Pescara calcio: Soglia richiede le dimissioni del Cda ma ci sono degli ostacoli

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Come nei giorni passati, tutto è in stallo per quanto riguarda la vicenda Soglia-Pescara. L'imprenditore salernitano, affinché si concluda positivamente la trattativa per l'acquisto del club, ha posto da tempo come condizione imprescindibile le dimissioni in toto dell'intero consiglio di amministrazione attuale della Pescara calcio.
La richiesta è più che giustificata, considerato il fallimento sotto gli occhi di tutti del progetto dell'italo-americano.
Dopo un primo momento di stasi adesso le dimissioni, seppur non da parte di tutti, sembrano arrivare. Il cda attuale è composto dalle persone di Claudio Di Giacomo, Massimiliano Naddeo e Max Pincione. Il primo ha fatto sapere che rimetterà il proprio mandato di vicepresidente al termine della partita di lunedì a Taranto, sempre se la nuova proprietà decidesse di rilevare l'intero pacchetto azionario del club.
Naddeo, tramite un comunicato stampa diffuso dallo stesso nelle scorse ore, ha fatto sapere di essere disposto a rassegnare le proprie dimissioni, qualora si verificassero le condizioni per il passaggio dalla vecchia alla nuova proprietà. Di ben più difficile risoluzione è la vicenda che riguarda da vicino Pincione.
La famiglia Soglia ha fatto sapere più volte di non voler avere nulla a che fare con l'attuale patron del sodalizio di via Mazzarino. La situazione non è rosea in quanto Pincione non sembra avere nessuna intenzione di mollare l'osso.
Continuano infatti, almeno a detta dell'interessato, i contatti con la Deutche Bank per il trasferimento del bonifico di minimo due milioni di euro nelle casse della Pescara calcio. Fino ad ora i tentativi con l'istituto di credito tedesco sono risultati tutti infruttuosi e nulla può far pensare che in futuro sarà diverso. Il quadro è critico e soltanto il collegio sindacale può sfiduciare il vecchio cda e formarne uno nuovo. Questa operazione però può avvenire solo dopo venti giorni dall'aumento di capitale da parte della nuova proprietà. Se l'intenzione reale dell'imprenditore campano è quello di acquistare il club biancazzurro, il rischio di battaglie serrate in tribunale con Pincione è concreto. La cosa più grave è che continuando di questo passo, l'unico sbocco della vicenda sarà inevitabilmente quello di portare i libri della società in tribunale per il fallimento.

Andrea Sacchini 04/10/2007