Pescara calcio: Pincione non ricapitalizza. La palla passa al collegio sindacale

Alessandro Biancardi

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Pescara calcio: Pincione non ricapitalizza. La palla passa al collegio sindacale
PESCARA. Il termine ultimo per Max Pincione per effettuare l'aumento del capitale sociale è scaduto alla mezzanotte di ieri. L'imprenditore italo-americano, alla fine, non ha versato la cifra di circa due milioni di euro necessari a ripianare i debiti del club.
Pincione inoltre, contrariamente alla dichiarazione rilasciate da quest'ultimo nei giorni passati, non è giunto neanche in città.
Questo perchè, sempre stando alle parole di Pincione, da Dubai anziché dall'Italia sarebbe stato più facile trasferire il denaro sul conto della Pescara calcio.
I discorsi serrati con la Deutche Bank, dunque, non hanno dato esito positivo.
Ora la decisione ultima sul futuro del club spetterà inevitabilmente al Collegio Sindacale della Pescara calcio, nelle persone di Milia, Ambrosi e Paoloni.
Al momento le uniche strade percorribili sarebbero tre.
Nel primo caso verrebbe concessa l'ennesima proroga, dopo tante promesse miseramente fallite, a Max Pincione che potrà così beneficiare di ulteriori giorni per effettuare la ricapitalizzazione.
La seconda ipotesi vedrebbe Pincione definitivamente fuori dalla Pescara calcio. In questo caso l'aumento di capitale sociale spetterebbe a terze persone.
In poche parole i due milioni di euro potrebbero essere portati presso il notaio da chiunque volesse rilevare il pacchetto di maggioranza del club.
Anche l'azionariato popolare è contemplato in questa ipotesi.
In questo caso non si spengono le voci che vorrebbero una cordata di imprenditori molto noti locali già pronti e organizzati per subentrare.
Terza via, al momento la meno percorribile, vedrebbe i libri contabili della Pescara calcio portati in tribunale per l'istanza di fallimento.
Con il fallimento in corsa si potrebbe comunque mantenere la categoria, come successo già un paio di anni fa con il Foggia, fallito ma non obbligato a scendere di categoria. La decisione del collegio sindacale comunque, in modo o nell'altro, condizionerà in maniera notevole il futuro del sodalizio di via Mazzarino.
Con il mancato arrivo del bonifico da due milioni di euro da parte di Pincione si complica anche la vicenda degli eventuali punti di penalizzazione. Circa 600mila euro dei due milioni della ricapitalizzazione dovrebbero essere infatti utilizzati per il pagamento degli stipendi di maggio e giugno ai tesserati.
Il termine ultimo per ottenere le liberatorie è il 30 di settembre e al momento i soldi non ci sono.
Il Pescara rischia in caso di mancato pagamento quattro punti di penalizzazione in classifica, da scontare nel campionato in corso.
Allo stato attuale delle cose solo un miracolo eviterebbe ai biancazzurri questa penalità.
Ai quattro punti causati dal mancato ottenimento delle liberatorie, si aggiunge il punto riguardante il mancato versamento dell'Irpef, i due punti nel caso non venisse risolta la grana Ballardini ed ulteriori due lunghezze per il caso Moscardi-Paolucci. Nove punti cumulativi che, escluse le sentenze relative a Calciopoli, rappresenterebbero sicuramente un record negativo.

Andrea Sacchini 28/09/2007