Basket, Rapagnà dice addio al Roseto

Alessandro Biancardi

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ROSETO. «Non sarò io ad iscrivere la squadra al prossimo campionato, per me per il gruppo imprenditoriale che rappresento, l'esperienza nel mondo del basket finisce qui».
Parole chiare e senza appello quelle di Alberto Rapagnà, ormai ex presidente del Roseto Basket che ha annunciato il suo divorzio con la squadra ma che ha anche assicurato che non farà mancare un suo apporto economico.
«Io e il mio gruppo», spiega in una nota diffusa ieri, «abbiamo, da sempre, mostrato la massima sensibilità nei confronti delle vicende del Roseto Basket, sia quando la squadra militava nella massima serie, sia quando per le vicende a tutti noi note, è scomparsa perché non iscritta al campionato di A1».
Gli unici motivi che da sempre lo hanno portato ad interessarsi delle vicende del Roseto basket -lo spiega. «sono riconducibili alla grande passione che io e i miei figli nutriamo per questo sport».
Così all'indomani «del trauma sportivo» della cancellazione del Roseto Basket dalla FIP, «ho ritenuto giusto acquisire il titolo di B2 ed assumere la presidenza della nuova Società, sulla base di assicurazioni verbali sia da parte di altri imprenditori che da parte delle Istituzioni su di un appoggio, diretto o indiretto, alla causa della Pallacanestro Roseto».
Ma nonostante le assicurazioni «di fatto nessuno, a parte coloro facilmente identificabili, ha assicurato un apporto concreto alle vicende della Pallacanestro Roseto».
Così oggi arriva l'addio, non così inaspettato: «senza polemiche aggiuntive e con la massima serenità, sarà mia premura depositare, domani mattina (oggi per chi legge, ndr) (ma che di fatto è già stato espletato Venerdì 15 Giugno), nelle mani del Primo Cittadino di Roseto degli Abruzzi, il titolo sportivo per la partecipazione della squadra al campionato di B2».
Un passaggio necessario per consentire che vengano espletati gli impegni ancora da definire e si agevoli, quanto più, la ricerca e il relativo coinvolgimento di altri imprenditori. Sarà così di fatto il sindaco ad assumersi tutte le responsabilità, «quantomeno morali», del futuro del basket cittadino.

20/06/2007 9.07