IRL. Tris di Wheldon a Homesteadt funestata da incidenti

Alessandro Biancardi

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HOMESTEADT. E' stato lui il dominatore, dalla A alla Z: Dan Wheldon, l'inglese che ha
fatto un tris consecutivo sull'ovale floridiano di Homesteadt, dove la Irl ha dato il via al suo campionato.
Alla vigilia il pronostico si occupava del giovane Marco Andretti, di Danika Patrick, passata dal team del suo benefattore Bobby Rahal in quello blasonato di Michael Andretti, e della rediviva Sara Fisher tornata in pista dopo due anni di assenza.
Ma ahime', il diavolo fa le ciambelle senza il buco. Ed i nostri “eroi” son finiti miseramente nelle mani della disgrazia. Il nipote di “nonno” Piedone ha abbandonato dopo 60 dei 200 giri per un “malessere” tecnico misterioso, la Patrick dopo aver dato ad intendere i suoi fieri propositi, è rientrata al pit, quel pit che in precedenza l'aveva vista uscire colpendo una gomma di Franchitti ed un meccanico, svirgolando è finita contro il muro.
Era questa la 33ma partenza della sua carriera che le ha creato un alone di celebrità con la stampa consenziente. La ragazza dell'Ohio (Fisher) si è accontentata dell'undicesima piazza senza troppo sudare, sperando nelle prossime gare.
Doveva correre anche la venezuelana Milka Duno, sponsorizzata dalla Citgo-petroleum del presidente Chavez, ma ha rimandato il debutto di tre settimane.
Intanto la fanciulla, presente nel Paddock, con al seguito il suo truccatore, ha scatenato un mare di frizzi umoristici.
Al che i giornalisti hanno suggerito:«Con la Patrick, la Fisher ed ora la Duno, che forse patron George voglia mutare la sigla Irl in “gIRLs” ,ovvero serie femminile?
Dunque,Wheldon ha vinto portandosi dietro, con 6.5” di distacco il compagno Dixon, Hornish, il tenace Kanaan cui si sono accodati Carpenter, Franchitti e Schechter.
Il duello del team Penske (che ha perso il grande sponsor Marlboro per legge federale) con Chip Ganassi si è risolto a favore dell'italo americano più che mai deciso a conquistare un altro titolo.
Si ricorderà che negli anni 80-90 Ganassi diresse, con grande successo, due team con i piloti Alex Zanardi e Juan Montoya.
Quest'ultimo, dopo la non felice permanenza in F.1 è tornato da Chip per correre nella categoria stock car.
Durante una intervista Tv, insieme a Tony George e Roger Penske, Ganassi ha «augurato al più presto» l' Unione tra la Champ car e la Irl, ricevendo l'approvazione del “boss” e del collega,un tempo anch'egli contrario. Che la scarsezza di presenze abbia fatto mutare idea a Tony
George? (foto)
Da segnalare la spettacolare “visita” da parte di Simmons, al muro di protezione, che si portava dietro dietro Foyt IV, nipote del 4 volte asso di Indy, il giapponese Matsuura e Barron. Complessivamente non hanno concluso la gara otto concorrenti.

LA IRL PRO.

Dopo il volo pindarico della corsa “clou”, è d'obbligo parlare brevemente della manifestazione riservata ai giovani aspiranti della serie Indy pro che ha anticipato lo spettacolo centrale con un avvicendamento di incidenti, tanto cari agli ovali,alcuni seri, che hanno costretto gli organizzatori a ridurre la durata di 10 giri onde riparare le reti di protezioni e muretto per consentire lo svolgimento della gara principale in notturna, ritardata di un'ora per far asciugare la pista con automezzi. Allorchè Sean Guthrie toccava le ruote di Pablo Perez, finiva contro la barriera di sicurezza, seguito dallo stesso Perez che si schiantava paurosamente contro le reti. L'episodio ricorda il micidiale incidente capitato tre anni fa allo svedese Kenny Brack, che fu costretto ad abbandonare le corse. Diversi rottami di macchine finivano sulla pista facendo uscire di pista Shane Lewis,Micke Gilbert e Joe Scarallo.
Conclusione: Perez veniva trasportato in elicottero al Jackson Medical Hospital, con fratture multiple agli arti inferiori.
La luce gialla e quindi quella a scacchi chiudevano la corsa con la vittoria di Alex Lloyd, già vincitore di due gare sull'ovale floridiano.
In precedenza Wade Cunningham che entrava in testa coda, finiva contro il muretto e quindi in ospedale, seguito da Ryan Justice. Insomma una vera , “carneficina” creata da un gruppo di giovani inesperti e di dubbio talento decisi a sfidare il più pericoloso avversario del mondo delle quattro ruote: l'ovale
Lino Manocchia SSNphoto.com

26/03/2007 8.08