Di Luca Re del Giro: «realizzato il mio sogno da bambino»

Alessandro Biancardi

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MILANO. Il nuovo re del ciclismo Italiano è stato incoronato. Il "Killer" Danilo Di Luca si è aggiudicato il novantesmo Giro d'Italiae l'Abruzzo è in festa. «Me la sono goduta», ha ammesso, «ora di feste ne faremo tante. Dopo 21 giorni così è giusto festeggiare. Sono felicissimo, è un sogno che avevo da bambino». La ventunesima e ultima tappa, Vestone-Milano di 183 km, è stata vinta in volata da Alessandro Petacchi.
Non solo a casa a guardare in tv il killer che pedala e arriva al traguardo. Erano centinaia ieri gli abruzzesi arrivati a Milano per l'ultima tappa, per assistere al trionfo del loro campione. Lo zoccolo duro di Spoltore, città natale del vincitore della corsa rosa, ha persino organizzato un tifo da curva calcistica, a cinquanta metri dall'arrivo in corso Venezia a Milano, con tanto di striscioni.
«Danilo gli abruzzesi di tutta Europa, siamo in mille per la tua stupenda Rosa», hanno scritto i tifosi del 'Killer Fun Club'. «Danilo lo seguiamo ovunque», ha raccontato grondante di felicità Antonio, 71 anni -. Sul Terminillo, per la quinta tappa, c'erano solo due gradi e noi c'eravamo. E ora siamo qua sotto questo sole. Adesso lo aspettiamo a casa, per la grande festa».
«Da Pescara per studiare, con il Killer per sognare», hanno scritto su uno striscione Armando e Roberto, due studenti del Politecnico, che sperano di strappare un autografo dal loro beniamino. E un gruppo proveniente da Rapino, la città dove si allena Di Luca, si sbraccia per far vedere alle telecamere il cartellone «Rapino c'è».
«Non so se è anche merito della mia vittoria»,ha commentato lui, «ma ho la netta sensazione che il ciclismo in questo momento stia tornando a livelli di popolarità del periodo di Pantani».
«La popolarità di questa corsa non è mai venuta meno», ha ricordato, «l'affetto della gente sulle salite è la dimostrazione che questo sport è tra i più popolari d'Italia». Ma anche a Milano, ad attenderlo, c'era il bagni di folla: «gli ultimi 185 chilometri sono stati i più indimenticabili della mia vita. Volevamo arrivare tutti quanti il più possibile e velocemente a Milano per goderci la festa finale».
E adesso Spoltore si prepara al bagno di folla per accogliere il nuovo campione, e la Gazzetta dello Sport ha organizzato per oggi pomeriggio un incontro in video chat.
E da oggi Danilo Di Luca da oggi è in vacanza.Niente Tour, tornerà per
arrivare pronto ai mondiali.
«Il Tour non lo faccio di certo - dice Di Luca ai microfoni di Radio Anch'io Sport - Voglio un periodo di riposo, ho vinto anche la Liegi-Bastogne-Liegi quest'anno. Salto il Tour per preparare il mondiale».
«Ci ho sempre creduto - dice il corridore abruzzese - Lo Zoncolan è stata la chiave del Giro, ma già alle Tre Cime avevo capito che potevo vincere».
Quello appena concluso è stato «un giro molto bello» anche
per la presenza del pubblico. «L'amore e la fedeltà per questo
sport sono incredibili - dice Di Luca - Quest'anno sono rimasto
sorpreso anche io, perché la gente è stata davvero tanta. Ieri
nei 180 chilometri dell'ultima tappa è stata un'ovazione
continua, tutti incitavano il mio nome».



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04/06/2007 10.33




LA VIGNETTA DI GIO