L'Aquila Rugby penalizzata, retrocede dopo 43 anni

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Un duro colpo pe ril mondo sportivo aquilano. Sono delusi e arrabbiati i tifosi dell'Aquila Rugby che dopo 43 anni di permanenza nella massima serie, e dopo aver vinto anche 5 scudetti, vedono la loro squadra retrocedere.
Tutta colpa di una discussa penalizzazione di 4 punti dalla Fir, la federazione rugby, e dopo la sconfitta a Padova nel penultimo turno del Super10 la retrocessione è una certezza.
La società Infinito L'Aquila è stata penalizzata di quattro punti dal giudice sportivo della
Federazione rugby. Nella partita giocata sabato scorso contro il Rolly Gran Parma, valida per la 16/a giornata del campionato Super 10, gli abruzzesi hanno presentato all'arbitro una lista
con solo undici giocatori in formazione, dunque uno in meno del numero minimo stabilito da una circolare informativa della federazione, in base a quanto disposto dal regolamento.
Sul campo la partita era stata vinta dall'Infinito 30-23, ma il giudice gli ha dato la partita persa 0-20. Con i quattro punti in meno in classifica gli abruzzesi, ai quali è stata comminata anche una multa di 500 euro, sono scivolati così all'ultimo posto.
Dunque la classifica vede la Benetton Treviso a punti 60; Cammi Calvisano e Arix Viadana 54; Carrera Petrarca Padova 53; Overmach Cariparma 41; Rolly Gran Parma 39; AlmavivA Capitolina
26; Femi-CZ Rovigo 19; Amatori Catania 18; Infinito L'Aquila 12.
Dalla società aquilana tuttavia fanno sapere che è inpreparazione un ricorso contro la decisione del giudice sportivo e definisce «una drammatica beffa» la penalizzazione complessiva di 8
punti che ne determinerebbe la retrocessione, dopo 43 anni.
La notizia è stata appresa dalla squadra mentre era in viaggio per Padova dove domani affronterà il Petrarca.
«E' una cosa assurda, una beffa drammatica», ha detto all'Ansa il presidente, Francesco Aloisio -. Faremo ricorso per dimostrare la nostra assoluta buona fede e cancellare l'onta della frode
sportiva e evitare la retrocessione. L'inconveniente - spiega Aloisio - è legato a una svista
dovuta anche tre decisioni diverse del Consiglio federale sullo status di formazione italiana di giocatori che hanno giocato all'estero.
L'"italiano" in meno - lo "straniero in più - a seconda dei punti di vista, sarebbe il pilone Lorenzo Bocchini, nato a Johannesburg e di nazionalità italiana.
L'Aquila ne acquisì il cartellino a fine ottobre 2006 dal Rovigo quando il regolamento in vigore ne consentiva il riconoscimento di formazione italiana.
«Qualche mese dopo - prosegue Aloisio - il Consiglio federale decise il contrario, ma
sul cartellino risultava sempre la classificazione precedente. Poche settimane fa il Consiglio è tornato all'antico, ma ha stabilito che la classificazione è valida dal prossimo anno».
Domenica scorsa, per una lunga serie di infortuni e un infortuno a pochi muniti dalla gara, l'addetto alla redazione della distinta ha avuto tra le mani il cartellino di Bocchini e vedendo che vi era specificata la formazione italiana lo ha inserito in lista.
La penalizzazione di otto punti determinerebbe la retrocessione dell'Aquila, società storica del rugby italiano che già nella stagione 1963-64 subì una retrocessione; l'anno seguente tornò nella massima serie e in quello successivo vinse il primo dei suoi cinque scudetti.

26/04/2007 8.59

LA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DELL'AQUILA

«Questo non ce lo meritavamo proprio. Gli aquilani con la retrocessione della storica e gloriosa squadra del rugby vengono duramente colpiti negli affetti. Un colpo difficile da incassare dopo gli sforzi per salvare la società, beffati e cancellati con la spugna impietosa della burocrazia da tavolino, difficile da giustificare per una squadra di campioni da campi di fango e sudore e per i loro appassionati seguaci. Una notizia che ha lasciato attoniti, incapaci perfino di commentare».
E' intervenuta così oggi anche la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane.
«Che almeno, si diano spiegazioni, dovute alla città, non solo agli sportivi», ha aggiunto, «che dei colori neroverdi si è fregiata nel mondo, in una disciplina sportiva fondata ancora su valori autentici.
Tentiamo anche la carta del ricorso, ma i responsabili spieghino come si sia potuto scivolare su una infausta banalità, dopo i salti mortali fatti per non penalizzare il rugby aquilano.
All'iniziale sconcerto fa posto la rabbia. Non meritiamo di perdere quello che ci appartiene per meriti indiscussi da 42 anni. Non dopo aver fatto tutto quello che c'era da fare. Non intendo rassegnarmi, la questione va approfondita e vanno percorse tutte le strade percorribili. Reagire, come farebbero i nostri ragazzoni in neroverde, e se c'è un margine di recupero, giocarlo fino all'ultimo minuto».

26/04/2007 18.21