Arbitri e Gaeta, un mix letale per il Pescara

Alessandro Biancardi

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PALLAMANO. GAETA. Doveva essere, per il Pescara, il match del riscatto, dopo la brutta sconfitta dell'esordio. Invece, tutto si è tramutato in una debacle, la seconda consecutiva.
In quel di Gaeta, contro un avversario privo del suo componente migliore, l'allenatore-giocatore Salvatore Onelli, ed anch'esso reduce da una sconfitta nel primo turno di campionato, la squadra di Jurina arrivava con tutte le migliori intenzioni, seppur ancora priva del capitano Enrico Castagna e di Roberto D'Alonzo.
L'avvio degli adriatici, però, è da shock: i biancoazzurri subiscono inermi il parziale di 5 – 0 dei padroni di casa, riuscendo ad andare a segno solamente dopo 8' con Di Marco.
Poi, col passare dei minuti il divario si riduce.
Il Pescara prova a prendere le misure a Perrone e compagni, salvo doversi arrendere alla dura legge della pallamano italiana: nei cosiddetti "campi caldi", che lo si voglia o no, la coppia arbitrale diviene protagonista.
Non fanno eccezione, per una buona fetta di primo tempo, i sig.ri Piroddi & Merone, capaci di introdurre espulsioni temporanee su carezze dei difensori pescaresi, salvo poi sanzionare con ripetuti ed inutili cartellini gialli, interventi molto meno "amorevoli", da parte degli uomini di Onelli.
Ma questo, come si diceva in precedenza, è un momento di sbandamento dei direttori di gara che dura pochi attimi; proprio in quei "pochi attimi" il Gaeta allarga il divario, chiudendo la prima frazione sul 15 – 8.
La ripresa non può far altro che scivolare lentamente, facendosi notare per le sette esclusioni in essa propinate, con sapiente equilibrio, dalla coppia arbitrale.
Ma - come si dice in questi casi - l'arbitraggio non può essere un alibi. Sul risultato finale pesano in maniera non indifferente anche i tre rigori sbagliati, i tre contropiedi letteralmente sparati addosso al portiere D'Ovidio e le troppe palle perse in fase di costruzione da parte degli ospiti.
Per quanto riguarda la pallamano giocata, al Pescara non rimane che mettersi al lavoro, approfittando della pausa, per farsi trovare pronto in vista del primo importantissimo match – salvezza, contro la Roma di Pino Langiano.
Una nota finale, piccola ma significativa, la merita la nostra pallamano in generale: fra mille fattori, anche la costante applicazione della teoria dei "campi caldi", se non eliminata e seguita dalla reintroduzione di una totale imparzialità, contribuirà a farci rimanere piccoli piccoli dinanzi all'Europa.

IL TABELLINO

GEOTER GAETA – AS PESCARA HANDBALL (30 – 18, p.t. 15 – 8)

Geoter Gaeta: A. D'Ovidio, F. Scalese, F. Marciano (9), A. Horvath (6), P. Matarazzo (1), R. Perrone (7), M. Moretti, M. Panariello (6), B. Geretto, P. Marino (1), G. Fiorenzano, S. Antetomaso, A. Colarijotolo

AS Pescara Handball: J. Jurina, F. Zuccarini, M. D'Orazio (1), S. Kabtni (7), D. Di Marco (1), A. Pelagatti, G. Cozzi (4), A. Di Valerio (3), D. Presutti, M. Morelli, M. Aldamonte (1)

Arbitri: Piroddi & Merone