Pescara Calcio: si pensa a ripianare i debiti ed intanto Pincione si racconta

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una volta definite con precisione le cariche dirigenziali, ora per i soci di Pescara 70 è il momento di lavorare per ripianare le perdite economiche del club.
Occorre rateizzare il debito irpef il prima possibile onde evitare possibili conseguenze anche gravi.
Al 31 dicembre, le perdite della Pescara calcio ammontano a circa 800 mila euro.
Per ripianarle occorre una fidejussione bancaria. A questo punto, i nuovi soci dovranno sottoscrivere la ricapitalizzazione che, ad oggi, non è chiaro di quale entità sarà.
Più verosimilmente, quando tutti i componenti del cda saranno d'accordo, l'aumento del capitale sociale dovrebbe essere compreso tra l'1 o i due milioni di euro al massimo.
Improbabile al momento una ricapitalizzazione di tre o quattro milioni. Virtualmente impossibile l'eventualità di cinque milioni di euro o più.
Ad ogni modo Pincione appare orientato sul milione e mezzo di euro. Lo stesso neo presidente biancazzurro, inoltre, sarebbe pronto all'occorrenza ad un aumento più sostanzioso del capitale sociale. Sotto questo punto di vista, occorrerà attendere un'altra riunione del cda. I tempi, comunque, non dovrebbero essere troppo lunghi. Si parla di qualche settimana o di un mese al massimo ma sarebbe meglio non sbilanciarsi.

Tornando alle decisioni prese ieri dal consiglio di amministrazione, sono stati definiti anche gli incarichi di quasi tutti i soci di Pescara 70. Pincione e D'Ambrosio, si sa, sono stati eletti rispettivamente presidente e vicepresidente del sodalizio di via Mazzarino. Paolo Iapaolo rivestirà il ruolo di direttore generale, Dimitri Galletti quello di responsabile dell'area marketing, Roberto Giammarco si occuperà delle finanze della società mentre ancora non è stato assegnato un ruolo a Claudio Di Giacomo. Quest'ultimo, comunque, con tutta probabilità sarà vice-presidente al pari del notaio D'Ambrosio. A sorpresa, ma non troppo, l'area tecnica resta sotto la piena la responsabilità di Andrea Iaconi

NOTIZIARIO

Per il Pescara, allenamento pomeridiano al campo Vestina di Montesilvano. Seduta tecnico-tattica per gli uomini del duo Vivarini-De Rosa. I due tecnici hanno inoltre provato anche alcuni movimenti difensivi. Al termine dell'allenamento, consueta partitella a ranghi misti. Presenti tutti i giocatori ad eccezione del giovane Vicentini, alle prese con guai muscolari. Domani mattina rifinitura allo stadio e a seguire i tecnici dirameranno l'elenco dei 19 convocati per la sfida di sabato all'Adriatico contro il Modena.
I canarini tentano fino all'ultimo di recuperare Gilioli, Campedelli ed Ungari. Nessuna chance di essere convocato per Chiecchi. L'arbitro della gara sarà Christian Brighi di Cesena. Ennesimo curioso sorteggio arbitrale per i biancazzurri, costretti ad essere diretti per la seconda volta consecutiva tra le mura amiche da un fischietto romagnolo contro una squadra romagnola...

Andrea Sacchini

E SUL SITO UFFICIALE DELLA SQUADRA MAX PINCIONE SI RACCONTA

Ecco l'intervista integrale da www.pescaracalcio.com


Il neo presidente biancazzurro ci parla di se e delle sue ambizioni
Il Pescara nel suo destino sin dalla nascita.
Lui il 9 giugno, il club il 10. A dividerli 26 anni. Stiamo ovviamente parlando di quello che da ieri sera è il 20esimo presidente del club biancazzurro, Massimiliano Pincione.
Max per gli amici.
Nato a Cugnoli in provincia di Pescara 45 anni fa, si è trasferito negli Stati Uniti con la sua famiglia nel 1974
«Una classica famiglia di paese. Tanti figli, 6 (3 fratelli e 3 sorelle), e la necessità di lasciare la propria casa e la propria terra. Ma per fortuna non ho mai perso i contatti con l'Italia».
Il classico inizio da emigrante e poi pian piano l'affermazione a livello professionale «All'inizio è stata dura. Poi il lavoro e la perseveranza mi hanno aiutato ad affermarmi. Il mio lavoro? E' nato un po' per caso, ma la grande passione che avevo mi ha aiutato a migliorarmi».
Ad inizio anno il colpo di fulmine: entra nella Pescara 70 che sta acquistando il Pescara Calcio «Sono sempre stato tifoso del Pescara e ne ho sempre seguito le vicende che putroppo, nelle ultime stagioni, lo hanno sempre visto in bilico. A me piacciono le sfide e quando ho capito che finalmente si stavano schiudendo le porte del club non ho esitato un solo minuto ed ho dato da subito la mia disponibilità. Per me il Pescara era e resta il sogno che ho avuto sin da bambino. Se mi avessero proposto di acquistare il Milan o la Juve non lo avrei fatto perchè nutro autentica passione solo verso i colori della mia prima adolescenza. Sia ben chiaro che non sono un lucratore, il mio unico intento per il Pescara è quello di fare qualcosa di positivo».



La nomina a Presidente del sodalizio è stata un po' troppo movimentata. Difficile che l'avesse immaginata così.
«In effetti non ho potuto godere di quel momento per tutte le vicissitudini che l'hanno preceduto. Negli ultimi giorni avevo la sensazione di essere in guerra. Per fortuna ora mi sento sollevato».

A causa delle varie polemiche che si sono succedute su giornali e siti internet negli ultimi giorni, l'aspetto programmatico è passato in secondo piano, quasi che il core business del Pescara non fosse il calcio giocato ma altro. Vogliamo fare un po' di chiarezza?
«Per prima cosa vorrei con tutto me stesso che la squadra riuscisse a salvarsi quest'anno. Questo ci permetterebbe di agire con almeno un anno di anticipo su quelle che sono le nostre idee e i nostri programmi. Dunque la salvezza è la priorità e faremo di tutto per raggiungerla. Se ci riuscissimo vorrei mettere da subito la squadra nelle condizioni di fare qualcosa di più grande. Sia ben chiaro: non mi piace che si facciano illazioni sul mio conto. Io so quel che ho e cosa posso fare e nella mia vita, come nella mia carriera, non mi sono mai messo nelle condizioni di farmi male o far male a chi mi è vicino. Dunque che stiano tutti tranquilli, non saranno fatti passi più lunghi della gamba e tutto ciò che sarà detto è perchè si è nelle possibilità di raggiungerlo».

Per ambire a traguardi ambiziosi c'è certamente bisogno di potenziare la struttura nel suo insieme «Purtroppo adesso non siamo nelle condizioni di poter apportare miglioramenti alla squadra. Ma certamente sin dalle prossime settimane cercheremo di crescere dal punto di vista aziendale e dell'immagine del club. Noi abbiamo bisogno di avere un riscontro della nostra forza anche a livello internazionale».
Il discorso, poi, scivola sullo stadio
«Le condizioni attuali dello stadio Adriatico penalizzano il Pescara. Tra le priorità c'è quella di parlare con l'Amministrazione Comunale e verificare se esistono i presupposti di un restyling funzionale. Ricordo che vidi nel 1984 una partita allo stadio e allora era messo meglio rispetto ad oggi».
Che Presidente sarà Max Pincione?
«Mi piace raggiungere gli obiettivi che mi pongo, anche a costo di non essere politically correct. Desidero la massima chiarezza e mi piacerebbe che per me parlassero i fatti. Se dico che voglio andare in serie A col Pescara, non lo faccio per compiacere ma perchè è un mio vero obiettivo».
Ci saranno problemi a gestire il club oltre oceano?
«E perchè mai? Avrò un collaboratore fidato che mi rappresentarà a Pescara, ma per me questo non è assolutamente un problema perchè la maggior parte del mio business in Medio Oriente lo gestisco da New York. Mi rendo conto che è diversa la mentalità tra statnitensi ed italiani. Qui si fa fatica a concepire un viaggio in macchina da Pescara a Milano. Per me è normale arrivare a Roma prendendo il primo aereo da New York. Se uno dei problemi è questo, posso assicurare che sarò a Pescara più spesso di quello che si può pensare».
Il Nord America e l'Australia sono abitate da tantissimi abruzzesi. C'è la possibilità di far avvicinare la squadra a questi tifosi così distanti dalla propria terra d'origine?
«E' nei piani quello di esportare il Pescara nel mondo. Ma non corriamo troppo. Ora salviamoci, strutturiamoci, miglioriamoci e poi potremo dire la nostra con orgoglio».

09/03/2007