America’s cup, la crisi di Bmw Oracle

Alessandro Biancardi

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VALENCIA. Prima dell'ultima giornata di regate del Round Robin 1, BMW ORACLE Racing era l'unico team ancora imbattuto. Poi, ha perso due degli ultimi tre match disputati: prima con Desafío Español 2007 e poi, sorprendentemente, con China Team, a causa di un problema con la vela di prua che si era già verificato nel Valencia Louis Vuitton Act 13.
Ian Burns, coordinatore dei progettisti per il team di San Francisco, ci ha raccontato i motivi di questi improvvisi passi falsi.


Dopo una lunga serie ininterrotta di vittorie, avete perso due regate delle ultime tre disputate. Cosa sta succedendo?
“Probabilmente la mia visione della questione è un po' strana, ma credo che quando acquisti troppa sicurezza e quando cominci a regatare veramente bene, devi riuscire a rimanere con i piedi per terra. Non devi dimenticarti le basi di questo sport e perdere di vista gli aspetti più importanti. L'affidabilità della barca è sicuramente una di queste; ti permette di completare il percorso in tranquillità. Le ultime avarie che abbiamo subito sono un ottimo campanello d'allarme per noi. Se vogliamo imparare qualcosa da queste esperienze, dobbiamo assicurarci che la nostra barca sia strutturalmente a posto, non troppo leggera, non eccessivamente ottimizzata per particolari condizioni, così da poter essere competitiva anche in circostanze eccezionali. Con la situazione meteo di questi giorni abbiamo tutti capito che bisogna essere competitivi in qualsiasi condizione”.

Farete delle modifiche?
“Nessuna che coinvolga direttamente l'equipaggio. Probabilmente revisioneremo alcuni pezzi dell'attrezzatura, ma credo che di modifiche ce ne saranno poche. Sicuramente non coinvolgeranno il modo di manovrare la barca”.

Per due volte, in due diverse regate, avete avuto problemi con il genoa. Come mai?
“Non sappiamo ancora con esattezza quali siano le cause dell'avaria.Stiamo cominciando a studiare il problema in questi giorni. Certamente dovremo cambiare il profilo delle vele; quindi risolveremo la questione da un punto di vista progettuale e realizzativo. La vela, in carbonio e Kevlar, è troppo leggera, si delamina e quindi diventa troppo soffice. Nella regata contro China Team bisogna applaudire il nostro equipaggio che affrontato la seconda bolina con quella vela, perché il danno era veramente grande”.

Contro i cinesi avete regatato con un equipaggio diverso dal solito. Come mai?
“I ragazzi sono stanchi. Queste regate sono state molto faticose; abbiamo dovuto disputare due match praticamente tutti i giorni. Tutti gli incontri sono importanti e c'è quindi sempre molta tensione. Molti dell'equipaggio hanno detto che questa regata è più faticosa di un giro del mondo. Avevano bisogno di una giornata di pausa in vista dei match contro i team più forti”.

Il livello della competizione si è alzato notevolmente. Come è cambiato il vostro approccio alle regate?
“Tutto l'allenamento è finalizzato alle regate con i distacchi ridotti, che stanno diventando sempre più frequenti. Questa è una bella notizia per i challenger che stanno partecipando alla Louis Vuitton Cup, perché queste regate sono il miglior allenamento in vista dell'America's Cup. Quando ti alleni con le due barche del tuo team riesci a simulare delle regate serrate. Inoltre, in allenamento, non sei mai realmente sottoposto a stress”.

I challenger stanno certamente migliorando, ma saranno mai capaci di battere Alinghi?
“Questo è impossibile prevederlo. Non sappiamo se durante le ultime regate di flotta Alinghi ha regatato sul serio o si è nascosta. Allo stesso tempo loro non possono sapere a che livello è giunto il nostro livello di preparazione perché in quell'occasione noi e i neozelandesi non abbiamo usato le barche più nuove. Questo è un gioco di incertezze. La verità la scopriremo alla fine di giugno”.

Fonte: www.americascup.com
02/05/2007 10.54