Mal di trasferta per il Pescara che perde a San Benedetto

Alessandro Biancardi

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Il Pescara perde 2-0 l'atteso derby con la Sambenedettese e non dà seguito alla limpida affermazione di sette giorni fa con la Sangiovannese.
Malgrado il risultato finale non rispecchi i valori tecnici visti in campo, la prestazione degli uomini di Lerda è stata alquanto deludente se confrontata alle ultime uscite.
Dopo un trend di risultati positivi che hanno fruttato tredici punti in sei partite e soprattutto con tanti tifosi biancazzurri al seguito, almeno 1500, era lecito aspettarsi di più.
Inizio di gara promettente per il Pescara che, però, non è stato in grado di concretizzare la buona mole di gioco a centrocampo, con la Sambenedettese in continua difficoltà soprattutto sul pressing alto dei mediani biancazzurri.
Con il passare dei minuti i padroni di casa hanno preso le misure all'undici di Lerda, inspiegabilmente troppo timoroso e vulnerabile alle insidiose ripartenze dei marchigiani.
Non a caso entrambe le reti, realizzate da Morini e Forò, sono state causate da rapidi contropiedi agevolati da altrettante disattenzioni difensive.
Nella ripresa il Pescara, apparso troppo rinunciatario in avanti -eccezion fatta due conclusioni pericolose di Sansovini e Virdis- non ha mai dato la reale impressione di poter pervenire al pareggio.
Vistoso passo indietro per gli adriatici non tanto per il gioco espresso lungo tutto l'arco dei novanta minuti regolamentari, quanto per la scarsa personalità messa in mostra al Riviera Delle Palme.
Stesso limite palesato nelle ultime trasferte a Sorrento, Lanciano e soprattutto Lucca, ossia mancanza di reazione al gol avversario.
Il Pescara, dunque, continua a soffrire lontano dall'Adriatico, dove ha conquistato fin qui un solo successo a Castellammare di Stabia.
Tutto ciò mal si sposa con le ambizioni di promozione di parte della tifoseria.
Il treno play-off, comunque, resta tutto sommato a tiro ma la conquista del quinto posto passa anche dalle gare lontane dall'Adriatico.
La Samb di oggi( ieri per chi legge, ndr), considerate anche le assenze di Vitiello e Alfageme, è apparsa squadra tecnicamente non eccelsa, di certo almeno sulla carta alla portata del Pescara.
Bisognava vincere per dare continuità di risultati, scalare ulteriormente la graduatoria e regalare soprattutto una gioia ai tanti tifosi pescaresi giunti nelle Marche.
È comunque giusto non dimenticare l'inizio travagliato di questo campionato, preceduto dal ciclone Pincione.
La salvezza resta il primo obiettivo. La stessa società, con il patron Soglia in primis, non ha mai parlato esplicitamente di promozione ed è giusto dopo un anno e mezzo di inferno.
Senza fare il passo più lungo della gamba ma basandosi sulla sana ed oculata programmazione, questo club può raggiungere alti livelli.
Considerati anche i tanti sacrifici della nuova proprietà, pagamento stipendi regolari, azzeramento dei debiti societari e quant'altro, è profondamente sbagliato pretendere tutto e subito.

Tornando al match, al di là del risultato del campo, il vero spettacolo lo si è visto sugli spalti.
Per tutti i novanta minuti incessante è stato il supporto dei numerosissimi sostenitori biancazzurri al seguito dei propri beniamini. Spettacolare è stata la coreografia scelta dai pescaresi con bandiere miste bianche e blu.
Da applausi anche la coda del match, con la curva pescarese che ha chiamato a gran voce i giocatori sotto la curva, ai quali non si può imputare nulla per quanto riguarda l'impegno.

SAMB-PESCARA, LE RETI

MINUTO 46: La prima rete dei padroni di casa. Su rapida azione di contropiede, Fortunato da via libera all'inserimento centrale di Morini che a tu per tu con Indiveri non sbaglia.

MINUTO 92: Su ennesima azione di contropiede la Samb trova il punto del definitivo 2-0. Tinazzi serve lo smarcato Forò che batte Indiveri in uscita.

CASO CONTI

Il pre-gara tra Sambenedettese e Pescara è stato in parte guastato dal rifiuto del difensore pescarese Conti di presenziare alla consueta riunione tecnica prima del match.
Il patron del sodalizio di via Mazzarino, Gerardo Soglia, ha voluto subito mettere in chiaro la situazione: «prima di essere giocatori bisogna essere uomini. Sarò io stesso ad accompagnarlo fuori Pescara in quanto non rientra più nei piani di questa società. Sono rimasto profondamente amareggiato. Ci sono stati problemi nel ritiro, il suo futuro è lontano da Pescara».

La sconfitta con la Samb è anche figlia dei capricci del giocatore, la cui assenza ha costretto Lerda a retrocedere il centrocampista Fortunato sulla linea dei difensori, dato l'infortunio in corso d'opera dell'unico centrale Pomante.
Christian Conti, naturalmente, è fuori rosa e con tutta probabilità verrà ceduto nel corso di questo mercato di gennaio.
Il difensore classe 1987 è in prestito dal Bari con diritto di riscatto a favore dei biancazzurri. Per sopperire alla forzata partenza di Conti, è scontato un ritorno sul mercato per reperire un valido centrale da affiancare al duo Romito-Pomante.

Andrea Sacchini 21/01/2008