Motori. A Saint Jovite vince Doombos del team Minardi Usa

Alessandro Biancardi

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SAINT JOVITE. In uno scenario pittoresco di maestose colline, della catena Lurentides sorge la tipica Quebechiense Saint Jovite, ricca di una magnifica, mitica pista di 2.65 miglia, che nel 1967 e 68 vide trionfare, dalla pole position, Mario “Piedone” Andretti. Il campione del mondo di F.1 Michael Schumacher ha definito la pista”la piccola Nurburgring”. Questa settimana il rombo potente delle vetture Champ car ha risvegliato la pace della zona invitando piu' turisti del consueto, ad assistere alla sesta tappa del campionato monoposto americano.
Si e' altresi' assistito ad un pazzo carosello meteorologico che ha intramezzato un sole splendido a scrosci di pioggia, uno dei quali ha mandato a gambe all'aria alcune posizioni di qualifica, relegando Sebastian Bourdais in terza piazza, (a causa anche della trasmissione) dietro al connazionale Tristan Gommendy e l'australiano Will Power.
Il team Forsythe Indeck, dopo aver lavorato tutta la vigilia per rendere competitive le vetture, si e' dovuto accontentare dell'undicesimo e 14mo posto nella griglia di partenza.
Nella serie Atlantic, Frank Perrera ha preceduto il piemontese Giacomo Ricci di una manciata di decimi di secondo,il primo piazzamento di testa di
Giacomo che sta lottando contro avversari quotati e stagionati come Raphael Matos, Frank Perrera, James Hinckcliffe e Robert Wickens.
Piacevole la sesta piazza della italo svizzera Simona De Silvestro, presenti gli entusiasti genitori. La sfortuna che aveva visto il nostro rappresentante lottare in terza posizione per tutta la gara,contenendo gli attacchi del grintoso Hinchcliffe, ha bluffato il coraggio di Giacomo facendolo restare col serbatoio asciutto a poco meno di un giro dalla bandierina a scacchi, relegandolo al sesto posto dinanzi alla coraggiosa Simona De Silvestro che ha offerto un week end valido e promettente.

LA CORSA

Di clima pazzoidi ne abbiamo visti in molte parti del globo, ma il week
end canadese di Mont Tremblant/Saint Jovite merita un capitolo a parte che si riassume con forti folate di vento, presto placate, di spruzzi di pioggia e scrosci impressionanti sulla altalenante pista che han causato situazioni spesso indescrivibili, e che i piloti hanno definito ridicole.
Ma tant'e'.
Sant Jovite ha premiato il coraggioso attacco dell'olandese Robert Doombos del team Minardi Usa, che saputo far approfittare delle situazioni susseguitesi durante le due ore di corsa, relegando il tre volte campione Bourdais in seconda posizione, mal digerita.
Quando si parla di sfortuna.! Paul Tracy, un pilota per tutte le stagioni non avrebbe mai immaginato che la dea bendata si sarebbe scatenata su di lui.
Uscite fuori corso, ovviamente involontarie, noie al motore e quindi alla
trasmissione, tanto da far lavorare di notte i meccanici per cambiare motore
e parti difettose.




 Cosa, questa che lo ha sbattuto, per regolamento, in coda alla griglia, dalla quale stava risalendo posizioni sino a quando, il nuovo motore andava in fumo.Un week end agrodolce per Jerry Forsythe , aduso ai successi , ma stando alle dichiarazioni dell'afflitto Tracy, “Toronto rivendichera' tutto il perduto.”
Per Servia meritato il nono posto,malgrado una uscita di pista durante il nubifragio, ben presto recuperata. Cinque luci gialle e quattro ritirati sono il bottino negativo della corsa tanto attesa che ha richiamato gli sportivi spettatori.
Quando la pioggia ha detto addio alla zona, in testa si e' scatenata la lotta per la vittoria, ma Roberto Doomboos, mettendo in mostra una guida sicura ha contenuto gli sforzi del francese che alla fine si e' lamentato del sistema di bloccaggio da parte del vincitore, che non tutti hanno notato.
I “ragazzi” del team australiano di Dereck Walker, hanno fatto sfoggio di coraggio riuscendo a tenersi in prima fila sino a verso la fine quando le carte si sono mischiate e Pagenaud ha perso il comando, accontentandosi del quarto posto, dietro al compagno Will Power, incappato in un contrattempo tecnico insieme ad altre due macchine che non rispondevano -per breve tempo- al via, da fermi, della corsa. Strano a dirsi che anche il poleman Tristan Gommendy, ha fatto atto di presenza concludendo in coda.

Lino Manocchia SSNphoto.com

02/07/2007 10.10