Pescara calcio. Nessuna ricapitalizzazione. Il fallimento è dietro l'angolo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Come ampiamente preventivabile alla vigilia, ieri nessuno dell'attuale proprietà della Pescara calcio ha effettuato la ricapitalizzazione prevista di tre milioni e 200mila euro. Stando alle parole del presidente del collegio sindacale Paolone, dunque, nelle prossime ore i libri contabili del club dovrebbero essere portati in tribunale. Paolone, non essendo stato convocato al momento alcun cda per il futuro, consegnerà nelle mani del giudice Filogamo la relazione completa sulla situazione del club abruzzese. Questo dovrebbe essere l'inizio dell'iter fallimentare.
Il condizionale è d'obbligo in quanto, ad oggi, non sono da escludere clamorosi colpi di teatro da parte di Rizzuto e company.
Sotto lo studio del notaio Amicarelli erano presenti Pazonzi, Marin e Paolone. Nessuna notizia ovviamente di Rizzuto e dei fratelli Soglia. Assente anche il turco Gucbilmez, amministratore delegato della Eurocat Sa.
A questo punto il fallimento è dietro l'angolo. Da escludere al momento un prolungamento dei tempi, che andrebbe a completo danno solo della Pescara calcio.
Il 18 dicembre verranno discusse davanti il giudice Filogamo le prime istanze fallimentari a carico della Pescara calcio. Cifra di poco superiore ai 150mila euro. Filogamo, inoltre, valuterà attentamente la relazione di Paolone.
Entro una decina di giorni, cosa ancora più importante, dovrà essere saldato il debito di circa due milioni di euro che il Comune vanta nei confronti della Pescara calcio. Il tutto senza dimenticare che in essere c'è la richiesta di messa in mora da parte di 13 giocatori della prima squadra biancazzurra. Gli stessi che, qualora non dovessero ricevere gli stipendi fino ad ottobre, sarebbero liberi di accasarsi ovunque a costo zero sin dai primi di gennaio.

Andrea Sacchini 17/12/2008