La Champ car ad Assen…con un occhio all’Italia

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1164

La Champ car ad Assen…con un occhio all’Italia
 

ASSEN. Sesta pole position dell'anno, trentunesima della categoria. Che altro si puo' chiedere al francese “volante” Sebastian Bourdais
il quale intascato un punto valido per la classifica, si appresta a fare
sua anche la corsa apponendo la firma sul quarto titolo dell'anno, in
anticipo, per poi prendere il volo verso la F.1?
La sua mostruosa Panoz Cosworth e' imbattibile, lo hanno ammesso
compatti nemici ed amici, e apparentemente, sembra vero anche il proverbio:«contro la forza, spesso la ragion non vale».
Non è riuscito a tirar fuori anche il punto della prima qualifica, vinta da Wilson, ma tutto questo basta e fa sorridere Newman e Haas che
gia' “pescano” per un pilota capace di guidare la medesima vettura del francese.
Ancora una volta Paul Tracy, del team Forsythe/Indeck incappato con un cono di segnalazione, ha danneggiato il braccio delle sospensioni dopo appena 4 giri e la qualifica e' saltata.
Il veloce Will Power, del team australiano non ha fatto meglio del compagno Paugenaud,(quinto) a causa di un noioso intralcio dei freni che Walker ha riparato in vista della gara.
Lo stesso e' capitato al favorito locale Robert Doornbos del team Minardi Usa,ma un po' tutti sono andati incontro a contrattempi meccanici,comunque col disappunto e' venuta anche la promessa, per la folla festosa, di uno spettacolo combattuto ed entusiasmante.





La pista di Assen ha ricevuto dai piloti un rosario di elogi, accoppiati
all'interesse e gentilezza degli olandesi e di alcuni organizzatori di
Gran Prix, europei ed australiani. Anche il dirigente la serie V8 Supercar, dell'Australia,Tony Cochran si e' intrattenuto con Kalkhoven Paul Stoddard e Walker,quest'ultimo boss del team australiano Champ car, per discutere l'eventuale iscrizione nel 2008 di ottimi driver australiani e l'annessione di un'altro team nella serie americana.

ITALIANI AD ASSEN

Un gruppo di sportivi italiani presenti -con la bandierina italiana- introdotti, dal cronista, al dirigente Kevin Kalkhoven hanno detto:«Signor Kalkhoven, la Champ car e' senz'altro un' ottima serie. A noi piace, ma sarebbe meglio anche per la presenza di un pilota italiano nonche' di un circuito italiano. A quando?»
«Ci preme molto la presenza italiana nella Champ car e stiamo
esaminando attentamente l'eventualita'.Debbo dirvi altresi' che io
adoro il Lago di Como ed il Maggiore. Forse ci rivedremo in uno di
quei magnifici paesaggi» ha risposto Keven.
Tra gli...” ospiti curiosi” venuti ad indagare sulla serie Usa, anche un
organizzatore Lombardo, che tiene a non far pubblicare il nome, il quale si e' cosi' espresso:«L'Italia merita questa serie che puo' insegnare anche molte cose a molta gente».





 LA CORSA

Dopo la folgorante vittoria ottenuta, domenica scorsa sul circuito belga di Zolder, forse nessuno avrebbe immaginato che alla penultima gara di campionato, Sebastian Bourdais avrebbe fatto cilecca per “errore” commesso al pit durante il rifornimento.
Subito al via il francese e' stato “bruciato” dall'inglese Wilson, Tracy, Servia, Junqueira Tagliani e Legge si ritrovano l'un vicino all'altro e il piu' “punito” e' Tracy che finisce sulla ghiaia e poco dopo si ritira con la trasmissione difettosa.
Per lui Oriol Servia salvera' la bandiera Indeck concludendo ottavo.
Lo svizzero Jani oggi in ottima vena ne fa di tutte e si pone sulla scia di Wilson con Gommendy,Rahal e Bourdais al seguito.
Junquera da il via alla strategia del metanolo e poco dopo e' in testa seguito a 2” da Wilson.
Poiche' per questa corsa, per ovvi motivi , il “Push to pass” non era in vigore e chi lo attuava veniva punito, questo per dar modo al pubblico di seguire con piu' facilita', per la prima volta, la gara Usa.
La macchina dell'olandese Doornbos, sembrava non possedere i
“cavalli” necessari per salire sul podio.
Eppure sino ad oggi il team Minardi Usa e' stato soggetto a grandi elogi ed i 75 mila spettatori
(biglietti esauriti) si attendevano qualcosa di piu'. Ma sara' per
la prossima di Surfer Paradise (Australia) del 21 ottobre.





Il colpo di scena si verifica al 28mo giro. Bourdais fa il pieno con gli altri, ma stenta a rientrare, fermo al box.
Al termine della gara non sapra' spiegare la micidiale anomalia tecnica. Rientrato 16,mo lentamente risale posizioni concludendo settimo (La classifica lo vede tutt'ora primo con 301 punti, seguito dal tenace e deciso Wilson (243) e Doornbos (237)
Anche Bruno Junqueira che sembrava destinato a salire sul primo gradino del podio (secondo a Zolder) stranamente rallenta e si accontentera' di finire terzo.
Infine, a due giri dalla bandierina a scacchi, Bourdais, che inseguiva Paugenaud, taglia una fetta di curva, va sull'erba e rientra, ma il francese lo ripassa e finisce dinanzi al reuccio della serie.
Per Justin Wilson questa e' la quarta vittoria della carriera americana.

Lino Manocchia - SSNphoto.com