Pescara: iscrizione in C1 al sicuro con l'intervento della Caripe

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Fino a pochi giorni fa l'iscrizione del Pescara al prossimo campionato di serie C1 sembrava un lontano miraggio.
Finalmente ieri, dopo tante negatività, è arrivata la notizia positiva che tutti i tifosi del delfino auspicavano.
Grazie all'intervento diretto e decisivo della banca Caripe, i biancazzurri disputeranno il prossimo torneo di terza divisione.
Scongiurato a quanto pare il rischio fallimento.
L'istituto di credito pescarese infatti ha accettato come garanzia i circa 2 milioni di euro che la Pescara calcio vanta come credito presso la Lega, ammontare indispensabile a ripianare tutte le pendenze della società.
L'iscrizione, ad ogni modo, verrà formalizzata nei prossimi giorni quando la Caripe avrà analizzato ancora una volta tutti i documenti.
Se le operazioni non saranno completate entro il 27 giugno il club rischia nella peggiore delle eventualità un punto di penalizzazione da scontare nel campionato 2007/2008.
Potrebbe però essere evitata la penalizzazione anche nel caso l'iscrizione venisse formalizzata solo il 30 dello stesso mese. La stessa banca ha comunque fatto sapere che non ci saranno problemi per elargire il prestito.
Il direttore generale della Caripe, ieri, si è espresso in questi termini: «per l'iscrizione è stato compiuto un importante passo in avanti. Il calcio è un fenomeno sociale importante in questa città e non potevamo restare a guardare in disparte».
Gran parte della cifra presa come garanzia si deve in larga misura alle cessioni delle comproprietà di Croce all'Arezzo per 400mila euro, Carozza al Bari per 500mila euro, Diackitè alla Lazio per circa 400mila, Olivieri al Chievo per 80mila e Pepe alla Cremonese per 130mila euro.
Importante, dunque, in tal senso l'opera del DS Andrea Iaconi che, malgrado la situazione critica del club, è riuscito a far affluire nelle casse del sodalizio di via Mazzarino qualcosa di più di un milione e 500mila euro.
Se il tormentone iscrizione può definirsi concluso, anche se le sorprese sono sempre dietro l'angolo come questa vicenda insegna, ora si pensa al futuro.
Pincione conferma i propri progetti ambiziosi ma, al momento, il Pescara è senza squadra e senza allenatore.
Di Mascio è il favorito numero uno per la panchina ma in società qualcuno riserva ancora qualche dubbio sull'attuale trainer della primavera.
Per quanto riguarda il parco giocatori, invece, gli unici attualmente sotto contratto sono Zoppetti, Gonnella, Moscardi e Martini.
Tutti o quasi partiranno verso altri lidi. A questi vanno aggiunte le comproprietà a parametro zero di Felci e De Falco risolte a favore del sodalizio di via Mazzarino.
Nel frattempo Angelo Renzetti si allontana sempre di più dalla società. Pincione ha fatto sapere per l'ennesima volta la propria intenzione di liquidare il socio italo-svizzero.

MAX PINCIONE

Il presidente del Pescara è soddisfatto riguardo la positiva, a quanto sembra, conclusione della vicenda iscrizione: «sono molto contento.
I soldi ci sono ma non potevano essere utilizzati prima di una decina di giorni. Ora mi sto muovendo in Europa ed ora mi sto sistemando in modo da fare per bene tutto».
Pincione torna anche al discorso dell'economista inglese Baron e del principe Alsaud: «la società resta così com'è. Loro collaborano e facilitano il nostro lavoro. Ripeto per l'ennesima volta che Baron, io ed il principe facciamo parte dello stesso gruppo».
Il patron adriatico conclude parlando di Iaconi e Di Giacomo: «Iaconi è l'uomo fondamentale della Pescara calcio e rimarrà certamente. Ha un contratto con noi fino al 2009 e non ci sono i motivi per interrompere il rapporto. Di Giacomo ed io nelle ultime settimane ci siamo ravvicinati ed insieme si può costruire qualcosa di importante».

Andrea Sacchini 26/06/2007