Il Pescara con un piede e mezzo in serie C

Alessandro Biancardi

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VICENZA. Il Pescara coglie l'ennesima sconfitta stagionale al cospetto, tra l'altro, di un Vicenza tutt'altro che trascendentale.
L'undici di Gregucci non a caso ha davvero fatto poco per legittimare il successo e rare volte ha rischiato sulle incursioni degli avanti biancazzurri.
Il solo Vantaggiato, davvero l'unico a lottare fino all'ultimo, ha dato qualche grattacapo alla retroguardia vicentina, malgrado l'ex attaccante del Bari abbia commesso dei grossolani errori sotto porta. Per il resto, la squadra ha confermato la triste realtà dell'ultimo periodo.
Tranne alcune eccezioni, come il già citato Vantaggiato insieme a Mora e Delli Carri, il gruppo si sente già mentalmente in serie C. E' inutile nasconderlo.
Ormai solo un miracolo potrebbe salvare il Pescara dalla retrocessione. I punti di distacco dalle dirette concorrenti continuano ad aumentare.
Ieri è toccato al Crotone infilare una grandissima vittoria 2-1 contro il Napoli. Il Verona, è vero, ha guadagnato un solo punto sull'infido campo dell'AlbinoLeffe ma davanti agli adriatici ci sono troppe squadre.
Un conto è recuperare nove punti ad una sola formazione, decisamente è un altro paio di maniche rosicchiarne altrettanti ad almeno cinque o sei compagini diverse.
Illudere i tifosi, al momento, non è cosa buona e sarebbe giusto dire realmente com'è messa la situazione salvezza.
Il Pescara ha più di un piede e mezzo in serie B e a questo punto solo la matematica non li condanna alla triste verità.
La speranza dei sostenitori, naturalmente, è l'ultima a morire ma la stessa deve essere almeno sostenuta da qualcosa di concreto che, purtroppo, ora non esiste.
La speranza non può prendere il posto dei giocatori in campo; la speranza non può ridarti indietro i punti persi nei primi quattro sciagurati mesi di campionato; la speranza, infine, non può sostituirsi alla tecnica e alle potenzialità dell'attuale organico a disposizione dei tecnici De Rosa e Vivarini che, a dire il vero, i loro gravi errori li hanno commessi in special modo nell'ultimo periodo. Ad esempio perché rinunciare a cuor leggero ad un elemento come Gonnella?
Non sembra esserci alcuna soluzione di continuità e fino al termine della stagione, a meno di colpi di scena, sarà una lunga agonia.
I giocatori hanno palesemente smesso di lottare e la squadra ha ormai mollato la presa. I tifosi del delfino, dal canto loro, non riescono a spiegarsi una così incredibile metamorfosi in negativo dei biancazzurri.
La grande impresa della conquista di tredici punti in appena sei gare di campionato è stata letteralmente cancellata in poco più di due settimane.
La speranza di salvarsi, dunque, lascia giustamente il posto alla rabbia e all'amarezza dei tanti sostenitori del delfino che, solo un mesetto fa, credevano ciecamente nel miracolo della permanenza in serie B.
Occorrerà, a questo punto, concludere in maniera dignitosa questo torneo. Ormai niente e nessuno può salvare il Pescara.
La situazione è drammatica sportivamente parlando. Pincione, arrabbiatissimo in conferenza stampa per la prestazione dei suoi, farebbe bene a programmare subito la serie C.
Utilizzare le classiche frasi di circostanza quali «il campionato è ancora lungo» e «tutto è possibile» sono utili al solo scopo di mascherare la realtà.
Il presente vede un Pescara insalvabile, a meno di incredibili miracoli naturalmente.

Tornando alla quindicesima sconfitta della stagione, la gara ha rispecchiato lo stesso canovaccio delle ultime deludenti prestazioni degli adriatici.
Numerosi palloni buttati in avanti senza senso, scarsa tenuta difensiva e squadra confusionaria completamente allo sbando.
Da rilevare in negativo, inoltre, un centrocampo arruffone incapace di creare sia filtro che gioco. Come tradizione consolidata dall'inizio del torneo, non è mancato l'ennesimo arbitraggio anti-Pescara, anche in questa situazione.
L'espulsione di Aquilanti era inesistente, c'era un rigore solare su Vantaggiato e molto altro ancora. Se l'arbitro non avesse sbagliato così tanto forse ora saremmo qui a raccontare di un pareggio o addirittura di una vittoria.
Fatto sta che la storia non si fa con i sé e con i ma... Il Pescara meritava il pareggio, ma anche con un solo punto la situazione grave non si sarebbe spostata di molto. Bisognava preparare una gara completamente diversa, di attacco con grinta e voglia ma non è stato così. E' inutile oramai piangere sul latte versato, non resta che guardare al futuro. Chi ha avuto la “fortuna” di assistere al match di oggi(ieri per chi legge, ndr) si è inevitabilmente reso conto che i giocatori non ci credono più. E se non sono loro a crederci, allora è davvero tutto finito...

VICENZA-PESCARA, LE FORMAZIONI

Malgrado le indiscrezioni della vigilia che ipotizzavano uno schieramento con un'unica punta di ruolo, il duo Vivarini-De Rosa opta per un classico 4-4-2. Indisponibili gli infortunati Papini e Vicentini e gli squalificati Moscardi e Luci. Polito in porta. Linea difensiva a quattro con Delli Carri e Olivieri centrali, Mora a sinistra e Zoppetti sull'out di destra. Centrocampo con Aquilanti e De Falco mediani, Rigoni e La Vista sugli esterni. Martini e Vantaggiato sono le due punte di ruolo. In panchina, tra gli altri, Gautieri, Felci, Antonelli e Paponetti.
Per contro, Angelo Gregucci disegna il suo Vicenza secondo i canoni del 4-4-2. Martinelli, Fissore, Cudini e Nastos a protezione della porta difesa da Zancopè. Linea di centrocampo a quattro con la coppia Helguera-Rigoni centrale, Padoin a sinistra e Raimondi spostato sull'ala destra. Tandem offensivo composto dal duo Foti-Schwoc.
Arbitra Denis Salati di Trento, assistito da Liberti e Masotti.


VICENZA-PESCARA, LE AZIONI-CHIAVE

MINUTO 5: Clamorosa azione da gol fallita dal Pescara. Vantaggiato a tu per tu con Zancopè appena dentro l'area di rigore spara addosso all'estremo difensore vicentino.

MINUTO 45: Vicenza vicinissimo al vantaggio. Pallonetto di Schwock dai 20 metri e pallone che sfiora l'incrocio dei pali.

MINUTO 47 (st): Aquilanti viene espulso per doppia ammonizione a causa di un involontario fallo di mani.

MINUTO 57: Il Pescara ad un passo dal punto del vantaggio. Sugli sviluppi di un corner mischia selvaggia in area di rigore vicentina, Vantaggiato in qualche modo riesce ad indirizzare la sfera verso la porta ma Martinelli alla disperata salva sulla linea. Da segnalare un evidente fallo del portiere biancorosso Zancopè che, nell'occasione, ostacola vistosamente con i piedi Vantaggiato proteso nel tentare di recuperare il pallone.

MINUTO 63: Il Vicenza passa realizza la rete del definitivo 1-0. Eurogoal di Cavalli che dal vertice sinistro dell'area adriatica pesca il jolly della giornata. Pallone a giro che termina la sua corsa direttamente all'incrocio della porta difesa da Polito.


VICENZA-PESCARA, LE VOCI DEI PROTAGONISTI

MAX PINCIONE (Presidente del Pescara)

«Sono molto deluso e arrabbiato della prestazione della squadra. Non mi aspettavo una così brutta figura. Non so se prenderemo provvedimenti in settimana. Fatto sta che i panni sporchi si lavano in famiglia e al ritorno a Pescara vedremo il da farsi. La squadra si è dimostrata molle ed inconcludente soprattutto negli elementi di maggior tasso tecnico, che dovrebbero far fare al gruppo il salto di qualità. Mi hanno davvero deluso tutti i reparti».

LUIGI DE ROSA (Allenatore del Pescara)

«Siamo stati indubbiamente troppo penalizzati dall'ingiusta espulsione di Aquilanti, l'ennesima in questa sfortunatissima stagione. Abbiamo, nonostante tutto, giocato una buona gara al cospetto di un Vicenza che oggi al momento rappresenta una delle compagini più in forma di tutta la serie B. Dobbiamo pensare al futuro e crederci fino in fondo. Purtroppo non meritavamo di perdere ma è andata così».

Andrea Sacchini 18/03/2007