Il Pescara è in C1

Alessandro Biancardi

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PIACENZA. Dopo tre mesi di vera e propria agonia sportiva il Pescara, a quattro giornate dal termine del campionato, è la prima compagine cadetta a retrocedere dalla serie B alla C1.
Dopo le ultime gare disastrose disputate senza cuore e anima, a Piacenza dopo una prestazione incolore è arrivata la matematica retrocessione nella serie inferiore. Mancava infatti soltanto l'aritmetica per la condanna definitiva dei biancazzurri, che pagano a a caro prezzo una stagione fallimentare sotto tutti i punti di vista.
Come nelle precedenti uscite casalinghe al cospetto di Spezia e Crotone, sono bastati appena una ventina di minuti (gol al 16esimo e 20esimo, ndr) per fiaccare la flebile resistenza di un Pescara che da più di due mesi, oltre alla categoria, ha perso anche la faccia.
La doppietta di Nocerino e la rete di Simon per i piacentini uniti al punto della bandiera di Antonelli con un destro da fuori area al 60esimo minuto, hanno fissato il 3-1 finale.
C'è davvero ben poco da commentare. Gara saldamente nelle mani dei padroni di casa dal primo all'ultimo minuto. Il Piacenza, che ha davvero trovato vita fin troppo facile, si è concessa un'unica distrazione: il momentaneo 2-1 degli abruzzesi. Per il resto i romagnoli, probabilmente, avrebbero meritato anche un risultato più rotondo. Per quanto riguarda la formazione adriatica, il duo Vivarini-De Rosa ha schierato dal primo minuto molti elementi poco utilizzati in tutta la stagione. Sono rimasti a casa infatti Polito, Delli Carri, Gonnella, La Vista, Rigoni, Vantaggiato (infortunato, ndr) e Papini. Al loro posto sono stati portati i primavera Amadio, Sembroni, Scappaticci, Di Matteo, Ciani, Vellucci e Ciofani che, tra l'altro, ha disputato la seconda gara consecutiva da titolare.

CAPITOLO SOCIETÀ.

Pincione a meno di sorprese dovrebbe provvedere al versamento del capitale sociale sottoscritto nei mesi scorsi. C'è incertezza per quanto riguarda la posizione dell'ex vicepresidente Di Giacomo. L'attuale socio di minoranza di Pescara 70, infatti, starebbe pensando di non versare la propria quota in denaro. Questo a causa dei noti contrasti delle ultime settimane con l'attuale patron del sodalizio di via Mazzarino. Da valutare attentamente anche la questione Renzetti. Le quote dell'architetto italo-svizzero, infatti, sono state valutate in 300mila euro. Se Renzetti non dovesse essere liquidato in tempo da Pincione, il primo rientrerebbe a pieno titolo in società. Proprio sul rientro di Renzetti conterebbero gli altri soci “dissidenti”, che avrebbero così la possibilità concreta di disarcionare Pincione dal posto di comando del club. In tal senso sarebbe quindi pronto già un secondo gruppo che, in caso Pincione non dovesse portare a termine l'opera di salvezza del Pescara dal fallimento, potrebbe tentare di ripianare i debiti Irpeff e Iva entro metà giugno oltreché naturalmente ottemperare il pagamento degli stipendi finalizzati all'ottenimento delle liberatorie dei calciatori. Ci sarebbe dunque un'alternativa a Pincione, appoggiata dai vari Di Giacomo, Tavarner, D'Ambrosio ecc... La stessa, con tutta probabilità, viene caldeggiata anche dall'attuale amministrazione comunale pescarese.


PIACENZA-PESCARA, IL TABELLINO

PIACENZA: Coppola, Nef, Campagnaro, Olivi, Gemiti, Riccio, Patrascu, Nocerino, Pdalino, Simon, Degano. (Cassano, Iorio, Anaclerio, Bianchi, Stamilla, Lazzari, Rantier). Allenatore: Sig. Iachini.
PESCARA: Tardioli, Ciofani, Olivieri, Zoppetti, Mora, De Falco, Aquilanti, Luci, Antonelli, Russo, Martini. (Amadio, Demartis, Felci, Scappaticci, Vellucci, Gautieri, Di Matteo). Allenatore: Sig. De Rosa (Vivarini).
RETI: Nocerino (Pia) 16° e 20°, Antonelli (Pes) 60°, Simon (Pia) 90°.
ARBITRO: Sig. Herberg.
ASSISTENTI: Sig. Musolino-Sig. Fiore (Sig. Russo).

Andrea Sacchini 13/05/2007