Delfino Pescara. Di Francesco: «serve la giocata nei pressi dell'area»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Proseguono gli allenamenti in casa Pescara in vista dell'importante sfida di domenica all'Adriatico contro il Portogruaro. Per l'occasione Di Francesco, anche per le squalifiche di Ganci e Vitale, starebbe pensando a diverse novità di formazione con il passaggio al modulo 4-2-3-1: «manca forse un po' di coraggio in alcuni frangenti della contesa. Più spesso occorre rischiare la giocata quando si è nei pressi dell'area di rigore. A noi manca questo anche perché in ogni categoria le partite si risolvono soprattutto grazie ad iniziative individuali. Per quanto riguarda i moduli, non sono i numeri che fanno il calcio. Molto dipende dagli interpreti e dai giocatori a disposizione».
«Nonostante il grande lavoro svolto in questi giorni i problemi restano» – va avanti il tecnico biancazzurro – «basta vedere i primi 50 minuti disputati a Terni in parità numerica. Ci sono state situazioni in cui potevamo lavorare meglio, ma dispiace aver lavorato meglio tatticamente e mentalmente molto meglio in 9 contro 11. Mi sono piaciuti l'atteggiamento e l'attenzione. Buttare alle ortiche tutto quello fatto di buono in questo mese sarebbe da sciocchi».
«Dobbiamo ripartire» – conclude Di Francesco – «da quanto di buono fatto fino ad ora. Se quanto lavoriamo non basta vorrà dire che ci impegneremo ancora di più per rendere al meglio la domenica. Certi atteggiamenti domenica non ci hanno aiutato ma ho comunque visto qualcosa di positivo».
Nella classica partitella del giovedì il tecnico Di Francesco ha provato il 4-2-3-1. Davanti a Pinna difesa a quattro formata da Zanon, Olivi, Mengoni e Petterini. A centrocampo Coletti e Tognozzi, con Dettori, Carboni, Soddimo, Verratti, Zizzari e Sansovini a giocarsi i quattro posti d'attacco.

Andrea Sacchini 26/02/2010 9.57