Pescara calcio: a sorpresa Di Giacomo intenzionato a ricapitalizzare

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ennesimo colpo di scena per quanto riguarda le vicende societarie della Pescara calcio. Di Giacomo, dopo aver ripetuto per settimane ove fosse rimasto Pincione la sua non intenzione di provvedere all'aumento del capitale sociale di un milione di euro sottoscritto alcuni mesi fa, torna sui suoi passi ed ora vorrebbe provvedere al versamento della propria quota parte.
La stessa è quantificabile in circa 100mila euro.
Considerato il fatto che la data ultima per l'imprenditore di Città Sant'Angelo di versare i decimi della ricapitalizzazione era quella dell'otto giugno, ora spetterà esclusivamente all'amministratore delegato del club biancazzurro Carol Pincione accettare o meno l'ultima “mossa” di Claudio Di Giacomo.
Il presidente Max Pincione, appena appresa la notizia delle intenzioni di Di Giacomo, appare soddisfatto.
Al di là delle classiche dichiarazioni di facciata, con tutta probabilità questa azione esaspererà ancor di più gli animi in seno ai vertici del sodalizio di via Mazzarino.
Cosa ha portato il vicepresidente biancazzurro a tornare sui propri passi non è chiaro ma le ipotesi sono diverse.
Con la mancata immissione della quota parte per la ricapitalizzazione, Di Giacomo avrebbe perso tutto il denaro fin qui investito.
Questo in quanto Renzetti sarebbe stato pronto a rilevare le quote dei morosi Marco Papa e appunto Di Giacomo.
Per evitare di perdere tutto in questa avventura biancazzurra, ricapitalizzare era l'unica via percorribile per salvaguardare l'investimento fatto.
Al momento, la suddetta sembrerebbe l'ipotesi più veritiera.
In alternativa, è possibile che dietro Di Giacomo ci sarebbe l'ennesima cordata di imprenditori pronti a salvare il Pescara dall'eventuale fallimento in caso di naufragio del piano “Pincione”. Non è da escludere, infine, una sorta di alleanza con Tavarner, D'ambrosio, Miccini e Galletti.

Andrea Sacchini 14/06/2007