Mancinelli:«l'obiettivo è arrivare all'asta nel minor tempo possibile»

Alessandro Biancardi

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PANTANO PESCARA CALCIO. PESCARA. Si è conclusa pochi minuti fa nella sede sociale di via Pertini la prima conferenza stampa ufficiale del curatore fallimentare della Pescara calcio Saverio Mancinelli.
Quest'ultimo ha voluto chiarire dal punto di vista giuridico cosa è successo con il fallimento del club e cosa potrà accadere nelle prossime settimane.
«La mia figura ha una duplice funzione», ha spiegato, «la prima è quella di curatore fallimentare. La seconda funzione è quella di amministratore della Pescara calcio perché è in essere una situazione di fallimento. Al momento c'è l'esercizio provvisorio della società e la mia funzione sarà quella di coprire con le entrate le spese correnti».
Riguardo quest'ultima funzione, Mancinelli è chiaro: «il deficit che riguarda le passività è molto elevato e supera di gran lunga le attività. Durante l'esercizio provvisorio dovrò fare il massimo possibile per soddisfare i creditori precedenti la dichiarazione di fallimento della scorsa settimana».

IL TITOLO SPORTIVO

Sulla diatriba del titolo sportivo il curatore fallimentare puntualizza: «il titolo sportivo è di proprietà della Lega. In situazione di fallimento la stessa "parcheggia" il titolo sportivo al club fallito fino al termine del campionato. Io dovrò cercare di vendere la società non il titolo sportivo che, ripeto, è di sola proprietà della Lega».
«Sarà la Lega» - prosegue Mancinelli - «che dopo aver fatto le dovute verifiche tramite la Consob deciderà se trasferire o meno il titolo sportivo alla possibile nuova società. Questa operazione non è automatica ma è a discrezione della Lega, che a suo gradimento giudicherà nella nuova proprietà i sufficienti requisiti patrimoniali e morali».

L'ASTA

In dettaglio riguardo la vendita Mancinelli spiega con esattezza l'iter che si dovrà seguire nelle prossime settimane: «il curatore decide la vendita della società. Sarà poi il comitato dei creditori che nel frattempo si sarà formato che accetterà o meno la proposta di vendita. In ultima istanza il giudice delegato, in questo caso Anna Fortieri, autorizzerà la vendita stessa. Quest'ultima figura valuterà con attenzione la solidità dell'offerente e le garanzie che lo stesso potrà dare al personale. Il tutto verrà fatto tramite asta per salvaguardare la competizione. Tutto ovviamente se ci saranno offerenti. Per ora ci sono solo buoni propositi ma nulla di realmente concreto».
«Riguardo l'asta» - prosegue il curatore fallimentare - «nessuna data è stata ancora fissata ma è chiaro che il termine è quello di fine campionato. Questo anche perché economicamente non c'è possibilità di andare tanto in la con i tempi. L'obiettivo è quello di parlare in termini di settimane. Nelle aziende normali non c'è alcun limite di tempo e si tratta più che altro di limiti di ragionevolezza, ma è chiaro che nei club sportivi si parla di fine campionato».
Alto è anche l'ammontare dei debiti: «decisamente elevati. Tutto però verrà cristallizzato fino ad aprile. La nuova eventuale società dovrà farsi carico di tutti i debiti sportivi. Decadono, ovviamente, altre passività quali ad esempio l'Iva».

MESSA IN MORA DEI CALCIATORI

Ancora da chiarire fino in fondo la questione della messa in mora da parte di tredici giocatori della prima squadra.
«Su questo punto», ha detto il curatore, «devo ancora verificare con completa esattezza, ma la dichiarazione di fallimento dovrebbe annullare la precedente di messa in mora da parte dei giocatori. La compravendita dei calciatori, nel periodo di esercizio provvisorio, dipenderà da me. È chiaro comunque che avrò bisogno di pareri tecnici per poter operare al meglio».

EVENTUALI CONSEGUENZE PENALI PER LE VECCHIE PROPRIETA'

Niente di deciso, invece, per tutti coloro che in prima persona hanno causato il tracollo della Pescara calcio: «sarà ovviamente la procura a decidere per loro. Non è detto però che ci siano responsabilità di tipo penale. Il fallimento potrebbe anche essere dovuto a superficialità o ingenuità delle precedenti gestioni».
Un pensiero anche a coloro che in prima persona hanno sofferto il fallimento del glorioso club biancazzurro: «dispiace per tutti. Tifosi, tecnici, giocatori e tutti coloro che lavorano nel Pescara. Ho conosciuto alcuni dipendenti e posso assicurarvi che hanno pianto per questa situazione. L'obiettivo, in caso di nuova società, sarebbe quello di salvaguardare gli attuali posti di lavoro».
Con l'obiettivo di salvaguardare il patrimonio della società è chiaro il riferimento finale alla questione del contratto del giovane Verratti: «l'ho chiamato proprio per definire questa situazione. Lui è vincolato alla Pescara calcio ma non ha ancora un contratto vero e proprio. Questo perché il precedente non ha alcun valore data l'assenza di firma della controparte, all'epoca la dirigenza della Pescara calcio».
Andrea Sacchini 22/12/2008 16.23