Pescara: Pincione chiede l'estromissione di Di Giacomo dal cda

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non c'è pace nella nuova Pescara calcio. Non passa giorno che non si debba registrare una polemica, un annuncio, un colpo di scena.
Importanti novità sono scaturite dal cda della Pescara calcio svoltosi nella serata di ieri. L'incontro tra i tre consiglieri Pincione, Naddeo e Di Giacomo si è svolto senza la presenza di quest'ultimo che, per motivi di lavoro, è giunto in ritardo all'appuntamento.
Di Giacomo non ha potuto far altro che prendere visione del verbale finale.
Pincione ha presentato una prima bozza di business plan finanziario, indispensabile a ripianare i debiti della società.
In aggiunta è stato anche portato alla luce un piano tecnico.
Il patron biancazzurro, nel consiglio di amministrazione di ieri, ha inoltre chiesto che lo stesso business plan sia prorogato al 30 maggio di quest'anno. La novità più importante, però, è che Pincione ha chiesto l'estromissione dal cda di Claudio Di Giacomo, in quanto quest'ultimo avrebbe diffuso –sempre secondo Pincione- negli ultimi giorni notizie false e tendenziose che hanno leso la dignità dell'attuale patron adriatico.
Questo è il pensiero di Max Pincione che ha trovato, naturalmente, il sostegno di Naddeo nella votazione.
La decisione, però, non è stata ancora ratificata perché bisognerà attendere l'incontro anche con gli altri soci che compongono Pescara 70, segnatamente Angelo Renzetti e Marco Papa.
Buone nuove, invece, sembrano giungere riguardo la situazione debitoria del delfino, in particolare per il debito Iva. Pincione, infatti, ha dichiarato che al momento esistono nuove soluzioni per far fronte alle pendenze pregresse.
Sembrerebbe in aggiunta che la Pescara calcio abbia ottenuto dall'agenzia delle entrate la rateizzazione del debito Iva. In tal senso, sembrerebbe scongiurato il pericolo di pignoramento di alcuni beni della Pescara calcio come l'incasso delle prossime partite casalinghe.
E' probabile a fine maggio, inoltre, un aumento di capitale sociale di oltre un milione di euro. Il presidente, comunque, rimarrà una ventina di giorni fuori Pescara per poi far ritorno nel capoluogo adriatico e riprendere il lavoro nella sede di via Mazzarino. Il potere di firma per le attività ordinarie e straordinarie è stato assunto, fino al suo ritorno dagli Stati Uniti, dal segretario generale Luigi Gramenzi e dal direttore sportivo Andrea Iaconi.

Andrea Sacchini 27/04/2007