Si raffredda l'interesse di Lotito per la Pescara calcio

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Quella di ieri è stata una giornata interlocutoria per quanto riguarda le vicende societarie. L'unica significativa novità è rappresentata dal raffreddamento della pista che porta a Lotito.
L'attuale presidente della Lazio, infatti, dopo aver avuto nei giorni scorsi un colloquio con il sindaco D'Alfonso e con il prefetto di Pescara avrebbe abbandonato l'intenzione di rilevare le azioni del club o di subentrare al fianco di Pincione.
Il motivo principale non risiederebbe nei forti contrasti tra la tifoseria pescarese e quella laziale, ma nel fatto che nessuno può possedere più di una società calcistica professionistica, anche se in diverse categorie.
Per rilevare il sodalizio di via Mazzarino, Lotito dovrebbe obbligatoriamente avvalersi di un prestanome, rischiando anche sanzioni pesanti laddove venisse sorpreso ad infrangere i ferrei regolamenti federali.
Questi sono nati per evitare i casi di pluri-possesso di club nelle divisioni professionistiche di calcio, come accaduto diversi anni fa con Luciano Gaucci proprietario di Perugia in serie A, Catania in B e Sambenedettese in C1.
Nel frattempo, torna a parlare Max Pincione nel classico salotto televisivo del lunedì sera.
Il patron biancazzurro parla del futuro del club e nella fattispecie della riconferma del DS Andrea Iaconi: «non abbiamo assolutamente in programma di cambiare Andrea Iaconi. Non mi sorprende però il fatto che dopo tanti anni se ne voglia andare. Quando tornerò a Pescara, probabilmente la prossima settimana, chiariremo il tutto».
Pincione tratta anche il discorso Lotito: «noi non siamo stati contattati da nessuno, Lotito incluso. Un suo eventuale ingresso in società con me, ad ogni modo, non sarebbe opportuno per l'ambiente. E' troppo accesa la rivalità tra la piazza pescarese e quella laziale».
Qualcuno ha sollevato più di una perplessità sulla reale consistenza del Pescara che verrà. L'imprenditore italo-americano vuole fugare ogni dubbio: «la squadra verrà costruita per conquistare subito la serie B. Ad ogni modo faremo di tutto per allestire in sede di mercato un organico competitivo. Sto lavorando all'estero con diversi procuratori che ci aiuteranno nella costruzione del gruppo. Per quanto riguarda il nuovo allenatore contiamo di presentarlo tra tre quattro settimane».
Non mancano, come tradizione ormai consolidata da parecchie settimane a questa parte, le solite stilettate agli ex soci e ai membri dell'amministrazione comunale: «i soci con il mio ingresso in società credevano di aver trovato il pollo americano ed il principe arabo che avrebbero messo i soldi al posto loro. Tutto è iniziato da qui. Le cose però non funzionano così almeno dalle mie parti. In tutto questo tempo, lo ripeto, sono stato l'unico ad aver cacciato dei soldi per la Pescara calcio. Gli altri hanno solo fatto chiacchiere condite da accuse nei miei confronti. Per quanto riguarda l'amministrazione comunale non capisco come si possa affermare che la squadra non veda un coinvolgimento diretto delle istituzioni cittadine».
In particolare Pincione chiarisce la sua posizione riguardo il sindaco D'Alfonso: «il sindaco dice di lavorare dietro le quinte e non lo capisco in quanto la proprietà c'è ed è forte. E' un atteggiamento questo che non riesco a capire. Qualche settimana fa, inoltre, ho sentito che la Damiani ha incontrato D'Alfonso e questo sarebbe una cosa non giusta, perché la dottoressa Damiani è ormai fuori dalla Pescara calcio».

Andrea Sacchini 05/06/2007