putignano, affrontando una squadra composta da grandi giocatori, è qualcosa che, nella nostra situazione e all'interno del nostro progetto, aiuta a forgiare quanto stiamo cercando di costruire”.
Questa sera (ore 20), al Pala Castagna arriva l'Asti. Occasione da sfruttare per tre ragioni: salire ancora in classifica, cancellare il ko bugiardo dell'andata (3 a 2 per gli orange) e fare le prove generali di Final eight. “Qualsiasi momento della partita che giocheremo contro l'Asti non avrà flashback o non sarà minimamente un dejà vu, poiché tutto avrà sicuramente le sembianze di qualcosa di nuovo ed avvincente. L'Asti è una grande squadra, che ha faticato per batterci all'andata e dovrà faticare al ritorno per non soccombere. E non sarà una prova generale per la Coppa Italia: se fossi un teatrante mi piacerebbe arrivare alla prima assoluta senza aver fatto alcuna prova generale”.
Ormai Bellarte sta diventando famoso in Italia come "mister fair play": mai un'espulsione in carriera da allenatore. Attitudine confermata a Putignano, in un campo caldissimo. E anche all'andata, ad Asti, quando volavano oggetti da una panchina all'altra e ci fu un finale ad alta tensione. “Porto sempre con me il ricordo di quello che accade, di come mi comporto con le persone, del rapporto di profondo rispetto che ho con gli arbitri, e quindi ricordo quello che accadde ad Asti. Non sarà questo a cambiare la mia personalità. Di sicuro non sarà cambiato anche il modo di essere di colui che ha compiuto quel gesto deprecabile, ma con altrettanta sicurezza affermo che questo, di solito, muta il concetto che qualcun altro potrebbe avere del protagonista. Stimo molto Tabbia, sicuramente esente da colpe, ma dalla panchina non dovrebbe volare nulla. Neanche le parole che, in altri campi, membri dello staff tecnico rivolgono ai giocatori in campo”.