Motori. Anche nella Champ car…. è Natale, pensando al 2008

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. Il trambusto, il via vai che regnano sulle famose Avenue di New York, zeppe di migliaia di cittadini e turisti sognanti un magico chissache', le elaborate vetrine dei celebri negozi adornati con le decorazioni natalizie, formano un quadro surreale della festa che celebra la nascita del Bambino Gesu'.
E' un abete norvegese, quello eretto nel Rockfeller Center, alto 28 metri circa, adornato da 30 mila lampade variopinte, che usano altrettanti 30 mila “diodi” (tubi elettronici) collegati con 5 miglia di fili, e infiammano il cielo della Grande Mela pervaso dalle dolci nenie natalizie.
Lontani , semmai, sono il ricordo della carrozzella trainata dallo smilzo puledro,delle “corriere postali” del West, della prima lenta ma fantastica Ford T che non avrebbe impiegato molto tempo a diventare il simbolo del coraggio,dell'intelligenza,della velocita'.
Oggi contano i millesimi di secondo e le miglia, l'aerodinamica e la potenza del motore, i team e la bravura del pilota.
E'una guerra di coraggio, abnegazione, intelligenza, dalla quale ne escono vincitori e vinti.
I dirigenti della Champ car- Jerry Forsythe e Kevin Kalkhoven- che augurano a tutti, avversari compresi, un nuovo anno carico di successi, hanno attraversato un guado, con coraggio e decisione e, allo scadere del quarto anno e l'inizio di un'altro, che si spera piu' roseo, possiamo tirare le somme e affermare che il buon senso ne e' uscito vittorioso.

 


Tutti i team hanno offerto uno spettacolo degno di successo.
Ha vinto per la quarta volta consecutiva il gruppo Newman/Haas /Lanigan che e' riuscito a portare al traguardo finale il francese Sebastian Bourdais,con il compagno Graham Rahal.
Ma non di meno sono stati i Paul Tracy, Justin Wilson, Oriol Servia,Robert Doombos,Will Power,Simon Pagenaud, Bruno Junqueira e gli altri avversari, gia'pronti a tornare sul campo di battaglia per difendere il loro prestigio ed onore non solo in America, ma in Europa, Australia ,Canada e Messico.
Peccato che per il 2008, siano ancora in bilico, per la solita trafila “burocratica-sportiva”, la mitica pista di Monza e di Imola.
Pazienza, allora.
Intanto cercheremo di goderci questo ennesimo Natale senza pace.
Lino Manocchia 29/11/2007 9.02