MOTORI. Milwaukee premia Kanaan e dichiara Franchitti capo classifica Irl

Alessandro Biancardi

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MILWAUKEE. La Irl ha pronto il calendario corse 2008 da inviare agli organizzatori, per presentarlo ufficialmente il prossimo mese.
Non tutti i protagonisti esultano.
Dario Franchitti, che si trova a 3 punti dal capo classifica -Scott Dixon che potrebbe puntare al titolo- trova «che la serie imita troppo le gare 2007».
Helio Castroneves aggiunge che «sarebbe ore che la Irl puntasse verso altri lidi extra nazionali». Praticamente patron Tony George ha in mente di «espatriare», come la Champ car, ma sembra che gli sponsor e qualche “pista straniera” non la pensino cosi'.
Per la gara del Wisconsin la presenza di piloti è scesa a 18, ma per la importante manifestazione del Texas saranno di scena anche Milka Duno e Jon Herb.
La venezuelana avrebbe voluto partecipare anche alla gara del “ The Mile”, come chiamano scherzosamente la pista di un miglio di Milwaukee, ma il dottore della driver, ha deciso di ritardare il ritorno in pista della Duno, dopo il pauroso botto cui è incorsa ad Indianapolis nella 500 miglia.
Al termine delle prove di qualifica, che vede in pole il brasiliano Helio Castroneves, con al fianco Scott Dixon, e poi Tony Kanaan, Dan Weldon e Sam Hornish, e' affiorato un coro di lamentele e non solo dei... qualificati in bassa marea.
Dario Franchitti:«Provo disappunto dopo la strepitosa vittoria di Indy, con questa macchina che non sa piu' cosa fare. Speriamo in gara si svegli».
Tony Kanaan:«Non sono in pole e non sono troppo lieto. Il terzo posto nella griglia non e' male, ma mi aspettavo di meglio. Ho una buona macchina che forse andra' meglio domani».
Danica Patrick:«Non avevo assolutamente nessuna aderenza: speriamo che i meccanici trovino il... difetto da curare. In queste condizioni non si puo' correre».
Patrick si è qualificata 17° su 18 iscritti, con Jeff Simmons, non qualificatosi.
Nonno Mario Andretti sta recuperando dallo spavento preso durante il pauroso/miracoloso volo compiuto durante la 500 miglia di Indy dal giovane nipote Marco:«Osservando la Tv, il mondo si è fermato per qualche secondo. Sotto i miei piedi non c'era piu' terra. Un miracolo».

LA CORSA

Molti visi lunghi, allo scadere delle 225 passate sull'ovale “The Mile” di Milwaukee, ma il sorriso e' spuntato sul volto del “guerriero” Tony Kanaan che annovera nel suo palmares la nona vittoria di carriera.
Il risultato è stato giusto, calcolato, combattuto, meritato.
«Pero'», dice col sorriso,«quello scatenato del mio compagno di scuderia (Dario Franchitti) stava per farmi la festa».
Già, l'italo scozzese era partito
pregustando un probabile successo, che in pratica e' giunto, sulla scia di Kanaan ed ora in testa alla classifica generale, con tre punti su Wheldon.
Giornata agrodolce per il team Penske.
Il capitano aveva calcolato giusto l'andamento dei suoi poulain, tanto che sino al 200° giro, si vedeva al comando l'ex vincitore della 500 miglia di Indy Helio Castroneves.
Ma il folletto ci metteva lo zampino e mentre il brasiliano filava sicuro, perdeva per cause imprecisate l'ala posteriore che faceva sbandare, piroettare e quindi finire contro il muro, il bolide bianco rosso.
Ma per Roger Penske non erano terminati i contrattempi.
A sette giri dalla conclusione, mentre Hornish gia' assaporava il successo, la sua vettura rallentava, lasciando a gola asciutta i meccanici che non sapevano cosa fosse successo.
Già dal via, Marco, il prodigio di casa Andretti, non riusciva a superare la nona piazza, raggiungendo la 209° passata, quando la vettura appoggiava troppo verso l'esterno della curva e finiva contro il muro. Era questa la quarta corsa Irl per il nipote di Mario e la quarta volta del non “finish”.
«Sta attraversando un momento difficile» commenta papa' Michael,«non riesco a capire che cosa stia accadendo».
Per fortuna Danica Patrick, l'altra rappresentante il team Andretti, pur avendo “navigato” nelle retrovie, vuoi i “ritirati” e un paio di ritorni in pista, dopo il rifornimento con un certo vantaggio, ha ottenuto l'ottava posizione.
«Da un po' di tempo finisco e parto sempre ottava», dice la Danica, debbo sfatare questo numero. Sono stanca di essere chiamata “miss eight”.
La gara non e' stata superlativa.
I soliti “big” della classe si son divisi le posizioni, mentre la bandiera gialla e' apparsa per ben sei volte, spesso per raggruppare i concorrenti sparpagliati lungo l'ovale, altre volte per i colpi a muro come quello di Buddy Rice che aveva avuto il coraggio di guidare per 37 giri, o degli altri citati.
Del resto cosa ci si puo' aspettare quando 18 macchine passano sotto il naso ogni 22-23 secondi per 225 volte?

Lino Manocchia 05/06/2007 8.09