Doping al Giro d'Italia, «Di Luca positivo al Cera»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una notizia arrivata poco fa che getta pesanti ombre sul campione abruzzese di ciclismo.


PESCARA. Una notizia arrivata poco fa che getta pesanti ombre sul campione abruzzese di ciclismo.Danilo Di Luca, vincitore dell'edizione 2007, è risultato positivo al Cera (Epo di terza generazione) in due controlli del Giro del Centenario, il 20 maggio ad Arenzano e il 28 a Benevento.
«Se le controanalisi confermassero, smetterò di correre», ha commentato laconicamente il diretto interessato.
I controlli sono stati effettuati dall'Uci, nel laboratorio parigino di Chatenai-Malabry, che ha già sospeso l'atleta.
La sospensione provvisoria di Di Luca rimarrà in vigore fino a quando la Federazione italiana (Fci) deciderà se l'atleta abbia violato l'articolo 21 del regolamento antidoping dell'Uci.

Di Luca, evidenzia l'Unione ciclistica internazionale, «ha il diritto di chiedere e attendere i risultati delle controanalisi relative a entrambi i campioni».

RISCHIA DUE ANNI DI SQUALIFICA

Danilo Di Luca rischia ora due anni di squalifica. L'Uci, infatti, chiederà al Tribunale nazionale antidoping del Coni questa sanzione per il corridore abruzzese, oltre alla cancellazione di tutti i risultati ottenuti dopo il 20 maggio scorso.
I test nei quali Di Luca è risultato positivo sono stati effettuati il 20 maggio a Moncalieri (Torino) alle ore 7.50 e il 28 a Silvi Marina (Pescara) alle 7.24.

BALLERINI: «SONO SPIAZZATO»

«Spesso si pensa a cosa si può fare per arginare il fenomeno del doping. Quando apprendi certe notizie rimani comunque spiazzato e molto anche. Se sono dispiaciuto? Non ho parole. Non so cosa si può fare, a questo punto».
E' il commento amaro del commissario tecnico Franco Ballerini, alla notizia della positività di Danilo Di Luca all'ultimo Giro d'Italia.
«E' già tanti anni che si parla della funzionalità dei controlli che funzionano - aggiunge - ma si continuano a trovare atleti positivi. Mi lascia basito il fatto che un corridore importante si trovi positivo a un prodotto che l'anno prima aveva messo fuori causa altri suo colleghi. Si, direi che questo é un colpo per il ciclismo, un colpettino».

LA MAMMA DI DI LUCA: «SIAMO DISTRUTTI»

«Non ho preso niente. Cado dalle nuvole», ha detto l'atleta in una telefonata alla madre, Maria, a proposito della positività-
«Ho appreso da lui questa notizia - riferisce all'Agi la madre di Di Luca - tutti siamo distrutti e cadiamo dalle nuvole. Non so cosa dire, Danilo corre da quando aveva 8 anni, era in gara fino all'ultimo per vincere il Giro, non aveva senso correre questo rischio. Ha già richiesto le controanalisi».
L'atleta abruzzese, conosciuto come il 'killer di Spoltore', al momento della comunicazione della positività era impegnato al Brixia Tour di Brescia, poi abbandonato.

ZOMEGNAN: «INCHIESTA SIA CELERE»

Il Direttore del Giro Angelo Zomegnan si e' così espresso: «Il tam-tam dei sospetti delle ultime settimane trova drammaticamente conferma nella non negatività del corridore Danilo Di Luca in due momenti del Giro d'Italia del Centenario. Confidiamo nella celerità delle inchieste che le autorità della giustizia sportiva e della giustizia ordinaria sono sicuramente chiamate a completare per arrivare ad una soluzione definitiva e inconfutabile del caso. Una volta di più il Giro d'Italia - che da sempre sta dalla parte della pulizia e che nel 2009 ha investito nella caccia al doping come mai era accaduto nei primi cento anni - si scopre vittima di vicende negative, che obbligano noi organizzatori a valutare azioni appropriate a tutela dell'evento nella sua sostanza e nella sua immagine».

SQUALIFICHE


Il 16 ottobre 2007 il giudice di ultima istanza per l'inchiesta Oil for drug condannò l'abruzzese a 3 mesi di squalifica, pertanto non ha potuto correre il Giro di Lombardia.
Inoltre, in seguito al deferimento precedente, non ha disputato il Campionato del Mondo a Stoccarda.
In conseguenza della condanna di 3 mesi è stato squalificato dalla classifica UCI ProTour 2007, in cui era in testa.
Il 27 febbraio 2008, la Procura Antidoping del CONI, a causa dell'esito «atipico» dell'esame antidoping effettuato subito dopo la 17ª tappa del Giro d'Italia 2007 (la "Lienz-Monte Zoncolan"), ha chiesto per Di Luca una squalifica di due anni. Il 16 aprile 2008 il Giudice di Ultima Istanza ha assolto Di Luca dalle accuse.
22/07/2009 15.53