Jarno Trulli dopo i test promosso a pieni voti in America

Alessandro Biancardi

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Jarno Trulli dopo i test promosso a pieni voti in America

NEW YORK. Al telefono Michael Waltrip, da Cornelius (Carolina del Nord), base del team omonimo Nascar.
«Ho appena finito di rispondere ad una mezza dozzina di giornalisti che come te hanno voluto “pesare” il mio parere e la reazione al riuscitissimo test di Jarno Trulli sull'ovale di Smirne (Florida). Test che non mi stancherò mai di ripetere, e' stato splendido, per tanti imprevisti, e per me familiare» .

Dunque, la “prova” di mercoledì scorso è stata soddisfacente e tu credi che davvero Jarno possa venire a correre in America?
«Jarno (che Michael con l' accento Caroliano chiama “Jano” n.d.r) ha catturato l'attenzione dei presenti per il suo atteggiamento, la sua determinazione e il desiderio di imparare che mi ha reso fiero di aver invitato un pilota tanto diverso. Una volta entrato in macchina è stato come se Jarno fosse uno di noi da sempre».

Ma, durante i 400 giri, tu ed i tuoi meccanici avrete pur notato qualche sbavatura?
«Intanto dobbiamo ammettere che nelle stock car compiere 400 giri, sia pure di un piccolo ovale, come ha fatto Trulli, e' gia' un'impresa di riguardo. Ma quello che mi ha soddisfatto sono la serieta' e la sua bravura nel riconoscere gli eventuali cambi sulla macchina, che apportavamo per vedere il responso del pilota. Io credo che non poteva andare meglio».

Dunque, se il team Waltrip assume Trulli alla guida, sarà un bel passo?
«Nella Nascar vengono e vanno numerosi piloti di tante nazioni, nella speranza di farcela. Pablo Montoya e' stato uno dei buoni ma gli altri pensano solo di premere l'acceleratore senza provare ad “imparare” la macchina e le sue caratteristiche. Con Jarno abbiamo riscontrato qualcosa di diverso; questo mostra le qualita' di un pilota e fa pensare positivamente ad un eventuale ingaggio».

Quanto tempo ci vorrà perché Jarno prenda dimestichezza con la serie americana?
«E' una domanda difficile e dipende dalla abilità dei piloti. Quasi tutti provengono dalle corse stradali e questo e' un punto negativo per poter sfondare negli ovali. E' una tecnica tutta diversa. I miei colleghi girano sugli ovali da quando....sono nati. Ma per i novelli il processo e' molto difficile».

E Mike Salo come e' andato?
«Anche lui ha girato abbastanza bene. Debbo rilevare che sia Jarno che Mike hanno girato un secondo al disotto del tempo stabilito dai “prof”. Da considerare che la temperatura al mattino si alza mentre la pista perde il calore. Tuttavia la tabella di marcia indica che Jarno ha girato ripetutamente mezzo secondo al di sotto»

Jarno Trulli ha detto chiaramente che la F.1 resta sempre la sua prima scelta ma se nel 2010 il pescarese potesse venire in America che farebbe Michael Waltrip?
«Stiamo tribolando con gli sponsor, e' un momento negativo anche per le corse, e, ovviamente, avremmo piu' il problema dei costi ma se Jarno vorrà continuare a provare per migliorare il suo “status” noi saremo piu' che felici. Io sono certo che a Jarno interessa prepararsi decisamente con piu' prove e pratica. E' un giovane che ragiona con la testa e non con il piede».

Lino Manocchia 26/11/2009 11.18