Benvenuto Anthony Baron e "Pescara Football club Uk Plc"

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Eccolo Anthony Baron che fa la sua prima apparizione a Pescara, accompagnato dal presidente biancazzurro Max Pincione e da Francesco Fucilla, colui che ha fatto, se così si può definire, da mediatore fra Baron ed il Pescara.
Tanta attesa almeno apparentemente ben ripagata, alla luce soprattutto degli ambiziosi progetti presentati dall'economista inglese in un'ora e mezza di domande e risposte.
Pescara Football club U.K Plc.
Questo è il nome della holding inglese che rileverà il 100% del pacchetto azionario del sodalizio di via Mazzarino.
Nel linguaggio inglese, Plc sta per società di diritto pubblica.
Baron in Italia già possiede Futurella, società specializzata nel la produzione di acqua minerale ed altre vivande.
Per tal motivo non è completamente un novizio in attività imprenditoriali nel bel paese.
Ciò che comunque ha colpito un po' tutti nel primo giorno da “pescarese” dell'economista inglese, è la grande sicurezza, tranquillità e disponibilità nel rispondere a tutte le domande, anche quelle che definiremo “pesanti”, inerenti in special modo la programmazione futura.
Un atteggiamento che sembrerebbe rassicurare anche i più scettici del progetto britannico.
Il tempo è comunque galantuomo e darà maggiori e più accurate risposte.
Il futuro prospettato dall'uomo nuovo innegabilmente mette i brividi. Baron ha naturalmente parlato in inglese, perfettamente tradotto nella nostra lingua da Pincione e dal suo avvocato di fiducia.




 PARLA ANTHONY BARON

Subito, Baron ha voluto ringraziare i tantissimi giornalisti presenti alla sua prima conferenza stampa. L'economista inglese ha speso parole di elogio anche all'Italia con particolare riferimento alla città di Pescara.
«Ringrazio tutti», ha detto, «per avermi così ben accolto. Il Pescara e la città adriatica sono già entrate nel mio cuore, come d'altronde tutte le aziende che ho e che insieme a Pincione e gli altri soci gestiamo nel mondo. Io sono legato, come tanti miei altri connazionali, all'Italia. Molti di noi amano questa terra e la adoriamo per la caldissima ospitalità. Questo, personalmente parlando, è un lavoro di cuore più che di tasca, in quanto non sono qui per guadagnare».

LE REALI MOTIVAZIONI

Quali sono le reali motivazioni che hanno spinto un britannico a venire a Pescara per fare calcio?
Il nuovo “socio” biancazzurro risponde: «sono qui per molte ragioni. Il fatto economico è quello meno rilevante. Il progetto è ambizioso. Avevo già fatto un tentativo con un'altra società ma il tutto non è andato a buon fine. Non posso rivelare il nome ma posso dire che era un club di notevole importanza. L'azienda calcio è un business anche grande, ma il ritorno economico non mi interessa . Quando quest'ultimo ci sarà vorrà dire che saremo diventati una grande e competitiva realtà. Sono entrato in questa società perché adoro l'incredibile senso di appartenenza che i club calcistici sviluppano. E' un po' come essere una famiglia».




STABILIZZARE LA PARTE FINANZIARIA DEL PESCARA

Immediatamente, Baron tende a precisare l'obbiettivo primario attuale della Pescara calcio: «dobbiamo stabilizzare in particolar modo la situazione finanziaria del club. Individuare le ottime qualità potenziali che il sodalizio pescarese possiede e svilupparle ad un livello massimo. In tutto ciò, naturalmente, rientrano strutture per i tifosi e di allenamento adeguate. Successivamente, penso entro il termine di questa estate, il grande obbiettivo è quello di piazzare il Pescara nella borsa valori londinese. Sicuramente per fare questo, occorrerà rispettare tutte le regole del mercato ma soprattutto la tempistica di attuazione. Posso assicurare ad ogni modo che i contatti sono stati già avviati».

«VOGLIAMO FARE UNA GRANDE SQUADRA»

Di pari passo all'obbiettivo finanziario viaggia quello sportivo ed anche in questo caso l'economista inglese chiarisce: «noi sicuramente vogliamo fare una grande squadra. E' il nostro obbiettivo e siamo qui per questo. Comprare giocatori piuttosto che venderli, questo è un passo fondamentale di ciò che abbiamo intenzione di fare oltre naturalmente, ripeto, costruire strutture adeguate e stabilizzare la società a tutti i livelli. Il lavoro di gruppo in ogni ambito è importante e dal punto di vista calcistico è fondamentale. Dobbiamo eliminare i fattori di disturbo e quindi vi invito a non parlare più di debiti ed incombenze. A quelle ci pensa la società che non avrà problemi a risolvere».
Baron ha poi fatto intendere che entrerà nel cda del delfino: «certamente entrerò nel consiglio di amministrazione. Io ho la responsabilità del denaro che verrà immesso nel club. Nel cda non avremo problemi. Abbiamo tutti le stesse vedute di intenti. Io e Max (Pincione, ndr) siamo amici e da tempo facciamo parte della stessa holding. Tra di noi c'è sempre stata collaborazione. Io non voglio essere presidente, questo ruolo non ha nessuna importanza. L'importante è raggiungere gli obbiettivi prefissati».

«BASTA LITIGI NEL CDA»

Proprio sulla collaborazione, Baron sviluppa il suo discorso prendendo ad esempio i litigi quotidiani a cui si è assistito tra tutti i soci: «so che ci sono stati molti litigi ed incomprensioni prima della mia venuta. Dobbiamo ricordare tutte queste querelle affinché queste non ricapitino più. Come una madre dimentica gli errori del proprio figlio per aiutarlo in tutti i modi a crescerlo, così dobbiamo agire. In questo modo il club godrà di maggiore stabilità e la fiducia dei giocatori inevitabilmente aumenterà».
La programmazione anche in caso di serie C. Persino su questo punto la tranquillità dell'economista inglese sembra rassicurare anche i più scettici: «abbiamo già programmato la pronta risalita in B in caso malaugurato di retrocessione in C. Stiamo lavorando sul piano tecnico e raggiungeremo certamente buoni risultati. In ogni serie il Pescara sarà competitivo ve lo posso assicurare».
Baron ammette di voler parlare al più presto con le istituzioni, ma un'altra volta visto i suoi tanti impegni di lavoro nella capitale inglese: «sfortunatamente non posso restare a lungo. Oggi sono arrivato ed oggi dovrò andare via in quanto domani pomeriggio ho un importante meeting di lavoro a Londra. Mi auguro però al più presto di intavolare un discorso con le istituzioni cittadine ed in particolar modo con il sindaco. Tengo a precisare che non sono a Pescara per la ristrutturazione dello stadio Adriatico. Poi vedremo il da farsi se le istituzioni vorranno coinvolgerci direttamente».

L'ECO DI CALCIOPOLI NELLA CITY

Anche in Inghilterra è arrivata l'onda lunga di calciopoli... «Conosco l'attuale situazione italiana. Calciopoli e Moggiopoli come li chiamate voi hanno avuto grande cassa di risonanza nel nostro paese. Anche in Inghilterra però esistono problemi. I furbi sono ovunque. Utilizzare le società di calcio come capri espiatori però è profondamente sbagliato. Sarebbe più giusto punire gli uomini non indirettamente i tifosi».

INVESTIMENTI E QUOTAZIONE IN BORSA

L'economista britannico si sofferma poi sugli investimenti che saranno fatti nel calcio pescarese: «prima di investire dovremo sapere dove giocheremo, se in B o in C poi trarremo le conseguenze. Qualunque sia la serie, comunque, il piano finanziario sarà costituito da grandi numeri. La sola quotazione in borsa assicura un buon numero di capitali freschi. Inoltre la privatizzazione degli stadi che il governo italiano vuole fare è un'ottima idea. Da qui verrebbero altre importanti risorse economiche».
In conclusione, Baron si mostra indifferente ai fallimenti di alcune holding inglesi, entrati in diversi club italiani (Foggia e Vicenza su tutte, ndr): «non mi spaventano i precedenti negativi. I rischi sono stati tutti analizzati. D'altronde il mio lavoro è quello di valutare i pericoli i rischi e le conseguenze, sono un manager finanziario... Le differenze culturali ci sono ma costruire una struttura coesa fa superare ogni divisione».


 


CHI E' ANTHONY BARON?

Anthony Baron è nato a Londra il 26/9/1950. Di nazionalità britannica, attaulmente è sposato ed ha tre figlie.
Baron si è laureato in economia nella capitale inglese. Più precisamente nel Queen Mary College.
Negli anni 70 già riveste importanti ruoli, a servizio del governo centrale inglese, grazie alla sua grande competenza nelle materie economiche.
Negli anni 80 riveste il ruolo di direttore manageriale della prestigiosa Chase Investment Bank.
Negli anni 90 è direttore esecutivo della Sakura Finance International. Negli stessi anni ha avuto il privilegio di essere membro della commissione esecutiva per la ricerca e lo sviluppo dell'economia, al servizio del governo britannico.
Baron forma con un gruppo di imprenditori di varia nazionalità, tra cui Pincione, Fucilla ed il principe Alsaud, una importante holding inglese proprietaria di svariate aziende sparse in tutto il mondo.
Le aziende di cui Anthony Baron è parte integrante sono tre.
La prima è Futurella. La sorgente dell'acqua minerale Futurella nasce nel parco nazionale del Cilento, nei pressi del piccolo paese di Sant'Arsenio (Salerno) nel sud della Campania.
Questa azienda è dotata di un impianto tecnologico ultra-moderno, tra i più avanzati del sud Italia. Futurella è nata nel 1906 ma solo da pochi anni è stata rilevata dalla Holding inglese che, al momento, rappresenta l'unica proprietaria della Pescara calcio.
In particolare, Baron è presidente di Futurella, la stessa che nel 2002 ha lanciato con successo sul mercato il marchio Altea.
L'economista inglese riveste anche il ruolo di presidente dell'Electro Silica Group, azienda specializzata nell'elaborazione di progetti inerenti gli idrocarburi, minerali e tutto ciò che rientra nei settori dell'ingegneria civile.
Infine Baron, oltre ad essere tuttora consulente finanziario indipendente, è proprietario dell'Llanteglos Estate, una rete alberghiera immersa in uno dei grandi ed affascinanti parchi naturali del Galles.


LE AZIENDE DELLA HOLDING INGLESE

Le aziende acquistate dalla Holding inglese che ha rilevato l'intero pacchetto azionario della Pescara calcio sono molte e interessano i più svariati settori, alcune decisamente importanti.
Jurassic Oil & Gas Plc fu incorporata nel gruppo britannico nell'agosto 2006.
Il ruolo di questa azienda consiste nell'estrazione di Petrolio e Gas naturale in un'area dell'Australia occidentale, ritenuta dalla stessa un'area dalle notevoli potenzialità. Attualmente la suddetta Plc estrae 50 miliardi di metri cubi di gas naturale e produce circa 175 milioni di barili di petrolio immessi sul mercato.
Altri 50 milioni di barili sono ritenuti potenzialmente estraibili.
Il tutto viene fatto grazie a tre trivelle di ultima generazione disseminate sul territorio.
Sempre riguardo l'estrazione di petrolio e gas, rientra anche la Allied Oil e Gas Plc, inglobata nel marzo 2006, che ha ottenuto i permessi di trivellazione nei pressi della città australiana di Perth.
Stesse funzioni delle precedenti due per Phoenix Resources Plc, Wharf Plc, White Sands Petroleum, Dome Petroleum e Drillico Plc.
Queste svolgono le proprie attività estrattive disseminate su tutto l'immenso territorio australiano, ricco di risorse naturali..
Oltre a petrolio e gas naturale si inserisce la Allied Gold Resources, situata nelle montagne del Tribec nella Slovacchia occidentale.
Qui, grazie ad una concessione del governo centrale slovacco, vengono estratti oro, argento e pietre preziose. L'area interessata è di circa 150.000 kmq. Questa azienda è stata inglobata nella holding inglese di Baron e Pincione nel marzo 2006.
Sono invece società di assicurazioni la Ascension Securities, la Astor Securities e la Mansion House Securities. Si tratta dunque di un vero e proprio impero, con interessi ramificati nei campi più disparati in tutto il mondo.
A prima vista verrebbe da dire che la Pescara calcio sembra essere caduta in buone mani, ma sarà solo il tempo a dare il giusto giudizio. Ai tifosi del delfino, a questo punto, non resta che augurarsi che anche solo una parte dei faraonici progetti annunciati ieri in conferenza stampa siano realizzati.

Andrea Sacchini 20/04/2007 7.55