Il Lanciano calcio è fallito

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. È sempre più critica la posizione del Lanciano calcio il cui futuro è appeso ormai ad un filo.
Entro questa sera, a meno di sorprese dell'ultim'ora, si conoscerà in maniera chiara e definitiva quale sarà la decisione del tribunale collegiale di Lanciano, che ha infatti depositato ieri pomeriggio l'ordinanza in merito al fallimento dei frentani avanzato da alcuni creditori del club.
Nei giorni scorsi le parti interessate, Riccardo Angelucci e Paolo Di Stanislao, avevano chiesto un rinvio sulla decisione fallimentare. Questo in quanto alcuni dei cinque creditori del sodalizio sportivo abruzzese avevano presentato la rinuncia alla procedura di fallimento.
Solo venerdì scorso c'era stato l'ultimo colpo di scena in casa Lanciano.
Dopo mesi di infinite querelle e di contenziosi mai risolti, infatti, Riccardo Angelucci e Paolo Di Stanislao avevano trovato l'accordo economico con l'obiettivo, principale, di rinviare la decisione sul fallimento. Circa 300mila euro da versare ad Angelucci da parte di Di Stanislao, rinominato di conseguenza presidente dal consiglio di amministrazione del club frentano.
Da venerdì, ovviamente, la tifoseria rossonera si è divisa sul ritorno in scena dell'imprenditore romano. Favorevoli da una parte, pochi malgrado il presidente sia di parere opposto e soprattutto contrari dall'altra, molti almeno stando ai rumors che provengono dalla cittadina abruzzese.
Secondo una perizia disposta dai giudici di Lanciano nelle scorse settimane, le perdite del club al gennaio 2008 secondo gli ultimi dati ammonterebbero a più di due milioni di euro.
I ben informati indicherebbero il fallimento del Lanciano calcio ormai dietro l'angolo, proprio a causa della grave situazione debitoria venutasi a creare.
Per salvare il titolo sportivo e conservare la categoria sembra imprescindibile il costituirsi di una nuova società, pronta a subentrare l'indomani l'ufficializzazione del fallimento da parte del tribunale. In città si fa con insistenza il nome dell'imprenditore Franco Maio. Nel caso di un rinvio da parte del tribunale cittadino, che non è da escludersi a priori, la possibilità più concreta sarebbe quella del passaggio dell'intero pacchetto azionario del club dalle mani di Paolo di Stanislao a quelle della cordata avente tra i tanti gli imprenditori Vitelli e Renzetti, quest'ultimo reduce dalla negativa parentesi da presidente della Pescara calcio.
Entrambe le soluzioni, però, esigono tempi ristrettissimi.

PENALIZZAZIONE E CAMPIONATO

Resta da definire anche la questione penalizzazione. Il Lanciano rischia fino a cinque punti di decurtazione. La sentenza verrà presa dalla commissione disciplinare il prossimo 2 maggio, alla vigilia dell'ultimo turno del campionato regolare. Inutile sottolineare che tale sentenza, non solo il Lanciano rischia nel girone B, potrebbe provocare un vero e proprio terremoto a livello di classifica.
In questo clima di profonda incertezza, il tecnico Francesco Moriero ed i giocatori cercano di preparare con relativa tranquillità i prossimi impegni di campionato. La sconfitta a San Giovanni Valdarno unita al successo della Samb a Castellammare di Stabia hanno in sostanza riaperto il discorso play-out per il Lanciano, atteso suo malgrado da un ciclo terribile nelle ultime quattro giornate. I frentani, infatti, affronteranno in serie Crotone in casa, Lucchese in trasferta e ultimo turno da brividi all'Adriatico contro il lanciatissimo Pescara. L'unica gara dal pronostico quasi scontato, almeno sulla carta, riguarda la sfida in casa del 27 aprile contro il già retrocesso Martina.
In vista della sfida di domenica al Biondi contro il Crotone, compagine in evidente crisi di gioco e di risultati, il tecnico Moriero spera di recuperare sia Vicedomini sia Alberti, costretti a saltare per infortunio la trasferta sul campo della Sangiovannese.

Andrea Sacchini 08/04/2008

IL LANCIANO CALCIO È FALLITO

LANCIANO. Questa mattina è stata ufficializzata la decisione definitiva del tribunale collegiale di Lanciano, presidente Giuseppe Carabba, giudici De Nisco e Canosa, che ha sancito il fallimento della società Lanciano calcio. È stata dunque respinta la richiesta di rinvio dopo che nei giorni scorsi le parti interessate avevano trovato l'accordo economico. Nessuna sorpresa date le continue voci di fallimento circolate nell'ambiente rossonero nei giorni passati.
Il tribunale ha inoltre nominato Giovanni Carlo Trinetti come curatore fallimentare. Il commercialista pescarese porterà avanti il lavoro di ordinaria amministrazione del club fino al termine di questo campionato.
Suo sarà anche l'onere di trovare una nuova proprietà per il glorioso club rossonero.
Per salvare a questo punto il sodalizio frentano, infatti, l'unica strada percorribile è quella del formarsi di una nuova società. Nella cittadina abruzzese negli ultimi giorni si era fatto con insistenza il nome dell'imprenditore Franco Maio, che rileverebbe la società senza debiti dopo la sentenza di questa mattina.

08/04/2008 13.41