L'agonia del Lanciano calcio tra fallimento e deferimento

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2641



LANCIANO. Dopo la sentenza di fallimento emessa ieri dal tribunale collegiale di Lanciano, le nubi sul futuro del Lanciano calcio sono nerissime.
Il presidente del Tribunale Giuseppe Carabba ed i giudici De Nisio e Canosa hanno respinto la richiesta delle parti interessate di rinvio di cinque giorni, malgrado l'accordo con il maggior creditore del club, la Sima, era stato raggiunto nei giorni scorsi.
Dunque a propendere per la decisione di fallimento, con ogni probabilità, sono stati soprattutto i pesanti debiti accumulati nelle gestioni degli ultimi due anni, circa due milioni di euro secondo gli ultimi dati.
Trovare i colpevoli di una situazione così grave in chi ha malamente gestito la società nelle ultime due stagioni è alquanto facile.
Responsabilità piuttosto marcate sono anche da attribuire alle istituzioni cittadine, che apparentemente troppo poco hanno fatto per tentare di salvare il club. A prima vista anche lo scarso interesse di tanti imprenditori locali ha certamente inciso.
Nei giorni scorsi c'era stato il ritorno di Paolo Di Stanislao ma la sua nomina a presidente della società frentana, almeno nelle intenzioni iniziali del gruppo formato da diversi imprenditori locali e non tra i quali Vitelli e Renzetti, era stata soltanto di facciata.
Per il lavoro di ordinaria amministrazione fino a giugno è stato nominato curatore fallimentare il commercialista pescarese Giovanni Carlo Trinetti.
La decisione di rinvio è stata presa malamente dalla cordata Angelucci-Prospero-Vitelli-Renzetti. Vitelli in particolare ieri ha parlato di fallimento pilotato. Accuse pesanti che certo non aiutano a fare chiarezza sia sugli avvenimenti presenti sia su quelli futuri.
Ora importante sarà l'opera del curatore fallimentare Trinetti, che in tempi ristrettissimi dovrà trovare una nuova proprietà disposta ad accollarsi gli stipendi arretrati non corrisposti ai tesserati e quindi salvare il titolo sportivo della Lanciano calcio.
L'imprenditore Franco Maio, che già in passato aveva tentato senza fortuna di rilevare le azioni del sodalizio frentano, al momento è il nome più probabile.

IL DEFERIMENTO

Le brutte notizie in casa Lanciano non riguardano però soltanto le vicende societarie. Continua a piovere sul bagnato. La stagione maledetta dei lancianesi, infatti, prosegue anche con il deferimento del club da parte della disciplinare per probabile illecito amministrativo. La posizione legale dei rossoneri sembra piuttosto grave e difficilmente l'avvocato difensore Edoardo Chiacchio potrà fare miracoli. La sentenza della disciplinare riguardo eventuali punti di penalizzazione verrà depositata il 22 aprile ed il 2 maggio prossimo verrà letta e resa nota.

Andrea Sacchini
09/04/2008 9.59