Calcio a 5. Entusiasmo ieri a Pescara per il 6-3 dell'Italia sulla Croazia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L'Italia di calcio a 5 batte 6-3 la Croazia nell'andata dei play-off di qualificazione ai Mondiali di Brasile 2008. Un risultato tutto sommato giusto che ha messo in luce i reali valori tecnici che il campo ha espresso.
Contrariamente alle previsioni ed ai pronostici della vigilia, però, la Croazia ha dato filo da torcere ai vice campioni del Mondo, addirittura sotto per 0-2 dopo appena cinque minuti di gioco.
Dopo la doccia fredda dell'iniziale svantaggio, gli azzurri hanno avuto la forza e classe di rialzarsi, ribaltando il risultato arrivando addirittura ad un vantaggio di 5-2 prima dell'ultimo minuto del secondo tempo.
Una reazione straordinaria proprio in quanto avuta contro una compagine di tutto rispetto, che dall'avvento in panchina di Mico Martic risulta essere una delle nazionali emergenti più temibili della zona europea.
Seconda frazione di gioco da grande che ha dimostrato ancora una volta, laddove ce ne fosse bisogno, la straordinaria forza di questa nazionale che ha tutte le carte in regola per laurearsi campione del Mondo il prossimo ottobre.
Inizio di gara veemente per gli azzurri, vicini al vantaggio in diverse occasioni. La Croazia, giunta in Abruzzo senza i favori del pronostico con precedenti tutti negativi tranne un pari, stupisce tutti tra il sesto ed il settimo minuto con un uno-due micidiale targato Grcic-Bajrusovic.
Doppia doccia gelida per l'Italia che ha la pronta forza di rialzarsi creando un notevole numero di occasioni da gol, fino al gol che le ha permesso di restare in partita al 13esimo con Assis. Poco prima del riposo, al minuto 17, è Zanetti a far esplodere di gioia il palazzetto gremito malgrado il maltempo pareggiando i conti.
La ripresa inizia seguendo lo stesso canovaccio della prima frazione di gioco. L'Italia spinge alla ricerca del sorpasso mentre dal canto suo la Croazia, ottimamente organizzata e messa in campo, è tutta a protezione del pari con la fase offensiva gravante sulle spalle quasi esclusivamente all'unica punta, spesso il numero 10 Grdovic. Uno modo insolito di giocare quello croato, che per lunghi tratti della contesa si è affidato a lanci lunghi dalla difesa in classico stile da calcio a 11.
Gli azzurri completano il sorpasso al quinto minuto con Morgado grazie ad un delizioso tocco sottoporta del giocatore dell'Icobit Montesilvano.

Quarto e quinto sigillo italiano al settimo ed al 14esimo entrambi ad opera dell'altro giocatore dell'Icobit Adriano Foglia, vero beniamino del palazzetto non solo per la doppietta.
Quando la partita sembra avviarsi ad un definitivo 5-2, ad un minuto circa dallo scadere, ci pensa il portiere azzurro Feller a ravvivarla, “beccandosi” un rosso per una imprecisa uscita di mani fuori area. Entra il secondo Farina che non riesce ad impedire la terza marcatura croata su tiro libero.
Ultimi trenta secondi di gara palpitanti, con l'Italia ridotta in quattro uomini e la Croazia che avrebbe la concreta possibilità di ridurre ulteriormente lo svantaggio. Un grande Forte, però, guadagna anch'egli un tiro libero per fallo ai suoi danni. “Rigore” trasformato in maniera impeccabile da Grana, che proprio prima della partita aveva ricevuto dal presidente del movimento italiano di calcio a 5, Fabrizio Tonelli, una targa ricordo per il record di 90 presenze in nazionale. Mai prima d'ora un calciatore aveva raggiunto tale traguardo in azzurro.
Grande festa finale per Grana, per il buon 6-3 finale ma soprattutto per il grande pubblico abruzzese, numeroso e soprattutto rumoroso per tutti i quaranta minuti effettivi di gioco.
Il ct Alessandro Nuccorini ha scelto il seguente quintetto base: Feller, Jubanski, Assis, Fabiano e Zanetti. Sono entrati a partita in corso Grana, Forte, Bertoni, Foglia, Morgado, Farina e Nora. Fuori per scelta tecnica Corsini e Dos Santos.
Nel corso del match infortunio muscolare per Bertoni, che salterà al 99% il return match.
Appuntamento dunque per il ritorno il prossimo 16 aprile in Croazia. Ci sono da difendere tre gol nei confronti dei croati, in un palazzetto che c'è da giurarsi sarà molto più che caldo. Non sarà facile uscire indenni dai Balcani, ma dopo la grande reazione tecnica e caratteriale che ha permesso all'Italia il recupero da 0-2 a 5-2, nulla può spaventare il gruppo di Nuccorini. Di certo sarà molto più difficile per gli avversari agguantare la qualificazione alla prossima Coppa del Mondo in Brasile...

LE VOCI DEI PROTAGONISTI

ALESSANDRO NUCCORINI (Ct dell'Italia)

«Grande reazione in una partita difficile che si era messa male per noi, merito soprattutto di una Croazia ben messa in campo ed apparsa nazionale all'altezza. L'umiltà, la serenità e la forza dei giocatori ha fatto sì di poter ribaltare questo risultato. Peccato l'espulsione di Feller quasi allo scadere. Avrei certamente preferito un 5-2 ad 6-3... Il ritorno sarà dura, come lo è stata oggi (ieri per chi legge, ndr) Avevo molti indisponibili e tanti che sono scesi in campo non erano al top della condizione. Questa non è una giustificazione in quanto anche i croati annoveravano diverse assenze di peso».

ADRIANO FOGLIA (Giocatore Italia)

«La chiave della partita è stata i primi 10 minuti di gioco. Poi grande reazione da grande squadra quale siamo. Sono contento che abbiamo anche fatto divertire questo meraviglioso pubblico. Giocare qui in casa per me è sempre una soddisfazione unica. Complimenti alla Croazia, nazionale davvero forte. Al ritorno sarà dura ma vogliamo la qualificazione per il Brasile».

FERNANDO GRANA (Giocatore Italia)

«Soddisfazione unica il rigore finale e per aver raggiunto 90 presenze in nazionale azzurra. Sono onorato dedico questo traguardo alla mia mamma scomparsa l'anno scorso. Non sono ancora al 100% della condizione ma al ritorno spero di dare ancora maggiormente il mio contributo. Non abbiamo mollato fino alla fine malgrado la doccia fredda dello 0-2 iniziale e l'espulsione di Feller».

MICO MARTIC (Ct della Croazia)

«Sono soddisfatto del risultato anche se non siamo riusciti a gestire alcune situazioni. Da quel che ho visto, meglio L'Italia che la Spagna. Il risultato è giusto, peccato quell'ingenuità a trenta secondi dalla fine che ha permesso il sesto gol italiano. Al ritorno crediamo nella rimonta sostenuti dal pubblico ma dobbiamo essere onesti. Per noi già grande traguardo aver fatto questa prova in Italia. Il nostro movimento è all'inizio ed in patria gli allenamenti del calcio a 5 sono solo due volte a settimana. In Italia la disciplina ha ormai preso piede. Ci proveremo ma sarà molto più che dura...».

Andrea Sacchini 03/04/2008