Delfino Pescara. Cuccureddu: «reagire subito col Verona»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Pescara riprenderà come di consueto gli allenamenti questo pomeriggio al Poggio degli Ulivi. Da valutare ci sono le condizioni di Prisco, Medda e Verratti. Quest'ultimo, assente per diverse settimane per un problema al menisco del ginocchio, potrebbe anche rientrare nell'elenco convocati per il match di lunedì a Verona.
I biancazzurri sono reduci dal ko maturato domenica a Cosenza. Una sconfitta che ha fortemente deluso l'ambiente. Il Pescara, lungo tutto l'arco dei 90 minuti di gioco, non ha praticamente mai concluso verso la porta avversaria. Il momento di flessione dell'undici di Cuccureddu, iniziato dal pareggio di 7 giorni prima all'Adriatico col Taranto, è netto ma certamente non deve costituire un dramma. Periodi poco felici infatti sono sempre in agguato nel corso di un campionato lungo e difficile come quello della prima divisione di quest'anno. L'importante, sostanzialmente quello che chiedono i tifosi a tecnico e giocatori, è una pronta reazione nei risultati e soprattutto nelle prestazioni.
Il non fare drammi dopo il primo rovescio della stagione è anche il diktat di Antonello Cuccureddu: «è chiaro che prima o poi la sconfitta doveva arrivare. In campo non va soltanto il Pescara ma ci sono anche gli avversari. Ora il nostro obiettivo è quello di dimenticare questa sconfitta e concentrarci sull'importante match di lunedì col Verona».
«Certo» – prosegue il tecnico biancazzurro – «è comunque dura digerire l'amarezza della domenica di Cosenza. Per quello che ho visto la partita era da 0-0, poi abbiamo loro regalato il vantaggio per un nostro grave errore difensivo. Sotto di una rete è stato difficile reagire perché Cosenza è un campo difficile e mentalmente siamo stati condizionati negativi dall'episodio del gol di Danti».
Il Pescara ha dovuto attendere il 94esimo per effettuare il primo tiro nello specchio della porta. Cuccureddu però, contrariamente al pensiero comune, non critica la squadra da questo punto di vista: «abbiamo costruito molto gioco presentandoci più volte al limite della loro area. Ci è mancata un po' di concretezza negli ultimi 20 metri».
«C'è da dire però che il terreno pesante del San Vito» – conclude il tecnico – «ha condizionato le giocate dei nostri giocatori, che nella tecnica e nel tocco palla hanno il loro punto di forza».

Andrea Sacchini 10/11/2009 10.44