Calciopoli, tre anni di reclusione per Giraudo

Alessandro Biancardi

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NAPOLI. Tre anni di reclusione inflitti all'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo, ritenuto partecipe di un'associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizione sportiva.
Per l'ex dirigente bianconero è stata tuttavia esclusa l'aggravante di essere stato uno dei promotori della presunta associazione che sarebbe stata costituita allo scopo di condizionare gli esiti dei campionati.
E' quanto si evince dalla lettura del dispositivo della sentenza emessa oggi dal giudice dell'udienza preliminare Eduardo De Gregorio al termine del processo con rito abbreviato nei confronti di undici imputati della vicenda calciopoli. Il processo si è concluso con quattro condanne e sette assoluzioni. Ecco, in sintesi, le decisioni del gup De Gregorio che ha accolto parzialmente le accuse formulate al termine della requisitoria dai pm Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice.
Giraudo è stato ritenuto responsabile di associazione per delinquere e per tre singoli episodi di frode.
Il primo si riferisce alle presunte dolose ammonizioni e a un'espulsione durante Udinese-Brescia del 2004 per favorire la squadra bianconera in relazione a Udinese-Juve 0-1 del 3 ottobre 2004.
Giraudo è condannato anche per il sorteggio della terna arbitrale che sarebbe stato pilotato per favorire la Juve per Juve-Lazio del 5 dicembre 2004.
Il terzo capo di imputazione per cui è stato condannato l'ex ad bianconero riguarda l'individuazione delle griglie arbitrali e il successivo sorteggio, «atti finalizzati a determinare - si legge nel capo di imputazione - il risultato di Juventus-udinese 2-1» del 13 febbraio 2005.
L'ex arbitro Paolo Dondarini è stato condannato a 2 anni di reclusione e 20mila euro di multa in relazione a due capi di imputazione di frode sportiva, conseguente alla designazione ad arbitrare Juventus-Lazio del 2004 e Chievo-Fiorentina 1-2 dell'8 maggio 2005.
L'ex presidente dell'Aia, Associazione italiana arbitri, Tullio Lanese è stato condannato a 2 anni di reclusione per la presunta partecipazione all'associazione per delinquere.
L'ex arbitro Tiziano Pieri è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione e 22mila euro di multa per associazione per delinquere e due episodi di presunta frode, in relazione a Juventus-Chievo 3-0 del 31 ottobre 2004 e Bologna-Juve 0-1 del 12 dicembre 2004.
Per Dondarini e Lanese il gup ha disposto la sospensione condizionale della pena. Nei confronti di Giraudo, Dondarini e Pieri il giudice ha applicato la pena accessoria che viene disposta in seguito a condanne per il reato di frode sportiva: il divieto, per la durata di tre anni, di accedere ai luoghi dove si svolgono competizioni sportive o si accettano scommesse autorizzate e l'interdizione dagli uffici direttivi di società sportive.
Gli imputati sono stati altresì condannati al pagamento in favore delle parti civili di cinquemila euro per ciascuna, di cui 2500 per onorari.
Sette gli imputati assolti con la formula «per non aver commesso il fatto», in massima parte accusati di singoli episodi di frodi sportive: gli assistenti assistente Duccio Baglioni (assolto anche dall'accusa di associazione), Giuseppe Foschetti, e Alessandro Griselli, nonché l'arbitro Gianluca Rocchi, gli ex arbitri Stefano Cassarà, Marco Gabriele (entrambi assolti dal reato associativo che è l'unica contestazione formulata nei confronti di Gabriele), e Domenico Messina.
Giraudo è stato assolto da tre frodi sportive (Lecce-Juventus del 14 novembre 2004, Roma-Juventus del 3 marzo 2005 e Siena-Milan del 17 aprile 2005).
Anche Pieri è stato assoluto da un singolo episodio di presunta frode. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

14/12/2009 18.49