Tavarner e D'Ambrosio smentiscono un loro secondo ingresso in società

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Le sorprese continuano all'interno della Pescara calcio. Da tradizione ormai consolidata da alcuni mesi a questa parte, le novità più importanti arrivano di lunedì e in concomitanza dei numerosi salotti televisivi.
Giovedì Tavarner e D'Ambrosio si erano mostrati pronti ad un versamento di 1 milione di euro utile a ripianare, anche se solo in parte, i debiti finanziari del delfino. Oltre al milione, sarebbe stato definito un piano di salvataggio per evitare il fallimento. Il tutto, naturalmente, sembrava facesse presagire ad un loro secondo ingresso in società, con un conseguente ribaltone ai vertici del club. In questo caso, infatti, Pincione sarebbe stato relegato al semplice ruolo di azionista di minoranza. Ieri la situazione è nuovamente mutata. Tramite un comunicato stampa diffuso in serata, entrambi hanno chiarito per l'ennesima volta la loro posizione ed il loro atteggiamento critico nei confronti della società. «Il recente tentativo di versare nelle casse societarie un milione di euro», recita il comunicato, «non va tradotto nel nostro desiderio di rientrare in società. Lo stesso era solo un tentativo personale di portare un contributo economico al club. Sussistono ancora, e sono anzi aggravati, i motivi che tempo fa ci hanno consigliato di lasciare il club. La salvezza del Pescara», a margine del comunicato, «è esclusivamente nelle mani dell'attuale proprietà».
Nel frattempo, c'è da segnalare l'intenzione di Pincione di rilevare le azioni dell'imprenditore pescarese Marco Papa. L'attuale patron non vorrebbe infatti lasciarsi sfuggire un'altra fetta di quote che aumenterebbe ancor di più il suo peso "politico" in seno ai vertici del club.

MAX PINCIONE

La risposta di Pincione a Tavarner e D'Ambrosio, sempre in serata, non si è fatta attendere: «ho sentito di questo milione pronto da Tavarner e D'Ambrosio. Se vogliono versare facciano pure ma, come al solito, ci troviamo davanti a semplici chiacchiere».
Il presidente continua sul futuro prossimo dei biancazzurri: «la mia reale intenzione è quella di salvare il Pescara se mi permettono di lavorare. Nessuno investe svariati milioni di euro se non può lavorare tranquillamente. Baron ed il principe non sono andati via ed è intenzione di tutti noi risolvere questa situazione».
In conclusione, Pincione risponde anche al DS Andrea Iaconi che su una radio locale si era mostrato molto preoccupato circa l'iscrizione della società al prossimo campionato di serie C1: «non so perché Iaconi abbia detto questo, probabilmente è a conoscenza di qualcosa che io non so... Ad ogni modo questa settimana dovrei tornare a Pescara e vedremo insieme il da farsi per il futuro».
Andrea Sacchini

22/05/2007 12.25