Il Pescara tra pignoramenti e messa in mora. Nasce intanto "Pescara siamo noi"

Alessandro Biancardi

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Il Pescara tra pignoramenti e messa in mora. Nasce intanto "Pescara siamo noi"
PESCARA. Continua il momento di profonda crisi societaria della Pescara calcio. Ieri l'ufficiale giudiziario ha recapitato al club un avviso di pignoramento dei beni presenti nella sede di via Pertini. Questo per il mancato pagamento entro la scadenza prevista, 31 novembre, di due rate Iva pari a circa 2 milioni di euro. Per la cronaca è stato pignorato l'intero arredo della sede sociale per un valore di circa 20mila euro.
Partite anche tredici richieste di messa in mora della società da parte di giocatori del Pescara. Trascorsi venti giorni di morosità, qualora la proprietà non dovesse far fronte al pagamento dei loro stipendi compresa la mensilità di ottobre, i calciatori potranno ritenersi svincolati. Il tutto che coincide con la riapertura delle liste trasferimento di gennaio. Parte della squadra, comunque, non ha ritenuto opportuno mettere in mora la società.

PESCARA SIAMO NOI

Quella di ieri è stata comunque una giornata importante anche per la partenza di un grande progetto in favore della Pescara calcio.
È stata presentata ufficialmente alla stampa ed alla città di Pescara infatti l'associazione “Pescara siamo noi”.
Presenti gran parte dei soci fondatori. Il presidente Paolo Di Camillo, il vicepresidente Claudio Ciattoni, il segretario tesoriere Dario Mazza ed i soci Vincenzo Zucchini, Giacomo Di Cara e Mimmo Nobile.
Tutti, ovviamente, non percepiranno alcun compenso da “Pescara siamo noi”.
L'associazione, come ha fatto ben capire Di Camillo, ha per scopo quello di favorire lo sviluppo di attività di promozione sociale ed assistenziale svolgendo attività di utilità sociale.
In particolar modo la comunità calcistica pescarese. Più nello specifico l'associazione si pone come finalità il miglioramento delle condizioni oggettive e soggettive della comunità sociale e sportiva abruzzese e pescarese.
In spiccioli sarebbe una sorta di azionariato popolare, dove chi versa però non è a nessun effetto proprietario della Pescara calcio.
Per sostenere le finalità dell'associazione è possibile per chiunque effettuare dei versamenti in denaro solo ed esclusivamente tramite bonifico bancario e pagamento di bollettini di conto corrente postale.
È possibile portare in detrazione o deduzione dalle imposte le somme versate sia per persona fisica sia per imprese. Come per alcuni medicinali, allegando il bollettino alla dichiarazione dei redditi, la detrazione è pari a circa il 19%.
L'ente “Pescara siamo noi” è riconosciuta dal Coni, dal Ministero dell'Interno e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
«Pescara siamo noi», come spiega Di Camillo, «non vuole sostituirsi alla società. Vuol solo arrivare laddove la stessa per un motivo o per l'altro non riesce ad arrivare. Qualora ad esempio manchino le magliette noi siamo pronti a fornirle. Il nostro scopo è comunque quello di essere sempre presenti in ogni momento, anche soltanto per una classica “pacca sulla spalla”. Giocatori e tecnici di prima squadra e settore giovanile non devono sentirsi isolati».
Ferma anche l'intenzione della tifoseria, il cui pensiero è stato perfettamente riassunto dal loro rappresentante, Mimmo Nobile: «abbiamo bisogno di gente di Pescara. Noi non chiudiamo le porte a nessuno ma il gruppo deve essere composto da imprenditori del territorio. Se qualcuno da fuori vuole ingrandire la società ben venga, ma dovrà affiancarsi ad operatori di Pescara. Siamo stanchi, dopo venti anni questo club deve essere di proprietà dei pescaresi».
Presente anche una piccola delegazione della prima squadra formata dal Team Manager Gianfranco Multineddu e dai giocatori Simone Felci e Marco Pomante. Tutti e tre hanno ringraziato l'associazione per l'impegno e per l'attaccamento verso i colori biancazzurri.
Il versamento deve essere effettuato con la causale “versamento liberale in denaro a favore dell'associazione”.
Il progetto partirà definitivamente entro un lasso di tempo compreso tra i sette ed i dieci giorni. L'associazione, in queste settimane, ha contattato diversi calciatori del passato biancazzurro. Di Cara e Zucchini però, al contrario di altri, hanno subito risposto positivamente all'appello di Paolo Di Camillo, presidente della neonata “Pescara siamo noi”.

VINCENZO ZUCCHINI E GIACOMO DI CARA

«Ho accettato subito la proposta», ha esordito Vincenzo Zucchini, «perché mi sento a tutti gli effetti di Pescara. Qui ho avuto delle emozioni fortissime, indimenticabili. Io ho dato tanto a questa maglia, ma questa piazza e questa città hanno dato molto di più a me. La nostra presenza può essere di grande aiuto alla prima squadra e a tutte le formazioni giovanili del Pescara. Il nostro sarà più un aiuto dal lato umano che da quello finanziario».
Più duro invece è stato Giacomo Di Cara: «io sono nato in questa città. Sono stato tifoso del Pescara ed ho coronato il sogno di giocare con la maglia biancazzurra nei momenti più belli della storia di questo club. La città ed i tifosi tutti non meritano questa situazione. È vergognoso ciò che sta accadendo qui negli ultimi anni. Sono stato contattato da questi personaggi e chi mi conosce sa che ho impiegato pochi secondi a rifiutare la proposta litigando con loro. Il calcio purtroppo non è un ambiente pulito. Dove girano i soldi è sempre così. Io in tanti anni di carriera non ho mai visto una situazione come quella che Pescara sta vivendo. Chiedo agli imprenditori realmente intenzionati di farsi avanti. Chi ha la possibilità economica di aiutare questo club lo faccia».

COME SOSTENERE L'ASSOCIAZIONE

Il versamento deve essere effettuato con la causale “versamento liberale in denaro a favore dell'associazione” a favore di: associazione Pescara siamo noi via Rieti 45 – 65100- Pescara. Coordinate Iban IT92P0310415401000000820698. Il conto, a costo zero, sarà operativo tra sette-dieci giorni presso la Deutsche Bank.

Andrea Sacchini 04/12/2008