Il Pescara vince 1-0 sul Verona e torna in B. Festa sugli spalti e per le strade

Alessandro Biancardi

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PESCARA. È serie B. Sei anni dopo la cocente retrocessione in serie C, macigno pesantissimo che in sostanza ha rappresentato l'inizio dell'oblio e la successiva rinascita del delfino biancazzurro.


Sei stagioni di sofferenze e poche gioie, queste ultime concentrate a partire dalla primavera dell'anno scorso quando in via definitiva la Pescara calcio è passata nelle mani degli attuali proprietari che hanno traghettato il club adriatico in acque più sicure.
L'1-0 rifilato al Verona, eurogol di Ganci nella ripresa, ha sancito la vittoria di un'intera città che, ubriaca di felicità, ha vissuto nuovamente i fasti di un passato lontano ma mai dimenticato.
Lo stadio Adriatico di Pescara, stracolmo in ogni settore, ha offerto una cornice degna di palcoscenici decisamente superiori rispetto la Lega Pro.
Un vulcano di passione, bandiere e cori incessanti che hanno spinto la squadra fino alla vittoria dopo un primo tempo difficile e teso.
Finalmente Pescara esce dai bassifondi del calcio per entrare nelle sfere alte del campionato: la serie B.
Facile trovare il punto di svolta della stagione biancazzurra, deludente fino all'11 gennaio 2010 quando la sconfitta interna con la Cavese, con contestazione dei tifosi, ha rappresentato il momento più basso di questo Pescara. Proprio da qui la rinascita del delfino, la cui guida tecnica è stata affidata al pescarese doc Eusebio Di Francesco.
All'allenatore della promozione va dato atto di aver recuperato fisicamente e mentalmente un gruppo che sembrava ormai allo sbando.
Tanto lavoro in campo, allenamenti più duri a vantaggio di una condizione fisica che ha pagato in positivo nella parte finale di stagione.
Un plauso a Di Francesco, che oltre al gioco ed a schemi e geometrie completamente assenti nell'era Cuccureddu, ha rivitalizzato giocatori che poi sono risultati fondamentali per la causa pescarese.
Su tutti Ganci, autore di 11 centri, che ha letteralmente trascinato il Pescara in serie B.
Ma non è stato ovviamente l'unico.
Pinna decisivo con le sue parate; Petterini e Zanon sempre in crescita e determinanti sugli esterni di difesa; la solidità della coppia centrale Olivi-Mengoni, la più quotata dell'intera categoria; la forza e la caparbietà della diga di centrocampo Coletti-Tognozzi; la fantasia, la potenza e la velocità degli esterni Soddimo, Dettori, Gessa, Bonanni; il micidiale tandem offensivo del già citato Ganci e Sansovini, quest'ultimo che in estate ha fatto carte false pur di tornare a Pescara.
Citazione particolare poi per tutti quei giocatori impiegati meno durante l'anno che hanno dato il loro fondamentale contributo: i portieri Prisco e Bartoletti, i difensori D'Alterio, Medda, Romito, Sembroni e Vitale, i centrocampisti Carboni, Verratti, Zappacosta, le punte Zizzari, Sansovini ed Artistico.
Tutti insieme hanno contribuito, dentro e fuori dal campo, a costruire un collettivo che ha regalato il sogno B tanto atteso dalla Pescara sportiva.
Meriti particolari dunque alla squadra, che con grinta e carattere da vendere tra le tante difficoltà ha superato il pesante contraccolpo psicologico successivo il ko interno 1-0 causato dal Portogruaro.
Questa partita, insieme alla scelta di affidare la panchina a Di Francesco, ha rappresentato il vero punto di svolta della stagione biancazzurra.
La grande cavalcata del delfino ha avuto come filo conduttore il grande carattere di un gruppo di ferro, capace di restare umile nelle vittorie ed al contempo sempre concentrato e mai arrendevole nelle poche sconfitte e delusioni stagionali. Neanche il gol di Bocalon al 90esimo, che ha sancito la vittoria del campionato del Portogruaro, ha minato la forza e le sicurezze di un gruppo sempre più cosciente dei propri mezzi.
Capitolo a parte ovviamente merita la proprietà, senza la quale non ci sarebbe stato neanche il Pescara, che ha risollevato le sorti di un delfino caduto in disgrazia dopo le “sveltine” di Pincione, Soglia ecc...
A Giuseppe De Cecco, Antonio e Maurizio Edmondo, Daniele Sebastiani, Alessandro Acciavatti, Nicola Di Tieri, Gabriele Bankowski, Gaetano Berghella, Andrea e Deborah Caldora, Adolfo De Cecco, Piero Di Luzio, Antonio Di Cosimo, Amerigo Pellegrini, Francesco Pirocchi e Vincenzo Serraiocco il merito immenso di aver riacceso l'entusiasmo di una Pescara sportiva assopita ed avvilita dagli ultimi, disastrosi anni di serie C e B a basso livello.

LA PARTITA

Avvio difficile per il Pescara che nei primi 20 minuti ha subito il maggior possesso palla del Verona, che ha costuito alcune favorevoli occasioni per sbloccare la partita. Dopo aver preso le misure, al termine di un primo tempo sofferto e simile ai primi 45 minuti dell'andata, la tensione si è sciolta e trasformata in gioia dopo il gol decisivo di Ganci.
Impatto iniziale migliore del Verona. Al secondo dai 25 metri ci prova Berrettoni ma il pallone termina abbondantemente sopra la traversa. Al settimo risposta del Pescara con Ganci, palla di molto sul fondo.
All'undicesimo cross col contagiri di Berrettoni e colpo di testa in tuffo di Bartolucci con sfera alta non di tanto.
Alla mezz'ora bella azione in velocità dei biancazzurri, palla a Ganci che appena dentro l'area di rigore conclude frettolosamente debole e centrale tra le braccia di Rafael.
Nella ripresa al 12esimo subito il vantaggio del Pescara ed è una perla di Ganci che da oltre 25 metri trova l'incrocio. Tiro di precisione e violenza inaudita che termina la propria corsa alle spalle dell'incolpevole Rafael.
Il Verona subisce il contraccolpo psicologico del gol e non riesce ad imbastire seri grattacapi alla retroguardia pescarese. Al 23esimo tiro-cross pericoloso di Rantier con Pinna che si rifugia in angolo. Alla mezz'ora conclusione da fuori di Rantier di poco alta.
Al 33esimo break del Pescara con Coletti che su schema da calcio piazzato sfiora il palo da fuori area. Quasi allo scadere palo di Zizzari, poi è soltanto festa biancazzurra.

IL TABELLINO

PESCARA (4-4-2): Pinna; Zanon, Olivi, Mengoni, Petterini; Gessa, Coletti, Dettori, Bonanni (16'st Vitale); Sansovini (29'st Soddimo), Ganci (33'st Zizzari). A disposizione: Prisco, Sembroni, Zappacosta, Verratti. Allenatore: Di Francesco.
HELLAS VERONA: Rafael, Cangi, Ceccarelli, Anselmi, Garzon, Esposito, Russo, Bertolucci (15'st Di Gennaro), Berrettoni (35'st Selva), Colombo, Ciotola (21'st Rantier). A disposizione: Ingrassia, Comazzi, Campagna, Pensalfini. Allenatore: Vavassori.
ARBITRO: Ostinelli della sezione di Como.



IL CLIMA DELL'ADRIATICO

La settimana di avvicinamento alla finale di ritorno, macchiata da alcuni episodi di inciviltà, è stata la più tesa da oltre sette anni dalle parti adriatiche.
Che Pescara-Verona non fosse soltanto una partita di calcio lo si era capito già nel pre-partita, quando l'ingresso della tifoseria scaligera era stato accolto tra i fischi assordanti dell'intero pubblico pescarese ed abruzzese presente. Troppo poco tempo è passato per poter dimenticare i vergognosi cori dell'andata che alludevano al terremoto de L'Aquila.
Dentro e fuori lo stadio però, complice la festa della tifoseria di casa che ha fatto dimenticare anche la sola presenza degli ospiti e l'imponente dispiegamento delle forze dell'ordine, non si sono verificati incidenti.
Tanti sfottò da ambo le parti ma nessun contatto tra le tifoserie.
Al termine della partita tutti i 2mila scaligeri sono tornati a casa senza particolari problemi.




LE REAZIONI DEI TIFOSI E LA FESTA

In visibilio i tifosi biancazzurri sugli spalti, che con partecipazione e passione hanno seguito sin da agosto le vicende del delfino: «è stata un'emozione grandissima quella che i ragazzi ci hanno regalato» – ci racconta Matteo, grandissimo tifoso che ha visto la partita dalla Curva Nord – «è stata la degna conclusione di una settimana di passione. Ora è tempo finalmente di festeggiare, ma dato il livello non certo eccelso della cadetteria, e con una società solida alle spalle, si può anche sognare un doppio salto in avanti».
Esulta Umberto che ha seguito la sfida promozione dai distinti: «i complimenti vanno estesi a tutto lo stadio che ha tifato come se fosse stata una curva sola a cantare. Sono passate diverse ore dal trionfo ma ho ancora negli occhi il tripudio di bandiere biancazzurre. Un'emozione che difficilmente può essere spiegata a parole».
Fiero invece è il commento di Pier Giorgio, studente pescarese che da diversi anni studia a L'Aquila: «per me e per tanti ragazzi che conosco questa è stata una doppia vittoria. Ho mal digerito i vergognosi cori rivolti ai terremotati. Quelle parole ci hanno ferito ma questo è successo che vale doppio. Dopo un primo quarto d'ora difficile ci siamo sciolti e poi il gol di Ganci ha dato il via libera ad una gioia a lungo attesa».
Al triplice fischio festa in campo e sugli spalti per la serie B che mancava da 7 anni. Tifosi in festa, caroselli in città e soprattutto Nave di Cascella presa festosamente d'assalto e riconosciuta da tutti come luogo “istituzionale” per scatenare tutta una gioia repressa da troppi anni di delusioni.
Nella tarda notte in un noto hotel del centro di Pescara brindisi finale per dirigenti, tecnici e giocatori. Fuori la festa è continuata e si è protratta per tutta la notte. Il tutto in attesa di gettare le basi per un futuro che nelle intenzioni non ha nulla a che fare con gli ultimi disastrosi campionati di B disputati...

UNO SGUARDO AL FUTURO

Esaurita la festa verrà il tempo di occuparsi del mercato e del prossimo futuro. Come confermato a caldo dallo stesso patron De Cecco al triplice fischio col Verona, a meno di sorprese Di Francesco verrà confermato alla guida del Pescara.
E non poteva essere altrimenti per colui che, nei fatti, ha smentito l'antico detto latino “nemo propheta in patria”, nessuno è profeta in patria, vincendo all'esordio sulla panchina della squadra della propria città.
Per il resto, segnatamente al mercato calciatori, la società prima di tutto dovrà risolvere la grana Lucchesi.
L'attuale Dg del Pescara, che a fine partita ha ribadito il proprio gradimento per la soluzione adriatica, nelle ultime settimane è stato accostato a diversi sodalizi di categoria superiore, Bologna su tutti.
Una volta definiti gli uomini che opereranno sul mercato sarà la volta della risoluzione delle tante comproprietà.
Resteranno a Pescara quasi certamente, in virtù di un precedente accordo con Chievo e Sampdoria, sia Mengoni sia Soddimo. Da valutare attentamente la questione Ciofani, che la società vuole acquistare interamente, in comproprietà con la Cisco Roma neopromossa in Prima Divisione che detiene però il diritto di riscatto. Conferma ovviamente per Coletti, a metà col Foggia.
Tornerà invece alla base Artistico, l'ultima parte di stagione in B col Gallipoli, che potenzierà ulteriormente la già competitiva batteria attaccanti a disposizione di Eusebio Di Francesco.
Una volta risolte le comproprietà si potrà passare al mercato vero e proprio con il Pescara che, per ben figurare anche in serie B, avrebbe bisogno di uno o al massimo due uomini per reparto attacco escluso. Al momento infatti il tandem Ganci-Sansovini sulla carta e nelle giocate è da alta cadetteria.

Andrea Sacchini 14/06/2010 7.29

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