R.C. Angolana. Piccoli portieri crescono, parla Paolo Bordoni

Alessandro Biancardi

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CITTÀ SANT'ANGELO. Quando si parla di Paolo Bordoni è inutile nascondere che si parla di un "mostro sacro" del calcio giocato, di uno dei portieri più forti e ben voluti da società, tifosi e compagni di squadra. La sua casa è stata per anni Bergamo che con la casacca dell'Atalanta ha visto i fasti della massima serie, poi il Piacenza, il Pescara, la Lodigiani e ancora il Giulianova per poi approdare in quel di Città Sant'Angelo con i draghi nerazzurri.
E ora che da qualche anno le scarpette Paolo Bordoni le ha appese ai pali delle porte dei campi del Poggio degli Ulivi, la sua passione calcistica la cerca di trasmettere ai tanti talenti che si spera divengano futuri campioni.
Come responsabile tecnico del settore giovanile della Rc Angolana, mister Bordoni si dedica alla squadra Juniores nazionale, con la quale sta disputando un buon campionato; mentre come preparatore dei portieri pensa a tirare su per "tutta la famiglia nerazzurra" giovani promesse.
Ultima soddisfazione, solo in ordine di tempo, è stata proprio la convocazione in nazionale under 18 del giovane Federico Fanti, numero uno della serie D angolana, in assoluto il portiere meno battuto di tutti i gironi della LnD.
«È un orgoglio per la nostra società – ha detto Bordoni –, ma anche per me, avere un proprio giocatore convocato in azzurro. Ovviamente è un sogno che si realizza per lui, ma anche una soddisfazione per me che come tecnico l'ho allenato per tre anni e l'ho guidato fino a farlo arrivare a parare in prima squadra. Credo che non è poco per lui essere il portiere meno battuto di tutta la serie D: Chicco ha quelle qualità che servono per diventare un bravo portiere, ha quella spregiudicatezza che si addice a questo ruolo».
Dicevamo che Fanti è solo uno dei portieri che ha "plasmato": «Molti altri portieri sono usciti fuori dall'Angolana. Basta pensare anche a Mihail Ivanov, classe '89 che quando è arrivato a Città Sant'Angelo dalla Bulgaria aveva solo 13 anni. Io ho visto in lui delle doti particolari e il tempo mi ha dato ragione. Anche con Mihail ho lavorato per alcuni anni e oggi è il portiere titolare della Primavera del Siena. È diventato un ottimo portiere, ma sono sicuro che potrebbe ancora migliorare».
Ma c'è anche qualcun altro che pare sia inamovibile tra i pali della Primavera del Mantova: «Con Alessandro Iacobucci (1991) ci ho lavorato per ben 4 anni sia sotto il profilo tecnico- tattico sia caratteriale. Iaco è proprio un abruzzese tosto, è sempre a disposizione per tutti e per tutto e credo che arriverà in alto. Ha tante qualità, dipenderà solo da lui».
In terra d'Abruzzo invece è rimasto Carosa, classe '90 che milita in Eccellenza con il Montorio. «Essere, a neppure 18 anni – ha spiegato Paolo –, il numero uno in una squadra d'Eccellenza parla chiaro. Con me ha lavorato tre anni e quello che è certo è che ha grandi doti fisiche e qualità tecniche. È in prestito alla squadra teramana, un modo per accumulare minuti sulle gambe e sulla testa, per giocare e per farsi vedere. E poi non dimentichiamo un altro portiere che si sta facendo le ossa in casa nerazzurra: Ghanfili, classe '90 oltre a essere il mio portiere con la Juniores è il terzo portiere in prima squadra».
Insomma, mister, quando vede i suoi ragazzi avere successo è anche un po' merito suo: «Tutti loro sono ragazzi che sono cresciuti insieme – ha spiegato sempre con l'umiltà che lo contraddistingue mister Bordoni – Con gli anni li ho visti maturare sotto il profilo tecnico e caratteriale e credo che aver raggiunto questi traguardi è una soddisfazione per loro, ma anche per me, non lo nego, e ovviamente un ottimo biglietto da visita per la Renato Curi Angolana che sforna in continuazione piccoli campioni in tutti i reparti». Ma anche quando i portieri non sono "suoi", l'impronta di Bordoni si fa sentire: «L'anno che io ero in Eccellenza con l'Angolana Bifulco era in fase calante, io l'ho aiutato a rimettersi in sesto ed è diventato uno dei migliori in serie D e quest'anno è riuscito a raggiungere la C2 con l'ingaggio alla Valle del Giovenco». E com'è il suo rapporto con i preparatori dei portieri che si sono susseguiti all'Angolana? «Con Scordella prima e ora con Ma strilli – ha concluso – ho un ottimo rapporto di confronto giornaliero sui metodi di allenamento e sugli obiettivi da seguire. Il lavoro viene svolto di comune accordo seguendo un progetto di crescita che va dalle giovanili fino alla prima squadra».

07/03/2008 7.59