Motori: Chicago nomina campione irl Dario Franchitti

Alessandro Biancardi

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JOLIET . Il sipario e' sceso sulla serie Irl, che ha presentato l'ultima delle 17 tappe, il piu' delle volte noiose, spesso cariche di incidenti, di botti al muro accompagnate, in certi casi, dalle fiamme al metanolo e da ricoveri in ospedale dei malcapitati piloti.
Molti hanno tirato un sospiro di sollievo, specialmente l'italo scozzese Dario Franchitti che ha dovuto lottare sino al traguardo finale di Joliet (Chicago), contro Scott Dixon un pilota che emerge al di sopra dei normali rivali, sia negli ovali che sugli stradali.
Aveva tre punti di distacco da Franchitti ma il pronostico lo poneva sul piedistallo dei favoriti, e sino a mezzo giro dalla bandierina a scacchi tutto lasciava pensare al successo del pilota di Chip Ganassi.
Dai box si gridava «Vai pure, forza, non temere…»
E tutti, indistintamente, affondavano il piede sull'acceleratore vedendo soltanto il traguardo. In effetti lo spettacolo, preceduto da 90 minuti di monotona processione, era piacevole.
Mancava in testa Tony Kanaan che era incappato in noie meccaniche riuscendo a risalire leggermente la corrente per assistere al trionfo dell'amico e compagno di squadra Dario il quale sudava a tenersi in testa con i primi.
Ma all'ultimo giro, la bella Danica Patrick mentre rientrava per un rabbocco di carburante, compiva una piroetta (non era la prima) lungo il corridoio che conduce al pit e faceva esporre la bandiera gialla. Molti rientravano frettolosamente per compiere” l'atto miracoloso,” mentre Franchitti e Dixon restavano in pista.
Quando si credeva di vedere un finale al fotofinish, la vettura di Dixon si fermava col serbatoio asciutto e lasciava che Franchitti tagliasse il traguardo, vincendo la corsa ed il campionato, anch'egli a secco di carburante al punto di non poter compiere il giro della vittoria.
Questo era il quarto alloro di stagione dell'italo-scozzese, l'ottavo della sua carriera.
Per il
gran gala' finale la Irl aveva rappezzato 22 concorrenti, “resuscitando” quattro piloti e riportando in pista la bella venezuelana Milka Duno, che nonostante i colpi a muro, e la distruzione di una dozzina di macchine (tanto paga il presidente Caeser Chavez) e' tornata a correre restando arretrata una ventina giri.
Ma i guai per la Duno non finivano qui.
La consorte di Franchitti, l'attrice Ashely Jodd, alla TV nazionale ha accusato la ragazza che, «lenta come una lumaca mette a repentaglio la vita dei veri piloti», ed ha suggerito che la Irl le tolga la licenza di guida .
Clamoroso anche il crash (molto occultato dalla TV) di Marco Andretti del team paterno, il quale per la prima volta, quest'anno ha imparato cosa succede in simili frangenti e come si viaggia in un ambulanza.
Qualcuno ha suggerito che la “diva” della Irl, Danica Patrick insegni ai giovani desiderosi di diventare piloti, le norme severe delle competizioni, e prontamente una ditta di refrigeranti l'ha nominata “maestra.”
Ora, mediante un tagliando preso dai rivenditori di simile merce tutti potranno prendere parte (per estrazione) al corso di guida che avra' luogo, nientemeno, che la settimana della 500 miglia di Indianapolis.




Pastette simili,indubbiamente, non fanno bene alle monoposto.
Per fortuna, un'altra edizione Irl e' passata…alla storia. Il neo campione ha detto chiaramente che il 2008 lo vedra' alla guida di un “taxi” (stock) Nascar del team Ganassi, Sam Hornish, il poulain di Roger Penske ha avuto offerte, che non si possono ignorare, sempre dalla Nascar.
Crisi di piloti, dunque per le monoposto? Non diremmo. Le macchinone per fortuna piaccono da morire, solo agli sportivi del profondo Sud. Tutto il resto non e' che fumo.
Lino Manocchia - SSNphoto. com
10/09/2007 8.58