Pincione: meno sette giorni per versare 1,2 milioni euro e salvare il Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Mancano sette giorni al 18 giugno, il termine ultimo per Max Pincione per versare il milione e 200mila euro, utili a pagare il debito Irpef ed a ottenere le liberatorie dei calciatori tramite il pagamento degli stipendi.
Il patron biancazzurro è al lavoro per cercare la somma che eviterebbe al Pescara il fallimento, denaro che alla fine potrebbe essere trovato.
Nel caso non dovesse affluire nelle casse del sodalizio di via Mazzarino il milione e 200mila, toccherà ad eventuali terzi che diventerebbero automaticamente azionisti di maggioranza del club.
Pincione, ad ogni modo, non verrebbe escluso ma declassato a semplice azionista di minoranza.
Il 18 giugno, nell'assemblea della Pescara calcio, verrà ratificato a meno di sorprese dell'ultim'ora il recesso di Di Giacomo, intenzionato più che mai a vendere il proprio pacchetto di azioni.
Non è da escludere, infatti, che lo stesso possa tornare alla carica affiancato da altri imprenditori interessati alla Pescara calcio.
La condizione imprescindibile, però, è che Pincione si faccia da parte in maniera definitiva.
Alle quote dell'imprenditore di Città Sant'Angelo, comunque, sarebbe interessato Angelo Renzetti, che non ha mai nascosto il proprio desiderio di rientrate in società in compagnia di Pincione o altri.

GLI ULTIMI VERDETTI DEL CAMPIONATO DI SERIE B

Il Pescara, infarcito di giovani della primavera, viene sconfitto 4-1 a Lecce nell'ultima fatica della stagione. Gara chiusa già nel primo tempo con le reti giallorosse realizzate da Tiribocchi, Zanchetta, Vives e Caccavallo. Nella ripresa c'è gloria per il baby Mazzetta, che realizza la rete del definito 4-1 all'esordio assoluto in B. I biancazzurri guidati nelle 42 giornate da Ballardini prima, Ammazzalorso poi ed infine dalla coppia Vivarini-De Rosa hanno ottenuto 24 punti, frutto di sole cinque vittorie, dieci pareggi e ventisette sconfitte.

Nel frattempo con la disputa dell'ultima giornata del torneo, sono chiari gli ultimi verdetti per la corsa promozione. A sorpresa il Piacenza non va oltre l'1-1 casalingo contro la Triestina, regalando la serie A diretta a Napoli e Genoa (0-0 nello scontro diretto al Marassi, ndr) senza passare per i play-off. La regola prevede, infatti, la disputa dei play-off qualora il distacco tra la terza e la quarta classificata non sia superiore ai nove punti. Le dieci lunghezze che separano quindi il Piacenza dal Genoa sono sufficienti ai liguri per tornare in serie A dopo dodici di assenza.
Per quanto riguarda la lotta per non retrocedere in C1, non tutto è ancora stato deciso. L'Arezzo, infatti, con l'attuale classifica retrocederebbe nella serie inferiore insieme a Pescara e Crotone, con il playout Verona-Spezia. Si attende però il pronunciarsi del ricorso al Tar degli aretini che, in caso di esito positivo, si vedrebbero annullati gli attuali sei punti di penalizzazione. A quel punto retrocederebbe direttamente lo Spezia mentre lo spareggio sarebbe tra Verona e Triestina. Comunque vada, sarà certamente una nuova estate bollente per il nostro pallone, ricca di ricorsi e contro-ricorsi.

Andrea Sacchini 11/06/2007