All'Adriatico, l'Arezzo passeggia ed il Pescara perde la faccia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Pescara perde la sua ventesima partita stagionale (1-2), questa volta al cospetto di un Arezzo apparsa squadra piuttosto mediocre.
Non è ancora detta l'ultima parola ma la fine è ad un passo.
Ormai solo la matematica tiene aggrappato il Pescara alla serie B.
Quattro compagini che la precedono in classifica unito alla bellezza di undici punti da recuperare, questa è la situazione.
Il tutto quando mancano solo otto partite.
Così poco infatti manca al termine del torneo e, probabilmente, neanche un miracolo sarebbe sufficiente a risollevare l'attuale situazione degli adriatici.
Il duo tecnico continua, almeno a parole, a credere in una salvezza che in realtà è sfuggita di mano già un mese fa. Ossia dalla gara indecorosamente persa 2-6 all'Adriatico contro il Modena.
Quello sì che è stato lo spartiacque decisivo del torneo. Da allora il Pescara ha gettato la spugna arrendendosi agli eventi senza opporre apparentemente alcuna resistenza.
La gara con l'Arezzo è servita solo a confermare i limiti tecnici e caratteriali di un organico evidentemente non all'altezza del campionato cadetto.

Pacchetto difensivo imbarazzante che conferma gli impietosi numeri di peggior difesa del campionato con 54 reti al passivo. Oggi (ieri per chi legge, ndr), ogni qualvolta l'Arezzo si avvicinava palla al piede all'area biancazzurra l'azione sfociava in qualcosa di altamente pericoloso. Le assenze dei tanti titolari non possono in alcun modo rappresentare un alibi.
Aggiungendo un attacco abulico ed incapace di creare particolari grattacapi alla difesa ospite, allora il quadro è ben delineato. Oltre a ciò, si aggiungono le mancanze di preparazione e tattiche di una coppia di allenatori inesperti ed inadatti ad un torneo tanto impegnativo come la B di quest'anno.
Tornando a Pescara-Arezzo, la contesa si sviluppa seguendo lo stesso canovaccio delle ultime uscite dei biancazzurri. Poche idee perlopiù confuse, grinta inesistente ed impegno quasi nullo.
Tante erano le assenze anche nella linea mediana, ma non tali da giustificare una gara così vuota di contenuti. Nel marasma generale, gli unici a metterci una nota, o quantomeno a provarci, sono stati La Vista, Polito e Martini. Riguardo quest'ultimo, stupisce la sua ennesima e dannosa esclusione dall'undici titolare.
Allo sgusciante attaccante ex Sambenedettese e Frosinone viene, ormai da tempo, preferito l'evanescente Russo, lento, macchinoso ed imbarazzante nelle conclusioni a rete in special modo quelle di testa. Lui che è alto un metro e 85 centimetri...
Il pubblico sopporta per un'ora abbondante, poi giustamente non accetta il comportamento della quasi totalità degli undici biancazzurri in campo e nel corso del secondo tempo, volta prima le spalle al campo e poi lascia vuoto, in segno di protesta, il centro della curva. Se anche il cuore del tifo organizzato arriva a tale punto, allora qualcosa di davvero grave è stato commesso, sportivamente parlando. Non sono inoltre passati inosservati alcuni cori che hanno ottenuto l'approvazione di tutto lo stadio: "noi vogliamo la primavera"... E come dar torto a tali espressioni di pensiero. Quantomeno i giovani del settore giovanile pescarese assicurerebbero maggior impegno e dedizione alla maglia.
La C è lì, ormai niente e nessuno può salvare il Pescara dalla triste realtà. Occorre a questo punto programmare con largo anticipo la serie inferiore, affinché la stessa sia solo di passaggio. Il tempo è prezioso e non va sprecato. Basta chiacchiere, ora è veramente arrivato il tempo dei fatti...


PESCARA-AREZZO, LE MARCATURE

MINUTO 9: Primo gol dell'Arezzo, abile nello sfruttare a meraviglia le gravi lacune soprattutto sulle fasce del Pescara. Bondi si libera di De Falco sulla sinistra ed appena entrato dentro l'area di rigore, mette in mezzo per l'accorrente Croce, prontissimo al tapin vincente a porta praticamente sguarnita. Pescara zero Arezzo uno e secondo gol in campionato per il giovane talento ex biancazzurro. Lo stesso al momento della sostituzione, così come l'altro ex della contesa Vigna, riceverà gli applausi da parte di tutto lo stadio.

MINUTO 42: Il raddoppio dei toscani. Azione confusa in area di rigore, Capelli all'altezza del dischetto dell'area di rigore colpisce in qualche modo il pallone che termina alle spalle dell'incolpevole Polito. Successivamente al punto del due a zero, solo l'abilità del portierone biancazzurro consentirà al Pescara di chiudere il match con una sola rete di svantaggio.

MINUTO 79: La rete dell'illusorio 1-2. Martini lanciato in profondità insacca la sfera superando il portiere ospite con un delizioso tocco sotto. E' il gol del definitivo 1-2 finale che condanna i biancazzurri al ventesimo stop stagionale e ad una retrocessione in C1 virtualmente certa.

PESCARA-AREZZO, IL TABELLINO

PESCARA: Polito, De Falco, Olivieri, De Martis, Felci (Aquilanti), La Vista, Moscardi, Luci, Antonelli, (Gautieri) Vantaggiato, Russo, (Martini) All.ri De Rosa e Vivarini.
AREZZO: Bremec, Capelli, Ranocchia, Conte, Barbagli, Bondi (Vigna), Di Donato, (Togni), Croce, (Roselli) Floro Flores, Martinetti, All.re Antonio Conte.
MARCATORI: 10' Croce, 42' Capelli, 79' Martini.
AMMONITI: Moscardi, Martini, Luci per il Pescara; Capelli, Di Donato, Togni, Barbagli per l'Arezzo.
RECUPERI: +2 / +4.

ARBITRO: Fabrizio Lena.

LE VOCI DEI PROTAGONISTI

LUIGI DE ROSA (Allenatore del Pescara)

«Il primo quarto d'ora abbiamo giocato alla pari con l'Arezzo. Poi il loro gol ha mutato un po' gli equilibri del match. La seconda rete poi ci ha un po' tagliato le gambe ma siamo stati bravi lo stesso a reagire, rientrando in partita e dando dimostrazione di essere una squadra viva. In particolare sul secondo gol dei toscani ho avuto la netta impressione che ci fosse stato un fallo, ma evidentemente il direttore di gara non ha visto. Riguardo il pacchetto difensivo, è stata una giornata difficile a causa delle tante assenze. I terzini hanno giocato fuori ruolo, mentre i centrali erano stanchi in quanto hanno disputato cinque match consecutivi.

Dopo la sconfitta di oggi la situazione si fa molto complicata ma ci credo ancora. Ci toccherà vincere a Rimini per rimediare al rovescio di oggi (ieri per chi legge, ndr)».

DANIELE CROCE (Centrocampista dell'Arezzo)

«Sono un professionista ed ora gioco nell'Arezzo. Il Pescara è ancora nel mio cuore e chissà il futuro cosa può riservare. Sono infatti in comproprietà tra i due club ed io stesso non so dove sarò l'anno prossimo. Trovare il Pescara in questa situazione mi dispiace tantissimo. Sulla partita posso dire che i biancazzurri sono stati un po' sfortunati ad aver subito il primo gol poi è normale che la partita si sia indirizzata sui binari dell'Arezzo».

ANTONIO CONTE (Allenatore dell'Arezzo)

«Cominciamo finalmente a raccogliere qualcosa di buono. Il modulo offensivo ha dato, a conti fatti, ottimi risultati. Sette punti in tre gare sono la prova che il gruppo crede alla rimonta. La nostra salvezza passerà per le prossime tre gare, decisamente fondamentali. Ai ragazzi chiedo di essere soltanto più cinici sotto porta. Un episodio sfortunato come la rete del 2-1 infatti, può risvegliare anche un avversario che ormai era visibilmente al tappeto. La partita è stata più facile del previsto in quanto sin dall'inizio siamo partiti fortissimo, lasciando pochi spazi agli avversari».


Andrea Sacchini 22/04/2007 8.43