Champ car. Will Power vince di forza l’ultimo GP di Long Beach

Alessandro Biancardi

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LONG BEACH. La Montecarlo del West ha salutato, per l'ultima volta, la serie Champ car, la medesima che 34 anni fa, nacque all'insegna della F.1, con gli Andretti (1977-84-85-87), Regazzoni, Fittipaldi e compagni. A rendere omaggio alla “gara per eccellenza” della citta', sono tornati i guerrieri, che negli ultimi cinque anni, hanno messo in atto la loro bravura, coraggio e abnegazione, ed ora, una manciata di loro e' passata alla Irl che ha definito una volta per sempre la sospirata “unione”.
La corsa, senza dubbio era attesa da migliaia di “patiti” e nuovi accorsi dai piu' impensati punti degli States.
La citta' a sud della California, circondata da miriadi di yackt e piroscafi, ha assistito al “Canto del Cigno” con dignita' che ha sorpreso anche i dirigenti della Indy car guidati da Fred Nation,Vice Presidente di Indy, braccio destro di Tony George e da un bel gruppo di concorrenti che 12 ore prima avevano combattuto sull'ovale della citta' di Motegy, colpita a sua volta, alla vigilia, da una forte scossa di terremoto di forza 5.7 e da pioggia battente.
Nel corso della nostra conversazione, Nation ha ammesso che «molto e' stato raggiunto nei primi mesi del 2008, ma occorreranno altri lunghi
periodi per creare una nuova macchina che non emetta assordante rumore, come avvenne a S.Peterburg, mettere in atto la partenza da fermi, aumentare il numero delle corse stradali, decidere per il nuovo logo della serie, e applicare il turbo, molto probabilmente sul Cosworth».



Osservando la fiumana di giovani spettatori (50 mila venerdi') il nostro interlocutore affermava: «E' straordinario vedere tanta folla per le corse stradali, speriamo che nel 2009 avvenga il miracolo che si chiede».
Nel contempo osservava magnifiche fanciulle in maglietta con la scritta ”I am not Indy”(Non sono una Indy).
Mentre si attendeva con curiosita' di conoscere il risultato della 300 miglia Irl di Motegy sopraggiungeva la notizia del rinvio all'indomani per colpa
della pioggia copiosa... che trasudava anche dal fondo dell'ovale.
E la corsa vedeva Danica Patrick battere di 5” Helio Castroneves e gli altri “big” Irl i cui tecnici “sbagliavano” lo sfasamento dei rifornimenti e dovevano compiere un rabbocco a due giri dalla fine.
Dopo 50 partenze la driver dell'Arizona vinceva, cosi' il trofeo per patron Michael Andretti, desolato dal rendimento del figlio Marco, finito a muro, al primo giro per le gomme fredde.
Intanto alle prove libere della vigilia, l'inglese Justin Wilson si imponeva dinanzi a Oriol Servia, Alex Tagliani, Mario Dominguez, Graham Rahal, Enrique Bernoldi, Franck Montagny, Paul Tracy, E Viso, Will Power e l'intramontabile Roberto Moreno.
Tuttavia il test finale non poteva mancare all'inglese che concludeva la qualifica battendo Alex Tagliani di 4 decimi, seguito da Franck Perera,Will Power e Paul Tracy.




 


LA CORSA

Il “folletto” australiano dal nome Will Power, che sta ad indicare volonta' e forza, ha riportato per l'ultima volta sul podio di Long Beach la vettura giallo verde, un tempo di Dereck Walker, ed ora appartenente al team KV, uno dei fondatori della Champ car Keven Kalkhoven che ha condiviso il successo con Jerry Forsythe patron della Indeck azzurra, con al volante il francese Montagny, un pilota che ha meritato insieme anche al messicano Dominguez il secondo gradino del prestigioso podio californiano.
Poteva essere altresi' la giornata di Paul Tracy che pero' ha trovato anche una foratura appostata alla settima passata che, gli ha fatto perdere tempo e posizioni preziose.
Tuttavia il canadese di Las Vegas, con la vettura priva di forza, ha concluso undicesimo.
Peccato quel ritiro di Justin Wilson,verificatosi al 13mo degli 83 giri in programma che ha mutato la fisionomia della gara.
Il compagno di squadra Graham Rahal, tutt'ora troppo frettolloso, specie nei sorpassi probiti, ha pagato lo scotto al 47 giro concludendo undicesimo ad un giro.
L'italo canadese Alex Tagliani sulla seconda macchina che fu di Derek Walker si e' battuto con coraggio ma sul finire della competizione il mezzo lo ha abbandonato, relegandolo dal secondo al settimo posto.
Meritata e combattuta la sesta piazza ghermita dal volitivo Oriol Servia che, con decisione, e' risalito dalla 12ma piazza, al volante della seconda vettura del team KV.
Ad applaudire la performance degli “ex” champcartisti e' arrivata dal Giappone, anche la vincitrice della 300 miglia di Motegy, Danica Patrick, la quale ha ammesso «che con simile “materiale” umano la Indy car quanto prima potra' raccogliere successi , non esistiti sino ad oggi nella serie ovale».
Precedeva il G.P di Long Beach, il G.P. della serie Atlantic che la diciannovenne italo svizzera Simona De Silvestro, al secondo anno di gara nella serie “minore” della Champ car unitasi con la Irl, conquistava battendo una mezza dozzina di ottimi “veterani” della serie.

Lino Manocchia - SSNphoto.com

22/04/2008 8.24