Col Modena finisce 6-2, per il Pescara si avvicina la C

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un disastro.
Il Pescara viene umiliato 6-2 dal Modena all'Adriatico, "regalando" ai 1300 abbonati del delfino presenti una delle giornate più tristi della storia recente del Pescara.
E' già la seconda volta in questa stagione (0-5 contro il Rimini, ndr) che i biancazzurri subiscono un passivo tanto umiliante.
L'approccio alla gara è stato tutto sbagliato.
Si doveva preparare la gara con il Modena come una finale, alla stregua di una gara che vale un intero campionato.
Al contrario, i ragazzi del duo Vivarini-De Rosa hanno disputato un incontro di una intensità talmente bassa da essere paragonata a quella di una semplice amichevole infrasettimanale.
Squadra poco motivata ed irriconoscibile se paragonata a quella che appena due settimane fa aveva conquistato la bellezza di 13 punti in sei gare. E' tornata senza ombra di dubbio, inoltre, la stessa fragilità difensiva del Pescara di Ballardini ed Ammazzalorso.
Gli adriatici sono riusciti nell'impresa di far sembrare il Modena di quest'oggi, 12 reti nelle in 26 partite, il Real Madrid dei tempi d'oro. Davvero inspiegabile questa involuzione.
Probabilmente, la squadra comincia a pagare il grande exploit degli ultimi due mesi, nei quali il dispendio di energie fisiche e mentali è stato innegabile.
Il calo di forma è evidente e sotto gli occhi di tutti. Il reale problema, come già detto tante altre volte, è legato al fatto che il Pescara paga pesantemente i primi quattro mesi di campionato fermo al palo. Tutto ciò che di bello è stato fatto nelle gare precedenti, quindi, è stato cancellato nel giro delle ultime due partite, peraltro contro due dirette concorrenti.

La salvezza alla vigilia di due trasferte molto difficili a Frosinone prima e Vicenza poi, adesso diventa impresa ardua.

Attualmente lo spareggio play-out dista sei lunghezze. La difficoltà più grande sta nel fatto che questi sei punti devono essere rosicchiati non ad una sola ma a ben tre compagini.
Ciò la rende una impresa ai limiti dell'impossibile è inutile nascondersi dietro un dito. Il campionato non è certo finito ma la scossa positiva deve arrivare già da martedì. Sul banco degli imputati, logicamente, sono finiti oltre ai giocatore anche i due tecnici, gli stessi che fino a quindici giorni fa venivano esaltati dall'intera piazza. Come è strano il calcio...
Due parole anche sull'arbitro Brighi di Cesena, decisamente il peggiore in campo assieme ad alcuni biancazzurri.
L'atteggiamento del fischietto romagnolo, infatti, è stato indisponente per lunghi tratti della contesa. Ogni situazione dubbia veniva risolta con una punizione in favore degli ospiti.
Il rigore del momentaneo 2-0 è apparso un regalo in piena di regola mentre al Pescara son stati negati due penalty solari. Ad ogni modo, per quanto possa essere stata orribile la direzione arbitrale, essa non è tale da giustificare un tale passivo. Il Modena ha sicuramente meritato di vincere. Il risultato è sicuramente troppo roboante ma i tre punti conquistati dai canarini sono più che legittimi.

Infine una nota di colore. Carlo Luisi, il grande ex, è stato lungamente fischiato e beccato dal pubblico di casa per il suo rifiuto, durante la finestra trasferimenti di gennaio, di indossare nuovamente la casacca biancazzurra.

A proposito dell'ex mediano pescarese. All'uscita del pubblico dall'Adriatico, abbiamo avvicinato alcuni tifosi che ci hanno riferito circa un brutto gesto fatto proprio da Luisi all'indirizzo di alcuni spettatori assiepati nel settore Distinti. L'episodio pare sia avvenuto in occasione di una delle marcature modenesi.


IL NOTAIO D'AMBROSIO SI DIMETTE DA VICEPRESIDENTE DEL PESCARA


Anche in un giorno così triste per i colori pescaresi, non mancano notizie fresche che riguardano le vicende societarie del sodalizio di via Mazzarino. Nella mattinata di ieri infatti, a conclusione del cda dei soci di Pescara 70, Massimo D'ambrosio ha rassegnato le proprie dimissioni da vicepresidente, uscendo di conseguenza anche dal consiglio di amministrazione del delfino. Il notaio ha messo a disposizione le proprie quote che sono state subito rilevate da Pincione e da Di Giacomo. Il primo ora possiede il 35% del pacchetto azionario, il secondo raggiunge il 20% delle azioni all'interno della Pescara calcio. L'abbandono di D'Ambrosio è stato causato da alcune divergenze sulla gestione futura della società, fa sapere un comunicato stampa.


PESCARA-MODENA, LE FORMAZIONI


Il Pescara conferma l'undici delle ultime settimane ed il modulo 4-4-2. Indisponibili dell'ultim'ora il capitano Delli Carri e la punta Martini. Polito in porta, linea difensiva a quattro con Demartis e Gonnella centrali, Zoppetti a destra e Mora sull'out di sinistra. A centrocampo coppia di mediani formata da Luci e Papini; le idee di Antonelli e La Vista sugli esterni ad innescare l'oramai collaudato tandem offensivo Vantaggiato-Russo. In panchina, tra gli altri, Gautieri, Felci e Rigoni.
Per contro, Bortolo Mutti sceglie un abbottonato 4-4-1-1. Antonazzo, Frey, Centurioni e Tamburini a protezione della porta difesa da Frezzolini. Centrocampo a quattro con Bentivoglio e Luisi centrali, Rossi e Abate sulle ali. Il fantasista Pinardi a supporto dell'unico terminale offensivo Bruno completa lo scacchiere gialloblù.
Dirige Christian Brighi di Cesena, un altro romagnolo per una gara contro i romagnoli... Assistono alla gara i soli 1264 abbonati del delfino.


PESCARA-MODENA, LE MARCATURE


MINUTO 26: Il Modena parte meglio del Pescara e trova subito il gol del vantaggio. Pinardi dalla destra mette in mezzo per la testa dell'accorrente Tamburini che svetta in mezzo a Gonnella e Demartis e fredda l'estremo difensore biancazzurro. Pescara zero Modena uno.

MINUTO 33: I padroni di casa non ci sono ed il Modena raddoppia. Presunto fallo di Demartis su un giocatore modenese. Calcio di rigore trasformato con freddezza da Pinardi che spiazza Polito. Pescara Modena 0-2.

MINUTO 45: Ennesima disattenzione dell'imbarazzante retroguardia biancazzurra. Cross di Abate dalla destra per Bruno la cui girata di destro si infila alle spalle di Polito che raccoglie la sfera dal sacco per la terza volta.

MINUTO 58: Il Pescara da l'illusione di essere in partita realizzando il gol del 1-3. Vantaggiato di testa insacca su preciso corner battuto dal neo-entrato Rigoni.

MINUTO 75: Il Modena spegne le residue velleità pescarese mettendo a segno la quarta marcatura. Gran destro di Pinardi all'incrocio dei pali direttamente su punizione dai venti metri.

MINUTO 85: I canarini dilagano. Papera di Polito che non trattiene un docile colpo di testa di Sforzini appena dentro l'area di rigore. Pescara uno Modena cinque.

MINUTO 90: C'è ancora spazio per la doppietta personale di Bruno. Il Modena infierisce sull'avversario ormai morto.

MINUTO 92: Gol della bandiera pescarese. Rigoni appena entrato in area lascia partire un sinistro preciso all'angoletto. Il pallone, con la complicità del portiere ospite, termina la sua corsa in rete. E' il 2-6 finale che sancisce una delle pagine più tristi della storia recente pescarese.

LE VOCI DEI PROTAGONISTI

MAX PINCIONE (Presidente del Pescara)

«La sconfitta è molto pesante ma dobbiamo ancora credere nella salvezza in quanto il campionato è ancora lungo. Non credo che il cambio ai vertici della dirigenza abbia influito in maniera negativa sulla squadra. In campo, alla fine, sono sempre i giocatori che vanno non i dirigenti. Non mi aspettavo questo Pescara ma purtroppo si può incappare in queste giornate particolari. La sconfitta non cambia niente nei miei piani futuri perchè quando sono venuto a dicembre, le possibilità di serie C erano molto più elevate di quelle che sono ora. Abbiamo due programmi sia in caso di serie C sia in caso di permanenza in cadetteria. Riguardo le dimissioni di D'Ambrosio, lui non era più d'accordo con il nostro programma ed ha ritenuto giusto farsi da parte. Le sue quote sono state rilevate dal sottoscritto e da Di Giacomo».

CARLO LUISI (Centrocampista del Modena)

«Davvero sono rimasto molto male dai fischi che ho subito. Non è assolutamente vero che sono stato vicino al trasferimento questo gennaio a Pescara. Non ho mai ricevuto una telefonata ufficiale e la trattativa non è mai iniziata. Renzetti mi ha chiamato una volta sola per comunicarmi la sua intenzione di riportarmi in riva all'Adriatico per fare bella figura dinnanzi ai tifosi, ma non ho mai ricevuto nessuna offerta ne tanto meno un contratto. A Pescara ho sempre detto che sarei tornato volentieri ma sono rimasto molto male dal comportamento di Renzetti che ha messo in giro queste false voci riguardo il mio rifiuto di rivestire la maglia del Pescara. Io amo la mia città e sarei venuto anche di corsa ma, ripeto, non mi è mai arrivata una offerta».

Andrea Sacchini 11/03/2007