Bourdais abbraccia per la prima volta la sua monoposto e sbarca in F1

Alessandro Biancardi

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USA. «Sono stati cinque anni fantastici, carichi di felicita' e grandi memorie che la Champ car mi ha donato a piene mani. Sino ad oggi sono stati i migliori anni della mia vita privata e dello sport motoristico».
Inizia così Sebastien Bourdais il suo commiato dalla serie salutando per un arrivederci anche PrimaDaNoi.it che lo ha seguito nell'ultimo periodo.
Quattro volte campione della serie monoposto Usa, ha lasciato il team Newman/Haas/Lanigan per abbracciare la serie mondiale di Formula uno al volante di una Toro Rosso.



Bourdais aggiunge:« In America sposai Clare, ed ora abbiamo Emma, mia figlia. Sono arrivato negli Usa semi professionista, scapolo, per emergere ed oggi mi sento uomo, padre, capace di rispondere professionalmente al mio sport».
«In America ho avuto un amico fraterno: l'ottantaduenne attore-patron Paul Newman e non dimenticherò la sua apparizione a sorpresa al mio matrimonio. Insieme abbiamo trascorso giornate indimenticabili, per il Thanksgiven, a Daytona ed altri interessanti centri con momenti surreali.. Ci parliamo spesso, e Paul ha promesso che alla mia prima corsa in F1 verrà a fare il tifo per me».
Bourdais che si prepara a combattere con spirito realistico, un passo alla volta, ricorda: «quando dopo la Formula 3000 (della quale vinse il titolo nel 2002.n.d.r.) non mi si apri' una porta, accettai il contraccolpo, poiche' conoscevo le regole. Giocai d'azzardo con la Champ car perche' volevo restare nelle monoposto. Non mi son mai pentito. Ho arricchito la mia esperienza vivendo anni fantastici. Non dimentichero' mai il tifo degli sportivi che hanno alleviato il pensiero del distacco dalla mia Patria».
«Ho appreso molte cose, ho compreso che anche se possiedi talento e meriti un posto, l'automobilismo non e' uno sport dove i meriti vengono sempre assegnati. Deve esistere un'opportunita' e purtroppo non se ne trovano a dozzine. Il pilota ed il team devono “crescere insieme per vedere ed apprezzare il successo” ed è quello che mi auguro anche per il futuro.
Buon Anno e grazie a tutti gli sportivi che mi sono stati fedeli sostenitori durante la mia non facile strada. Arrivederci a presto».

Lino Manocchia 27/12/2007 17.36