Di Giacomo:«scettico sul progetto Baron, pericolosa l’operazione immobiliare»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Giornata importante quella di oggi in quanto, in mattinata molto probabilmente, dovrebbe esserci l'ennesimo Cda dei soci di Pescara 70.
E' l'occasione, come ha fatto sapere l'amministratore Alessandro Felizzi, per saldare il conto di 750mila euro inerenti la ricapitalizzazione.
All'ordine del giorno anche la situazione finanziaria del delfino.
Mancheranno, però, sia Renzetti sia Pincione. Il primo ha importanti impegni di lavoro mentre il patron biancazzurro tornerà in riva all'Adriatico solo tra una decina di giorni almeno.
Nel frattempo, Andrea Iaconi ha smentito dissapori con Max Pincione.
Il DS si è inoltre mostrato fiducioso che l'italo-americano possa risolvere tutte le attuali pendenze del club.
E' tornato a parlare di vicende societarie in seno alla Pescara calcio, invece, Claudio Di Giacomo attuale socio e consigliere del sodalizio di via Mazzarino.
L'ex vicepresidente, tra l'altro, ha chiarito a PrimaDaNoi.it alcuni punti oscuri, non nascondendo inoltre le sue grandi perplessità sul progetto “inglese” presentato un paio di settimane fa da Baron in conferenza stampa e più in generale sulla figura di Pincione stesso.
Critiche all'attuale patron anche per quanto riguarda la vicenda del pignoramento dei crediti da parte della Lega, che erano destinati alle casse del club adriatico.


DI GIACOMO E LA VICEPRESIDENZA DELLA PESCARA CALCIO

Dopo gli ultimi terremoti in società, che posto ricopre ora all'interno della Pescara calcio?
«Formalmente io sono ancora il vicepresidente del Pescara, sostanzialmente il socio di maggioranza di Pescara 70 mi ha indicato solo come consigliere».

Perché questa decisione da parte di Pincione?
«Il motivo esatto non lo so dire. Pincione sostiene che io di fatto abbia remato contro la Pescara calcio. In realtà negli ultimi tempi ho cercato di far capire con tutte le mie forze che era importante fare la fidejussione assicurativa per rateizzare il debito Iva. Visto che non sono mai riuscito a parlare in privato con Pincione allora l'ho detto pubblicamente. Questo mio atteggiamento non è stato gradito dal presidente che tra l'altro, ripeto, è anche azionista di maggioranza. Per tali cose sono stato sfiduciato».

Cosa ha fatto scattare il pignoramento dei crediti da parte della Lega?
«L'Agenzia delle Entrate tramite la società di riscossione ci ha fatto pignorare i crediti che abbiamo verso la Lega. Vista l'attuale critica situazione finanziaria era inevitabile...».

Claudio Di Giacomo dunque non è affatto sorpreso dalla decisione dell'Agenzia delle Entrate...
«Assolutamente non c'è stata nessuna sorpresa. Lo sapevamo già da sei mesi che dovevamo fare questa fidejussione. E' Pincione che non si è comportato nella maniera adeguata. Potevamo benissimo evitare tutto questo».

DI GIACOMO ED IL PROGETTO “INGLESE” DI PINCIONE

Sinceramente, Claudio Di Giacomo crede nel progetto “inglese” di Pincione?
«Non ci credo nella maniera più assoluta. Il progetto che molti definiscono “inglese” è una farsa ed ho parecchie ragioni per sostenere che sia così».

Su quali basi ritiene che questo progetto è una farsa?
«Semplicemente perché quando ci sono due persone normali che hanno un interesse anche solo potenziale in comune come questo della Pescara calcio, si mettono d'accordo e vedono con quali modalità gestire l'operazione ed infine eventualmente la portano a termine insieme. Questa sarebbe una trattativa normale, invece questi signori non hanno fatto nessuna trattativa usuale ma si sono solo limitati a parecchie conferenza stampa e soprattutto proclami».

Ci spieghi meglio...
«La società inglese di Baron non ha mandato nessun emissario per verificare la reale contabilità, le esigenze e le potenzialità della Pescara calcio. Inoltre, un altro fatto importante è che Pincione questo Baron, prima di quest'ultimo periodo, non lo conosceva. Al contrario di quello che entrambi hanno affermato nelle varie interviste. Ma non è finita qui...».

C'è dell'altro?
«Sì. Pretendevano di costruire tutta l'operazione Pescara calcio su una proprietà immobiliare rappresentata dalla struttura del Poggio Degli Ulivi di De Cecco, che non era la loro.
Il loro obbiettivo era quello di creare una plusvalenza su quella struttura per poi mettere in piedi il meccanismo. Naturalmente non poteva andare così».

L'AVVOCATO RINA IZZO, CHINAGLIA E PINCIONE...

L'avvocato di Pincione è Rina Izzo, lo stesso di Chinaglia...
«L'unica cosa che posso dire è che lui ha sempre detto che questo avvocato l'ha conosciuto tramite un altro avvocato di New York. Poi quali reali collegamenti ci siano sinceramente non lo posso dire. Ciò che so di certo è che Pincione senza questi avvocati non fa nulla. E' andato persino in televisione con gli stessi...».

Malgrado tutto, incontrerà Pincione quando lo stesso tornerà dagli Stati Uniti?
«Se mi vuole incontrare io sono qui incontro chiunque. Non ho mai litigato con nessuno quindi cerco nei limiti del possibile di non litigare nemmeno con lui. Però, non lo nego, lo spazio per le trattative è molto ridotto».

DI GIACOMO E L'INCONTRO CON IL SINDACO D'ALFONSO

Di cosa ha parlato con il sindaco qualche giorno fa?
«Abbiamo parlato un po' in generale. Mi ha chiesto informazioni su quale era la situazione della Pescara calcio, quale era la mia posizione e quali erano le mie intenzioni future. E' stata una chiacchierata tranquilla in cui ho esposto sommariamente quali potevano essere le prospettive dell'attuale situazione».

DI GIACOMO-PINCIONE, CONVIVENZA DIFFICILE?

Dopo gli ultimi avvenimenti, lascerà la società o rimarrà per così dire in sella?
«Mi sto guardando intorno in quanto la situazione non è per niente bella. Se Pincione nelle prossime settimane non avrà un cambio deciso di direzione e strategia sicuramente la mia permanenza nella Pescara calcio diventerebbe quasi impossibile...».

E' così difficile convivere con Pincione nella stessa società?
«Sì perché Pincione è un uomo che non ragiona con nessuno che non parla con nessuno e che, di pari passo, non si confronta con nessuno. Quindi restare in società significherebbe effettuare ancora versamenti. Fare versamenti significherebbe mettere i miei soldi in mano a Pincione il quale non mi parla nemmeno. E questo non sarebbe giusto».

Estrometterla dalla società è nel potere di Pincione?
«E' in suo potere non farmi partecipare alla vita della Pescara calcio. Ovviamente, però, essendo io socio, non può in nessun modo estromettermi in quanto ho tutti i diritti che mi garantisce la legge».


ALL'ADRIATICO OGGI ALLE 16.00 C'E' PESCARA-CROTONE

Torna oggi in campo il Pescara dopo la brutta figura rimediata martedì in casa contro lo Spezia. In concomitanza con una serie di risultati (sconfitta degli adriatici con Bari e Verona che conquistano almeno un punto, ndr), quella di oggi potrebbe essere la giornata decisiva che sancirebbe la matematica retrocessione in serie C1 del Pescara. L'avversario di oggi all'Adriatico, inizio fissato per le ore 16.00, è il Crotone attualmente penultimo con soli 29 punti ed ormai virtualmente retrocesso al pari degli abruzzesi. Le tante assenze in organico (Zoppetti, Vantaggiato e Martini squalificati, De Falco, Paponetti e Gonnella infortunati, ndr) hanno costretto il duo tecnico Vivarini-De Rosa a “provare” negli allenamenti settimanali sette primavera. Il portiere Amodio, il difensore Sembroni, i centrocampisti Ciofani, Scappaticci e Di Matteo e gli attaccanti Ciani e Pignotti sono stati infatti integrati nella prima squadra. Molti di loro figureranno almeno in panchina in occasione della gara contro i calabresi. Non è da escludere a priori l'impiego dal primo minuto per alcuni di questi. D'altronde questo sarebbe l'unico modo per dar senso ad una parte finale di stagione altrimenti priva di ogni significato.
Riguardo le formazioni che scenderanno in campo Vivarini e De Rosa optano, causa le numerose assenze già citate soprattutto in avanti, per uno schieramento con un'unica punta di ruolo. Polito in porta. Coppia centrale formata da Delli Carri e Olivieri, Mora a sinistra e Demartis sull'out di destra. Possibile ad ogni modo l'impiego dal primo minuto di Sembroni in luogo di Olivieri. A centrocampo, Luci e Moscardi in mezzo, Antonelli e La Vista sugli esterni. In avanti, Rigoni trequartista a supporto dell'unico terminale offensivo Russo.
Per contro, Guido Carboni disegna il suo Crotone secondo i canoni del 4-4-2. Borghetti, Fusco, Rossi e Morabito a protezione della porta difesa da Soviero. In mediana, Piocelle e Galardo centrali mentre la coppia di esterni è formata dagli ex biancazzurri Baù e Tisci. In attacco spazio al tandem Dante Lopez-Sedivec. Arbitra Antonio Iannone di Napoli. Si gioca alle 16.00 allo stadio Adriatico con la probabile presenza sugli spalti di pochi intimi.

Andrea Sacchini 05/05/2007